grazie.
una sola domanda: le firme a corredo di quale lista? una lista di soli 
bonino-pannella oppure di radicali e socialisti e verdi e,,,?
verissimo che senza firme non c'è di che parlare, ma è pure vero che prima 
di decidere che liste comporre, e eventualmente con chi, non si può 
raccogliere firme

----- Original Message ----- 
From: "Massimiliano Iervolino" <[email protected]>
To: <[email protected]>
Sent: Monday, November 16, 2009 2:28 PM
Subject: [radicaliroma] VIII Congresso di Radicali Italiani - 2ª 
Commissione: "Elezioni regionali: praticabilità dem ocratica. Anagrafe 
pubblica degli eletti e dei nominati , strumenti di democrazia diretta, la 
class action"



VIII Congresso di Radicali Italiani - 2ª Commissione: "Elezioni regionali:
praticabilità democratica. Anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati,
strumenti di democrazia diretta, la class action"

Sintesi dell'intervento di Massimiliano Iervolino, membro della direzione
nazionale di Radicali Italiani

Uno dei sottotitoli di questa commissione è la praticabilità democratica,
che leggendolo mi ha fatto venire subito in mente due date: il 2005 ed il
2009. La prima in riferimento all'iniziativa di Marco Pannella che,
partendo proprio dalla convinzione di vivere in un Paese senza diritti
civili e politici, lanciò la richiesta di ospitalità ai due poli e la
seconda data fa riferimento alle ultime elezioni europee dove, prima
dell'azione nonviolenta di Marco ed altri compagni radicali, solo il 3%
degli elettori era a conoscenza della possibilità di votare la lista
Pannella Bonino. Quel grido di Marco e di Emma: "non sappiamo più cosa
inventarci", frutto proprio dell'impraticabilità democratica, va
confrontato con il rapporto tra gli eletti, di tutti gli altri partiti, ed
i poteri e le lobby che, anche
attraverso finanziamenti illegali, ne scaturiscono l'elezioni, per poi
esser pronti a ricattarli (vedi il caso Marrazzo) quando i politici non
seguono più le loro direttive. Per fare un esempio, nel Lazio, nessuno può
pensare di diventare Governatore, senza scendere a  patti con i signori
della sanità privata, con il signore di Malagrotta e con i vari
palazzinari romani. L'influenza di questi "poteri" nel passaggio dalla
praticabilità all'impraticabilità democratica è enorme, anche perché molti
di loro sono degli editori e praticano le loro attività nell'illegalità
diffusa che contraddistingue il nostro paese e la nostra regione. Visto
che i rifiuti, la sanità e la cura del territorio sono competenze
regionali dovremmo fare un passo in avanti rispetto all'iniziativa
sull'anagrafe pubblica degli
eletti e dei nominati, quindi chiedere massima trasparenza in questi
settori, un anagrafe sanitaria (per es. online: i bilanci delle Asl, la
carta dei servizi di ogni ospedale convenzionato, il raiting di ogni
struttura  pubblica e privata prodotto dal giudizio delle persone
ricoverate), un'anagrafe sui rifiuti (per es. quanto e come si differenzia
città per città, dati ambientali delle città limitrofe a discariche e
inceneritori), un'anagrafe del territorio (per es. dove si costruisce e
cosa si distrugge per farlo, vincoli paesistici, foto satellitari del
prima e dopo). E' innegabile che la nostra agibilità democratica è
diminuita visto che la partitocrazia ci ha scippato la seconda scheda e ha
inserito, nelle varie leggi elettorali, sbarramenti sempre più alti che
non ci permettono, nella maggior parte dei casi, la presentazione
autonoma. Noi nel Lazio abbiamo cercato di aprire un nuovo "fronte"
democratico portando avanti otto referendum regionali che, per assoluta
mancanza di informazione, non siamo riusciti a depositare con le 50.000
firme che servivano, ma abbiamo ottenuto una norma che equipara il
regolamento dei referendum propositivi con quello degli abrogativi, quindi
con la nostra iniziativa abbiamo allargato quella "praticabilità
democratica" nel Lazio che permetterà a tutti quei comitati di cittadini
e/o politici di presentare dei quesiti propositivi, ricordiamo che la
regione Lazio, grazie a noi, è l'unica regione a statuto ordinario, a
permettere referendum propositivi.  I pochi spazi di democrazia che oggi
ci sono nel nostro Paese ci rendono difficile la raccolta di quelle
prefirme che,  tenendo conto dell'ultima mozione del comitato di RI, ci
consentirebbe di presentarci alle elezioni regionali, ed io aggiungo ci
permetterebbe di "non consegnarci" al partito democratico, consegna che il
radicale "ignoto" potrebbe non capire non comprendere,  invece con le
sottoscrizioni raccolte ai tavoli avremmo un confronto alla pari con il Pd
e potremmo coltivare quella speranza di una colazione con i verdi e i
socialisti. Mi sento di dire che, nel Lazio dopo il caso Marrazzo, ci
troviamo di fronte ad un Pd allo sbando, dove l'unica iniziativa
"politica" è cercare l'alleanza con l'UDC, invece a mio avviso noi
dovremmo cercare in tutti i modi di portare avanti quelle iniziative di
legalità che per i motivi detti sopra contrasterebbero quei poteri che
gestiscono l'elezione del governatore e la politica della regione. Con chi
e come? Senza le firme questa domanda non ha risposta, o almeno non ha una
risposta adeguata alla nostra storia!







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