On Sat, 26 Feb 2011 22:44:38 +0100, Alessandro Feltrin
<[email protected]> wrote:
Malgrado tutto direi che la legge Pisanu ci ha "abituati" bene. Nel
senso che ci ha insegnato a responsabilizzarci.
Ora, come il solito in Italia, siamo passati da un estremo all'altro.
Prima era tutto obbligatorio, ora è tutto (o quasi) libero.
Ci terrei però a precisare che nel momento in cui un bar (o un
qualsiasi
altro esercizio) fornisce un servizio di accesso WiFi (a pagamento o
non
a pagamento) e non provvede a registrare i propri visitatori si
ritrova
in un paradosso.
Non c'è infatti alcun obbligo, è vero. Se però da quella connessione
Internet WiFi vengono commesse delle azioni illecite (da
pedopornografia
a terrorismo a qualsiasi altra cosa), e se il titolare del contratto
di
accesso Internet non ha provveduto a registrare ed a loggare le
attività
di navigazione eseguite dai rispettivi utenti, diventa lui l'unico
responsabile di fronte alla legge e può essere denunciato e
arrestato.
sento sempre parlare e discutere di eventuali crimini commessi tramite
connessioni aperte o se preferite non protette.
esiste un qualche documento/relazione piu' o meno periodico che
illustri o riassuma
quanti e quali reati informatici vengono commessi da connessioni
wireless aperte..?
esiste una statistica oggettiva in merito..?
considerato che l'obbligo di identificazione era/e'
obbligatorio/consigliato
apparenetemente solo in Italia, non mi risulta che gli altri paesi
dell' UE o
gli USA adottino misure paragonabili alla Pisanu e sucessive, significa
che siamo
piu' arretrati o troppo paranoici..?
grazie
smokher
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