Trasporti: Authority e bilancio ambientale e sociale della mobilità per
una rete efficiente


di Massimiliano Iervolino candidato al Consiglio regionale del Lazio per
la lista Bonino-Pannella

La Regione Lazio sconta un deficit strutturale le cui profonde radici non
sarà possibile estirpare in tempi rapidi, ma occorre quanto prima
riposizionarsi sul binario giusto per offrire ai cittadini un servizio
essenziale per una regione dove il tasso di pendolarismo è fra i più alti
d’Italia. La riorganizzazione della rete di trasporto pubblico del Lazio
rappresenta una sfida importante quanto complessa, che la prossima
amministrazione regionale dovrà affrontare armandosi di un piano
strategico in grado di centrare due obiettivi strettamente interconnessi:
migliorare la qualità della vita degli utenti, liberandoli finalmente
dallo stress quotidiano provocato da collegamenti scarsi, ritardi e
sovraffollamento dei mezzi, e incentivare la mobilità sostenibile,
scoraggiando l’uso delle auto.



Un intervento che proponiamo per superare la frammentazione di competenze
fra le diverse amministrazioni coinvolte nella gestione del trasporto
pubblico, è  la costituzione di un’Authority, da creare con il concorso
del Comune di Roma e delle Province. Un unico organismo a cui affidare la
responsabilità dell’intero sistema (ferrovie FS, ferrovie concesse,
servizi extraurbani su gomma, integrazione delle reti su gomma locali al
livello provinciale, eventuali altri modi di trasporto), della
tariffazione, dei contratti di servizio e delle gare di affidamento dei
servizi di trasporto, nonché della pianificazione della rete e degli
interventi infrastrutturali. Quest’Autorità nascerà dalla fusione
dell’Aremol (Agenzia regionale per la mobilità della Regione Lazio) con
“Roma servizi per la mobilità”, l’Agenzia per la mobilità del Comune di
Roma istituita recentemente. All’Authority spetterà anche il compito di
rilanciare Metrebus e l’integrazione tariffaria regionale.



Per quanto riguarda gli interventi specifici sul territorio regionale,
ecco in sintesi quelli principali da effettuare: raddoppio della
Campoleone – Nettuno, che gode di un recente, pur se parziale,
finanziamento da parte della Regione; raddoppio Lunghezza – Guidonia;
raddoppio della Cesano – Bracciano; riattivazione della Civitavecchia –
Capranica – Orte per il trasporto merci (in corso il progetto);
sestuplicamento da Roma Smistamento a Passo Corese; raddoppio della
Priverno – Terracina; raddoppio del corridoio FR1 tra Ponte Galeria e
Trastevere.



Un capitolo a parte merita il Nodo di Roma, dove si concentra la maggior
parte delle criticità. Qui l’elenco delle opere da mettere in cantiere
parte dal completamento del quadruplicamento Ciampino – Casilina, i cui
lavori sono bloccati dai primi anni ’90 per motivi archeologici e scarsa
volontà di FS, e prosegue con l’ammodernamento del sistema di tecnologie
di circolazione del traffico, la bretella merci in galleria tra Casilina e
Tiburtina e il sestuplicamento della linea Ostiense – Tuscolana. E ancora:
raddoppio del collegamento fra Tuscolana e Tiburtina, ammodernamento delle
stazioni urbane, recupero del progetto di diramazione della ferrovia Roma
– Lido verso Pomezia parzialmente finanziato dalla Regione fino a
Spinaceto nel 1995 e inspiegabilmente abbandonato dal Comune di Roma in
favore di un sistema “leggero” di filobus di scarsissima efficacia. Il
nostro programma, inoltre, prevede una migliore integrazione delle
Ferrovie Roma – Lido e Roma – Viterbo nel nodo urbano di Roma e la
valorizzazione delle aree ferroviarie, da realizzarsi a cura dei Comuni o
degli Enti locali, pagando una quota parte alle FS per l’investimento nel
trasporto su ferro.



Sul fronte della mobilità sostenibile, il nostro impegno consiste
nell’approvare una legge regionale che, sulla scorta della proposta
normativa avanzata dall’“Associazione per una mobilità urbana
alternativa”,  introduca il Bilancio ambientale e sociale della mobilità.
Questo documento dovrà contenere i dati, aggiornati annualmente, inerenti
la situazione della mobilità e i danni da essa generati: inquinamento
ambientale e acustico, incidentalità, costi sanitari indotti, consumo di
energia del settore, congestione. Dopo la fase di analisi, il Bilancio
ambientale e sociale della mobilità dovrà occuparsi di definire e
quantificare gli obiettivi regionali per la mobilità sostenibile per
ciascuno degli indicatori di impatto ambientale, economico e sociale.
Un’operazione nella quale saranno coinvolti attivamente i cittadini che,
attraverso procedure strutturate di partecipazione, potranno esprimersi
circa l’entità e le priorità degli obiettivi da perseguire.  Per quanto
attiene, infine, le competenze degli enti locali, Province e Comuni
saranno chiamati a predisporre un Piano integrato per la mobilità
sostenibile di persone e merci entro un anno dall’approvazione della legge
regionale e, successivamente, ogni tre anni.








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