* ieri il Tar, su richiesta del precedente commissario Oriani, ha sospeso l'efficacia del secondo decreto che aveva nominato il commissario Varazzani riproposto dal presidente del consiglio dopo che il Tar aveva annullato il primo.*
COMUNE, RADICALI: SU DEBITO CAOS AMMINISTRATIVO E POLITICO A SPESE ROMANI (OMNIROMA) Roma, 13 MAG - «Il commissario al debito del comune di Roma Varazzani è illegittimamente ancora al suo posto. Infatti, nonostante il ministro Tremonti si sia speso in tutti i modi, svelando il proprio interesse diretto e personale a mantenere in carica l'ex ad di Cassa Depositi e Prestiti, e costringendo l'avvocatura dello stato a difedere una posizione indifendibile, il Tar ha sospeso l'efficacia del secondo decreto di nomina del commissario dopo che già, a dicembre scorso, era stato annullato il primo. Ora si va verso il molto probabile giudizio di annullamento anche di questo decreto con l'emergere dell'incostituzionalità della parte del milleproroghe dedicata al debito di Roma. È il caos amministrativo e l'irresponsabilità politica al governo della capitale, e gli autori sono il governo e il sindaco Alemanno, mentre i romani pagano con maggiori oneri fiscali il costo di procedure illegittime e prive della minima trasparenza». Così, in una nota, Riccardo Magi, segretario di Radicali Roma. «L'operato della gestione commissariale avviata ormai da tre anni è avvolto nel mistero - continua Magi - . L'assemblea capitolina, per quanto sollevata dalle proprie competenze per effetto del commissariamento, ha il dovere di chiedere almeno di conoscere e di far conoscere a cittadini romani il rendiconto dettagliato dell'attività dei commissari succedutisi: aggiornamento della ricognizione del debito; stato di attuazione del piano di rientro; flussi di cassa della gesitone commissariale». Omniroma-COMUNE, FERRARI (PD): «E SE ATTI VERAZZANI DICHIARATI NULLI?» (OMNIROMA) Roma, 13 MAG - «Il Tar ha ancora una volta bocciato l'atto di revoca dalla nomina a commissario straordinario per Domenico Oriani. Nuovo no, eppure Massimo Varazzani continua ad operare e gestire il Piano di Rientro come se nulla fosse. Quel che è peggio, si continua a non fare chiarezza sulla vicenda. Pochi giorni fa Varazzani ha incontrato i cinque istituti di credito che si sono detti disponibili a finanziare con 1,5mld di euro - utili a coprire i 4mld di debiti trasferiti dal Governo alla gestione commissariale - per chiudere l'operazione entro il 27 maggio prossimo». Così in una nota Alfredo Ferrari (Pd), vicepresidente della Commissione Bilancio del Comune di Roma. «Se, alla fine della battaglia legale, si arrivasse a dichiarare nulli gli atti di Varazzani, perché viziati all'origine, salterebbe anche l'accordo con le banche? - aggiunge - I soldi alle banche verranno restituiti in tre rate da 500mln l'una. Sempre 500mln, come la disponibilità che, inizialmente, il governo aveva garantito al Campidoglio. Se gli oneri della ristrutturazione del debito sono a carico dello stato, in base al provvedimento di Roma Capitale, non sarà che il governo ogni anno cerca una nuova modalità per non dare i soldi per il piano di rientro? In più: chi pagherà gli interessi che derivano dall'accensione del nuovo mutuo? Gli interrogativi sono molti e la discussione di bilancio prossima. Per questo è necessario avere contezza dei flussi di cassa, di come e quando le due gestioni sono state separate, chi e con che atto è il commissario governativo. Non bastano le scuse accampate dal centrodestra, pronta a lavarsi le mani dicendo che il piano di rientro è di pertinenza nazionale. Roma è chiamata a partecipare alla copertura del debito: pertinenza nazionale o meno, la cosa riguarda anche noi amministratori locali». red 131249 MAG 11 Omniroma-COMUNE, GUIDI (PDL): SINISTRA SI ASTENGA DALL'OCCUPARSI DEL PIANO DI RIENTRO (OMNIROMA) Roma, 13 MAG - Consiglio vivamente alla sinistra capitolina di astenersi da simili dichiarazioni sulla legittimità degli atti del piano di rientro. Sia perché è bene non avventurarsi in campi che non competono alla politica, sia perché la competenza sul piano di rientro è governativa e non di Roma Capitale, sia perché trattasi di argomenti delicati e non privi di rilevanti conseguenze pratiche. Sollevare dubbi sulla legittimità successiva degli atti posti in essere dai commissari potrebbe, infatti, avere come unico scopo quello di fermare il risanamento che il piano produce, e danneggiare cittadini e imprese che dal piano di rientro hanno avuto finalmente quelle risposte concrete ai loro problemi finanziari provocati dal buco di bilancio. Una esigenza, quella di creare problemi all'operatività del piano di rientro, che nessuno responsabilmente sente in città, anche perché non se ne capirebbe bene quale sia l'utilità politica, se non quella di boicottare l'economia romana, già pesantemente danneggiata dal buco di bilancio e provocare, magari, conseguenze negative sull'attendibilità finanziaria internazionale di Roma«. È quanto dichiara, in una nota, Federico Guidi, presidente della commissione Bilancio di Roma Capitale. »Credo al contrario importante - conclude - che tutti lavorino responsabilmente per assicurare alla gestione governativa del piano di rientro la massima funzionalità, riscontrando, fortunatamente la piena e positiva operatività dello stesso«. red 131753 MAG 11
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