Caro David,

sulla tua riflessione, a parte i riferimenti alla stella gialla, una cosa mi 
preme sottolineare: 50 mila elettori romani dalla lista bonino pannella nelle 
2600 sezioni del Comune di Roma non possono essere definiti "ricompattati 
radicali militanti" ... magari ! :-)))


Luca 
 
Ps Magari vieni domani sera, così discutiamo meglio di queste cose.






Cari amici,
ieri non ho scelto per la prima volta. Sono iscritto a Radicali Roma, ma dal 
mio iniziale modesto impegno sono stati sempre di più gli elementi che mi hanno 
allontanato. La gente, le persone come me, che non sono radicali, ma non hanno 
nemmeno una chiusura pregiudiziale, non hanno capito. Persone che come me si 
sentono liberali e laiche non si sono sentite rappresentate dalla campagna 
elettorale degli esponenti radicali. Un elemento è stato senz'altro la stella 
gialla, ho letto la spiegazione del perché la scelta è ricaduta su quel simbolo 
e sinceramente mi è sembrata debole. Se il simbolo scelto non riesce a portare 
un messaggio e non convince persone con cui mi sono confrontato in questi 
giorni, persone che come me, pur non essendo radicali sentono comunque una 
vicinanza con le loro battaglie, allora è stato fatto un errore. I metodi 
adottati hanno probabilmente ricompattato i radicali militanti, ma non hanno 
convinto gli altri, quelli che avrebbero potuto scegliere la lista 
Bonino-Pannella e non lo hanno fatto. Faccio i complimenti all'associazione, di 
cui per ora faccio ancora parte, per il risultato di Roma che è sicuramente 
anche un suo merito, ma credo che una riflessione sia d'obbligo. Trovo che sia 
sbagliato e dannoso assegnare tutta la colpa alla carenza di spazi sui media, 
come è stato fatto dagli esponenti radicali. 

David Perlmutter
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