Rifiuti: produrne meno e incentivare riciclo e raccolta differenziata Da Notizie Radicali, art. di Massimiliano Iervolino candidato al Consiglio regionale del Lazio per la lista Bonino-Pannella
Quella dei rifiuti rappresenta una delle partite più importanti nelle quali la futura amministrazione regionale dovrà mettersi in gioco. Come è accaduto per la sanità, anche in questo settore strategico la Regione Lazio ha dovuto cedere il passo al Governo che ne ha decretato il commissariamento per un periodo molto lungo. Una exit strategy dovuta, come nel caso della sanità, alla palese incapacità gestionale dimostrata dagli amministratori locali che per troppi anni hanno adottato una politica da sartoria di serie B, cioè non impegnata a cucire provvedimenti su misura per le esigenze del territorio, ma a cercare di rammendare le falle provocate da incessanti emergenze. Poiché siamo fermamente convinti che prevenire sia meglio che curare, riteniamo che, per imprimere un cambiamento radicale nella gestione dei rifiuti, gli obiettivi prioritari consistano nel ridurre la quantità di spazzatura prodotta e nellincentivare concretamente il riciclo e la raccolta differenziata. Qualche dato può essere utile per delineare lo scenario nel quale dovrà operare la prossima amministrazione regionale: secondo il rapporto Ispra 2008, nel Lazio la produzione di rifiuti solidi urbani è stata nel 2007 di 3.359.554 tonnellate, con un aumento di circa il 14% rispetto al 2003. Di questa mole di rifiuti, circa l83% viene smaltito in una delle dieci discariche del Lazio. ellultimo decennio, questa percentuale non ha subito notevoli variazioni, a dimostrazione che la cultura della discarica è stata predominante. Anche i numeri relativi alla raccolta differenziata non sono incoraggianti: nel 2007 il Lazio si è attestato sul 12.1%, lontano da quel 35% previsto per decenni come limite minimo dalle normative nazionali, che ormai indicano il più elevato traguardo di almeno il 50%. Nello stesso anno la Lombardia è arrivata al 44.5% e il Veneto al 51.4%, con una media italiana del 27.5 %. Se in tema di rifiuti il Lazio è una delle regioni meno virtuose, una delle motivazioni va ricercata nelle difficoltà economiche in cui versano i Comuni. Per non gravare sulle già esigue casse municipali, per molto tempo la Regione ha fissato tariffe di accesso agli impianti molto contenute. Attualmente le necessità normative e gli obblighi di tutela dellambiente richiederebbero un incremento dei prezzi di circa il 20%. Un aumento che, tra laltro, è giustificato dallesigenza di incentivare la raccolta differenziata. Dal punto di vista dellimpiantistica, riteniamo che il numero di termovalorizzatori o di impianti equivalenti previsto dal Piano dei rifiuti sia sufficiente. È necessario, invece, investire sulle strutture deputate alla separazione e alla selezione del multi materiale (vetro, plastica, metallo), realizzando almeno due piattaforme, e su quelle che si occupano del trattamento meccanico biologico dei rifiuti, un procedimento indispensabile per fornire ai termovalorizzatori materiale ecologicamente sostenibile da trasformare in combustibile da rifiuti. Inoltre, occorre disporre di un maggior numero di impianti di compostaggio: nel 2008 la diffusione del sistema domiciliare porta a porta ha dato una forte spinta alla raccolta dellorganico, ma la carenza di questo tipo di impianti scoraggia le amministrazioni e le induce a rallentare lo sviluppo del porta a porta. Rendere autosufficienti i territori, riducendo così al minimo il trasporto dei rifiuti da smaltire, rappresenta un altro obiettivo fondamentale da perseguire. Per centrarlo, bisognerà approvare e attuare in tempi rapidi la proposta di legge regionale sugli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO). Sul fronte della prevenzione, invece, la Regione Lazio dovrà attivare tavoli di concertazione con enti e operatori economici. Inoltre, per rendere conveniente ai cittadini la riduzione e la differenziazione dei rifiuti, proponiamo il passaggio dalla tariffa parametrica, calcolata sui metri quadri dellabitazione e sui residenti, a quella puntuale o semipuntuale, calcolata sulla quantità di rifiuti prodotti e su quelli differenziati. Per quanto riguarda la raccolta differenziata, è nostra convinzione che per incrementarla occorra superare il metodo dei contenitori stradali in cui si riversa il multi materiale e sperimentare, invece, sempre nuove formule di domiciliarizzazione o di prossimità, tenendo conto del fatto che le diversità territoriali, urbanistiche ed edilizie non consentono di applicare un unico metodo di raccolta differenziata. Preziosa si potrebbe rivelare anche la collaborazione con la grande distribuzione attraverso listituzione, allinterno dei punti vendita, di aree attrezzate dove i clienti possano riconsegnare i rifiuti provenienti dai prodotti acquistati. Come contropartita, commercianti e cittadini virtuosi potrebbero godere di alcune agevolazioni economiche. Ma la riorganizzazione del sistema dei rifiuti non può riuscire senza una corretta e puntuale informazione verso i cittadini e senza una serie di controlli serrati ai termovalorizzatori e ai gassificatori. Per rispettare il principio di trasparenza, i risultati delle rilevazioni effettuate per misurare limpatto ambientale degli impianti saranno pubblicati nel portale della Regione Lazio e aggiornati periodicamente. Lamministrazione regionale, infine, si costituirà parte civile in tutti i processi per reati ambientali riguardanti il suo territorio. _______________________________________________ Lista mailing list [email protected] http://lists.radicaliroma.com/cgi-bin/mailman/listinfo/lista
