Differente dosaggio?? Mah, io direi calzante e basta! :-)

Il giorno 31 dicembre 2010 17:38, [email protected] <
[email protected]> ha scritto:

>
> SONO MOLTO D'ACCORDO CON L'ARTICOLO
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> AUGURI A TUTTI
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> R. LIA G:
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> ----Messaggio originale----
> Da: [email protected]
> Data: 30-dic-2010 18.03
> A: <[email protected]>
> Ogg: [radicaliroma] Israele deve separare la religione dalla politica
>
>
> Vi inoltro questo interessante articolo segnalatoci da Alessandro Litta
>
> ciao
>
>
>
>  *Dall'ex-direttore dell'ufficio del rabbino capo di Israele, parole che
> potrebbero essere scritte (o sottoscritte) da qualunque radicale. Basta
> togliere Israele e scrivere Italia, togliere haredim e scrivere clericali, e
> il paragone calza a pennello. Questo, da noi, si chiamerebbe un "cattolico
> liberale". Da notare il riferimento alla Costituzione americana, una perla.
> (a.l.m.)*
>
>
> *Israele deve separare la religione dalla politica*
>
> *Il mix di religione e politica in Israele ha creato un ciclo infinito di
> odio e depravazione morale; l’istituzione religiosa corrompe il tessuto
> dello Stato, mentre lo Stato corrompe il tessuto della religione.*
>
> *Dov Halbertal*
>
> In qualità di ebreo ultraortodosso, mi appresto a scrivere alcune
> affermazioni molto forti. Non posso tuttavia fare a meno di scriverle, dopo
> aver raggiunto la conclusione che sia giunto il momento di un cambiamento
> radicale.
>
> Purtroppo, devo concentrarmi sul lato negativo piuttosto che su quello
> positivo. Proprio come l’occupazione corrompe – come anche i suoi
> sostenitori ammetteranno – allo stesso modo la politica corrompe la
> religione. Il mix di politica e religione in questo paese ha creato un ciclo
> infinito di depravazione morale e di odio fraterno. L’istituzione religiosa
> corrompe il tessuto dello Stato, mentre lo Stato corrompe il tessuto della
> religione.
>
> L’unica soluzione possibile, per il bene della religione e per il bene
> dello Stato, è quella di adottare il primo emendamento della Costituzione
> degli Stati Uniti e separare Stato e Chiesa.
>
> Ritengo che nessuno debba pagare per le mie convinzioni. Non è etico che il
> pubblico laico finanzi gli studenti delle yeshivot (scuole ebraiche (N.d.T.)
> ) e l’alto tasso di natalità tra gli ebrei ultraortodossi. Non c’è niente di
> più irritante per gli israeliani laici che ricevere uno sputo in faccia dopo
> aver dato agli ultraortodossi generose somme di denaro. Gli ultraortodossi
> si oppongono ai valori di una società laica – il sionismo, la creatività,
> l’arruolamento nell’esercito, l’uguaglianza tra i sessi e altro ancora.
> Tuttavia, essi non esitano a chiedere e ricevere denaro da questa società,
> intensificando così l’animosità dell’opinione pubblica nei loro confronti.
>
> Cerchiamo di essere onesti con noi stessi. Non c’è nessuna ragione per cui
> l’opinione pubblica laica debba finanziare coloro che mostrano disprezzo per
> i suoi valori. La soluzione che propongo andrà a beneficio della religione
> ancor più che dello Stato. Non voglio far parte di una società che usa la
> coercizione. Non voglio far parte di una società in cui vi è istigazione al
> razzismo, e non voglio far parte di una società religiosa ingrata.
>
> I processi di pensiero distorti non fanno parte della halakha (la legge
> religiosa ebraica (N.d.T.) ). Essi traggono origine dalle interpretazioni
> distorte che derivano principalmente da ripugnanti connessioni instauratesi
> tra la politica, le istituzioni e la religione. Gli ebrei americani non
> avrebbero osato bloccare le strade e colpire i poliziotti perché è stato
> aperto un centro commerciale durante lo Shabbat. Negli Stati Uniti, i
> rabbini non si sognerebbero mai di emanare un manifesto che vieta agli ebrei
> di affittare appartamenti ai gentili.
>
> È giunto il momento di dire “basta”: basta con i partiti religiosi; basta
> con la loro vergognosa preoccupazione auto-centrata per i bilanci, mentre
> essi ignorano il resto del paese e del mondo; basta con la corruzione morale
> ed estetica della religione; basta far ingoiare a forza leggi a un’opinione
> pubblica che non crede in esse.
>
> Parafrasando Martin Luther King Jr., anch’io ho un sogno: sogno che la
> politica sia separata dalla religione; io ho un sogno: che un bambino laico
> possa studiare le fonti ebraiche per amore e non per paura dei risultati
> riflessi nella vetrina dell’istituzione religiosa; Io ho un sogno: di
> appartenere ad una società religiosa haredi (ultraortodossa (N.d.T.) )
> moderata, con ampi orizzonti, il cui slogan è “vivi e lascia vivere”.
>
> A volte sembra che gli haredim siano motivati da un senso di
> vittimizzazione. Questo è ciò che definisce loro e il loro diritto ad
> esistere, come se in cima all’agenda del presidente Barack Obama e della
> Corte Suprema ci fosse la questione di come eliminare il giudaismo
> religioso. C’è da meravigliarsi che l’antisemitismo e l’odio per gli ebrei
> stiano prosperando? Che cosa dovremmo noi stessi pensare di una setta
> religiosa sprezzante, concentrata su se stessa, che si considera un faro per
> gli altri, ma semina polemiche e isolamento?
>
> Ad ogni essere umano, ebreo o gentile, deve essere consentito vivere
> secondo le sue convinzioni, con pari diritti, sulla base di un
> riconoscimento effettivo dei diritti umani concessi a tutti coloro che sono
> stati creati a immagine di Dio. Una cosa è chiara: non esiste una
> combinazione peggiore del mix di religione e politica.
>
> *Dov Halbertal insegna Diritto ebraico; è stato direttore dell’ufficio del
> rabbino capo d’Israele*
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