Giusto. E' buona norma il "conoscere di persona", ma non sempre è possibile, né necessario. Non è necessario aver vissuto sotto lo Zar per sapere dei pogrom.
Il giorno 19 aprile 2011 16:04, Luca Patavino <[email protected]> ha scritto: > Penso che questi sono argomenti che vanno affrontati senza pre-giudizi, non > accusando gli altri di ideologie, io non userei nemmeno parole tipo > "semita", "antisemita", "lobby ebraica" .... personalmente sono stato in > Cisgiordania, ho visto con i miei occhi, e mi sono fatto una idea. > > ------------------------------ > *Da:* Phoebe Lesch <[email protected]> > > *A:* mad paolo <[email protected]> > *Cc:* radicaliroma <[email protected]> > *Inviato:* Mar 19 aprile 2011, 15:50:45 > > *Oggetto:* Re: [radicaliroma] senza parole > > e così si chiude il cerchio. l'antisemitismo "di sinistra" nel 2011. bleah > davvero stavolta. > qui non siamo proprio d'accordo su nulla. > > l'articolo è ponderato e moderato, critica gli estremismi in genere. > sottoscrivo in nome appunto del "restiamo umani". > > > La sua furia per ciò che riteneva il Bene supremo e non negoziabile > era tale, da non riconoscere come centrale dell’identità storica > contemporanea il Male che si era abbattuto sugli ebrei, vittime di un > crimine enorme e imprescrittibile > > > a chi giova... la pazienza!? > > > > Am 19.04.2011 um 15:18 schrieb mad paolo: > > troppe parole...nessuna parola > > una domanda...CUI PRODEST? > > --- *Mar 19/4/11, Alessandro Litta Modignani <[email protected]>* > ha scritto: > > > Da: Alessandro Litta Modignani <[email protected]> > Oggetto: Re: [radicaliroma] senza parole > A: "mad paolo" <[email protected]>, [email protected] > Data: Martedì 19 Aprile 2011, 12:46 > > dal Corriere della Sera di venerdì 16 aprile > > *Pierluigi Battista: " La guerra sbagliata del >pacifista< nemico di > Israele "* > > Si stenta persino a capire in quali abissi di bestialità possano essere > piombati gli uomini che hanno trucidato Vittorio Arrigoni a Gaza. Quali > giustificazioni può avere l’enormità disumana del loro gesto? E invece il > fanatismo folle ha questo di peculiare: il trattare gli esseri umani come > oggetti da torturare, se la Causa lo impone. Il sacrificare gli innocenti, > se il sangue versato può essere utile alla guerra santa. Perciò il corpo > martoriato di Arrigoni suscita pietà due volte. Pietà per il rito cruento > che lo ha barbaramente annientato. Pietà per lo sgomento e la disillusione > che Arrigoni deve aver provato negli ultimi momenti della vita, prima di > essere ucciso da chi era stato il destinatario, ingrato, del proprio impegno > e del proprio aiuto. Eppure l’efferatezza dell’esecuzione di Arrigoni ha una > sua logica, un’allucinata ma coerente sequenza politica e ideologica in > grado di ispirare un gesto così vigliacco. Arrigoni aveva consacrato se > stesso alla causa palestinese, con un’adesione totalizzante, assoluta, > mistica, senza riserve, dubbi, sfumature. Una causa che ai suoi occhi si > identificava con un odio altrettanto assoluto nei confronti dello Stato di > Israele, descritto e demonizzato nel suo blog come l’espressione di ogni > nefandezza, la manifestazione di uno scandalo storico che non ammetteva > mediazioni e non concedeva nulla, ma proprio nulla, alle ragioni del Nemico. > «Demonizzazione» , in questo caso, è più di una metafora. Nel suo blog > Arrigoni invocava la dannazione per i «demoni sionisti» che agitavano gli > orrori dello «Stato ebraico» . Aveva trattato Roberto Saviano, colpevole di > aver aderito a una manifestazione a difesa di Israele, come un > «propagandista dei crimini» . Definiva il sionismo «disgustoso» . > Scomunicava al Fatah come una centrale di «venduti alla causa di Israele» . > Condannava Shimon Peres come un mostro che «bruciava bambini con il fosforo > bianco» . Non aveva mezze misure, chiaroscuri, sfumature. Ha detto una > volta: «Io i libri di Yehoshua, Grossman e Oz non li leggo perché sono > sporchi di sangue» . Proprio così: «Sporchi di sangue» . Oggi dobbiamo > provare pietà per come lo hanno ucciso, ma Arrigoni non aveva pietà per > Gilad Shalit, il giovane israeliano ostaggio da oltre 1700 giorni dei > carcerieri di Hamas, e diceva che gli appelli per Shalit «intasano l’etere» > , moleste e ripetitive invocazioni per salvare una vita. «Restiamo umani» , > amava dire Arrigoni. Ma certe volte il fanatismo ideologico ispira > ineluttabilmente parole disumane. E troppa disumanità ha macchiato un > conflitto interminabile come quello che da decenni impegna il Medio Oriente. > Lui con le ragioni di Hamas si identificava in toto. E gli era difficile > immaginare che un gruppo terroristico ancora più oltranzista, feroce, > sanguinario avrebbe potuto scavalcare in fanatismo chi incarnava le ragioni > del «popolo palestinese» . La sua furia per ciò che riteneva il Bene supremo > e non negoziabile era tale, da non riconoscere come centrale dell’identità > storica contemporanea il Male che si era abbattuto sugli ebrei, vittime di > un crimine enorme e imprescrittibile. Oggi, all’indomani di un omicidio > tanto barbaro, sarebbe tuttavia disonesto, in primo luogo per il rispetto > dovuto alla memoria di Arrigoni, offrire per la vittima del fanatismo un > ritratto angelicato, falso, edulcorato. Sarebbe un’impostura, come quella di > chi ha addirittura proposto il premio Nobel con cui insignire post mortem il > militante filo-palestinese assassinato: perché Vittorio Arrigoni non era un > pacifista, era un fiero e coraggioso combattente di una guerra per la quale > si era generosamente speso con tutto se stesso. Era il combattente di una > guerra sbagliata, ma questo non può diminuire l’ammirazione per la sua > dedizione. Oggi, nei siti filo-palestinesi intossicati da un complottismo > irriducibile, circola ovviamente la leggenda della responsabilità di Israele > (e della Cia e del Mossad) per il rapimento e l’assassinio di Arrigoni. La > spregiudicatezza falsificatrice di queste ricostruzioni grottesche è pari > alla cronica incapacità di scorgere che anche nella parte da loro > considerata «giusta» possa annidarsi il virus della violenza cieca e > bestiale, del fanatismo disumano di chi conosce solo il linguaggio del > Terrore. Israele è il colpevole di tutto, per definizione, e dunque anche > del massacro di Arrigoni. È il Male, per definizione, e dunque è solo la sua > malvagità ad aver armato la mano degli assassini. «Restiamo umani» , > invocava Arrigoni nei suoi scritti. Purché nell’umanità di chi ne rivendica > l’eredità la menzogna sistematica non prenda il posto della saggezza. E un > nuovo fanatismo metta a tacere la pietà per un uomo strozzato da mani che > forse credeva amiche. Una tragedia, che i complottisti non hanno il diritto > di ridurre a una farsa > > ----- Original Message ----- > *From:* mad > paolo<http://it.mc262.mail.yahoo.com/mc/[email protected]> > *To:* > [email protected]<http://it.mc262.mail.yahoo.com/mc/[email protected]> > *Sent:* Tuesday, April 19, 2011 11:49 AM > *Subject:* [radicaliroma] senza parole > > http://www.youtube.com/watch?v=SblB2O7AfP4&feature=related > > > ------------------------------ > _______________________________________________ > Lista mailing list > [email protected]<http://it.mc262.mail.yahoo.com/mc/[email protected]> > http://lists.radicaliroma.com/cgi-bin/mailman/listinfo/lista > > _______________________________________________ > Lista mailing list > [email protected] > http://lists.radicaliroma.com/cgi-bin/mailman/listinfo/lista > > > > _______________________________________________ > Lista mailing list > [email protected] > http://lists.radicaliroma.com/cgi-bin/mailman/listinfo/lista > >
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