Il 17 ottobre 2011 13:31, Stefano Zanero <[email protected]> ha scritto:
> Quindi il certificato e' o uno che e' appena uscito dalle superiori, o
> uno che ha finito a stento le medie ma ha fatto il consulente della
> privacy, qualsiasi cosa questo voglia dire, per 3 anni. Wow.

generalizzando è un "aspetto" delle commistioni tra "nuove tecnologie"
e "diritto" che spesso registriamo solo in Italia, nazione di
corporazioni, mestieranti e giullari.

Probabilmente avrebbe più senso una sorta di "specializzazione"
effettuata all'interno di un contesto universitario, che non quella
tra "associati" dell'ennesima "associazione di informatici
autoreferenziante", perché, ripeto, probabilmente, in seno accademico
c'è maggior probabilità che chi mi insegna quello che io voglio
apprendere e sul quale desidero certificarmi, conosca la materia non
per sentito dire o perché il mese prima faceva il docente nel corso di
selezioni delle sementi di grano duro e il mese prossimo andrà a fare
l'esperto di word stampa unione in qualche altra scuola di
"formazione".

/per inciso: sono prevenuto, ma è solo perché in 20 anni ho visto
incenerire una quantià enorme di soldi pubblici di tutti quanti nel
buco nero chiamato "formazione professionale in Sicilia" e non ho una
grandissima stima di questo modo di "trasferire" le conoscenze.

-- 
Calogero Bonasia
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