Ricevo e inoltro.

----- Forwarded message -----

Subject: [tc] APPELLO A RUTELLI

una politica per la conoscenza

L'italia  ha assunto un ruolo importante all'interno del forum promosso dalle
nazioni unite sulla governance di internet proponendo un processo partecipato
per la definizione di un "internet bill of rights". una carta dei diritti e dei
doveri che armonizzi i diritti consolidati e ne definisca quelli specifici
legati alla rete internet come bene comune. Tra i temi già oggi presenti nel
forum onu vi sono quelli della neutralità della rete, dell'accesso ad internet,
della disponibilità dei suoi contenuti, della sicurezza e della privacy. cio'
che appare chiaro al consesso multistakeholder che anima il forum onu e' che la
rete e' una impresa cognitiva collettiva nella quale la produzione di valore
richiede la condivisione di conoscenza per cui occorre che la policy pubblica e
i business model delle imprese non pregiudichino la natura costitutiva della
rete nell'era digitale. Equiparare questo processo alla contraffazione creando
condizioni normative e tecnologiche per produrre scarsita' e controllo, che la
malavita organizzata per prima aagira e trascura, costituisce una miope
riduzione a questione di ordine pubblico della questione dell'innovazione in
questo nuovo secolo, in questo nuovo millennio. Lo straordinario patrimonio
culturale e creativo proprio del nostro paese richiedono una cultura politica
capace di cogliere a pieno le potenzialità e le opportunità dell'era digitale
per definire una economia ed una società della conoscenza.

Proprio le esperienze professionali, sociali e politiche dei firmatari
dell'appello al vicepresidente rutelli costituiscono una prima conferma della
possibilità di un protagonismo non velleitario dell'italia per una politica
europea ed internazionale aperta e capace di futuro.

fiorello cortiana

Appello al Vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli

di Leonardo Chiariglione - NO alla Dottrina Sarkozy per combattere la
cosiddetta pirateria su Internet, SI ad una via italiana per garantire la
diffusione dei contenuti digitali attraverso l'interoperabilità 


 
Internet - Sono ormai 10 anni, da quando cioè l'evoluzione combinata delle
tecniche di compressione delle reti numeriche e del personal computer ha
consentito a tutti i cittadini del mondo la possibilità di accedere, in modo
semplice, ad un enorme patrimonio culturale e di fruirne nel modo desiderato,
che le associazioni degli autori, esecutori, produttori ed editori rivendicano
ulteriori e più efficaci forme di tutela delle proprie opere.

Si tratta di rivendicazioni che - sotto un certo angolo di visuale - sono
condivisibili e, anzi, sacrosante.

Chi crea, sviluppa, inventa o produce una opera intellettuale deve essere
remunerato per il proprio sforzo creativo e per il beneficio che da tale sforzo
deriva alla collettività e merita di essere protetto da eventuali utilizzi
abusivi della propria opera da parte di terzi.

È innegabile, peraltro, che nell'era dei bit e dell'immateriale, nella quale
ciascuno percepisce la disponibilità di qualsivoglia elemento del patrimonio
culturale globale ad un colpo di click, vi sia il rischio che tale
remunerazione svanisca.

Muovendo da tali presupposti, d'altra parte, negli ultimi anni ogni gruppo di
pressione ha affilato le proprie armi ed attivato i propri canali: l'industria
dei contenuti ha fatto inasprire le sanzioni per il loro utilizzo abusivo con
il WIPO Copyright Treaty, il consorzio europeo DVB ha emesso le specifiche per
la Pay TV, l'industria discografica ha lanciato il consorzio SDMI, i principali
attori dell'industria informatica hanno sviluppato le loro soluzioni di DRM, in
Italia si è sottoscritto il Patto di San Remo e la lista potrebbe continuare...

La chiave di lettura di tutto questo movimento browniano è semplice: le
tecniche numeriche danno la possibilità di realizzare quella che si chiama
"società dell'informazione" ma anche di sparigliare l'assetto di tutte le
catene del valore dei contenuti.

Tutti vogliono quindi partecipare alla nuova corsa all'oro ma nessuno è pronto
a fare compromessi su alcunché.

In tale contesto, leggo con viva preoccupazione le notizie provenienti dalla
vicina Francia dove le Autorità , i titolari dei diritti e gli Internet Service
Provider si sarebbero accordati per realizzare sistemi di controllo globale
idonei a esaminare e scandagliare ogni singolo bit delle comunicazioni
personali dei cittadini a caccia di una manciata di bit contenenti questa o
quell'opera dell'ingegno.

La strada intrapresa conduce - temo senza ritorno - a scenari più bui ed
inquietanti di quelli tratteggiati dalla fantasia di George Orwell nel suo
romanzo "1984"!

L'accordo francese ed il fatto che esso sia stato, da più parti, annunciato
come uno straordinario successo sono, a mio avviso, indici sintomatici del
processo degenerativo della nostra società che, evidentemente, ha leggi che,
come tutti i prodotti dell'uomo, sono figlie del loro tempo e che, in un
momento di transizione tecnologica come l'attuale, hanno bisogno di essere
aggiornate, riviste, corrette e se necessario riscritte senza sacrificare o
immolare i diritti di nessuno ed anzi muovendo proprio da un'intesa ampia e
condivisa che, tuttavia, coinvolga anche gli utenti ed i consumatori di cultura
digitale.

È per questo che l'esempio francese non deve essere seguito.

L'Italia può e deve assumere - nell'ovvio rispetto degli accordi internazionali
e del quadro normativo europeo - una posizione di leadership nel procedimento
di revisione dell'attuale regolamentazione dell'accesso al patrimonio culturale
digitale che occorre avviare senza attendere oltre.

Ho sempre creduto che le nuove tecnologie dovessero essere utilizzate per
massimizzare la possibilità di accesso al patrimonio culturale globale e,
spinto da questa convinzione, ho contribuito a realizzare tecnologie quali MP3,
MPEG-2 ed MPEG-4 senza, tuttavia, mai pensare che ciò significasse chiedere
agli autori, agli interpreti, agli esecutori, agli editori o all'industria
discografica, cinematografica e televisiva di rinunciare ai loro diritti ed
alla giusta remunerazione per lo sforzo creativo compiuto o finanziato.

Negli ultimi dieci anni ho, anzi, lavorato con impegno nel tentativo di
individuare soluzioni idonee ad utilizzare tali tecnologie senza sacrificare i
diritti di nessuno e l'ho fatto, senza preconcetti ideologici di sorta,
presiedendo un consorzio come il SDMI lanciato dall'industria discografica e
poi dando vita ad un gruppo interdisciplinare, aperto, senza scopo di lucro,
Digital media in Italia, nell'ambito del quale è stata elaborata una proposta
(vedi http://www.dmin.it/proposta/index.htm) che ha per obiettivo
l'ottimizzazione e massimizzazione della circolazione dei contenuti digitali
nel rispetto dei diritti d'autore e, ad un tempo, dei diritti fondamentali di
utenti e consumatori, ivi incluso quello troppo spesso ignorato di accedere ai
contenuti digitali con un adeguato livello di interoperabilità .

Digital Media in Italia ha elaborato soluzioni normative, di governance e
tecnologiche sulle quali oggi siamo pronti ad un confronto aperto e corretto
con tutti i protagonisti del mercato della cultura digitale e con le
Istituzioni nella convinzione che solo per questa via sia possibile pervenire a
risultati rispettosi dei diritti di tutti, tenendo lontana la tentazione di
pochi di ricorrere a scorciatoie liberticide e, comunque, destinate ad un
sicuro insuccesso.

La dottrina Sarkozy è dunque, da bocciare, senza riserve e senza prova
d'appello, in particolare per quanto riguarda il medioevale principio di punire
un intero nucleo familiare con la privazione dell'accesso ad Internet per un
atto compiuto da un suo componente e l'eccessiva generalità delle misure di
prevenzione che rischiano di portare ad un'inammissibile analisi e filtraggio
dell'intero traffico.

Altre e diverse sono le strade da intraprendere che non richiedono operazioni
di filtraggio dei contenuti digitali, investigazioni e schedature di massa e
continui quanto inutili inasprimenti del quadro sanzionatorio.

Tutto ciò finisce inevitabilmente con l'allontanare sempre di più le nuove
generazioni dalla proprietà intellettuale facendola apparire come il nemico da
combattere anziché come una preziosa alleata per il progresso culturale,
tecnologico ed economico del Paese.

Occorre far riscoprire, invece, il valore, la centralità e l'importanza della
proprietà intellettuale nella società dell'informazione e, soprattutto,
convincere le nuove generazioni che si può accedere alla cultura digitale
percorrendo la strada della legalità in modo facile e senza veder calpestati i
propri diritti di utenti e consumatori.

Gentile Vicepresidente del Consiglio, Lei ha avuto un'ottima intuizione,
affidando ad una Commissione di esperti presso il Ministero dei Beni Culturali
il compito di individuare soluzioni idonee ad adeguare il sistema della legge
sul diritto d'autore alle sfide lanciate dalla società dell'informazione.

L'auspicio è, dunque, che il nostro Paese, senza perdere tempo nell'imitazione
di esempi stranieri che guardano al passato e pregiudicano il futuro, possa
finalmente raccogliere questa sfida.

Leonardo Chiariglione

Se vuoi sostenere l'appello di Leonardo Chiariglione scrivi a [EMAIL PROTECTED]

Ecco chi ha già firmato:

Giuseppe Corasaniti
Magistrato e docente Universitario già presidente del Comitato consultivo per
il diritto d'autore

Fiorello Cortiana
Comitato Consultivo per la Governance di Internet

Giacomo Cosenza
Imprenditore nel settore ICT e sostenitore attivo dell'open source

Luca De Biase
Giornalista, Il Sole 24 Ore

Michele Ficara Manganelli
Presidente Assodigitale

Marco Fiorentino
Presidente, Associazione Italiana Internet Provider

Vincenzo Franceschelli
Ordinario di Diritto privato nell'Università di Milano-Bicocca

Marco Gambaro
Professore di Economia della Comunicazione, Università di Milano

Enrico Gasperini
Presidente, Consulta Digitale Assocomunicazione

Roberto Liscia
Presidente, Netcomm - Il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano

Joy Marino
Presidente del Milan internet exchange (MIX) e della Commissione regole del
registro ".IT"

Elio Molteni
Presidente, AIPSI - Associazione Italiana Professionisti Sicurezza Informatica

Maria Lillà Montagnani
Assistant Professor di diritto commerciale, Università Bocconi di Milano

Paolo Nuti
Responsabile del gruppo di lavoro su IP e DRM, Associazione Italiana Internet
Provider

Gianni Orlandi
Preside di Facoltà all'Università di Roma La Sapienza

Layla Pavone
Presidente IAB, Interactive Advertising Bureau Italia

Marco Pierani
Responsabile Relazioni Esterne Istituzionali, Altroconsumo

Stefano Quintarelli
Imprenditore e blogger, pioniere di Internet

Stefano Rodotà 
Professore di diritto civile all'Università di Roma La Sapienza già Presidente
dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali

Francesco Sacco
Docente di Strategie e Politiche Aziendali, Università dell'Insubria

Guido Scorza
Avvocato, Docente di diritto dell'informatica, Università di Bologna

Gigi Tagliapietra
Presidente, Clusit - Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica

Arturo Di Corinto
Frontiere Digitali, docente di Comunicazione Mediata dal Computer, Università 
La Sapienza

Lorenzo De Tomasi
Designer multimodale, Frontiere Digitali - Free Hardware Foundation

Marco Scialdone
avvocato, Frontiere Digitali - Computerlaw



----- End forwarded message -----

-- 
| Francesco Benincasa - http://ciccio2000.altervista.org/
| Ingegneria Senza Frontiere Bologna - http://isf.ing.unibo.it/
| Bologna Free Software Forum - http://www.bfsf.it/
****
Zounds!  I was never so bethumped with words
since I first called my brother's father dad.
                -- William Shakespeare, "Kind John"
_______________________________________________
TIC mailing list
[EMAIL PROTECTED]
https://lists.isf-italia.org/mailman/listinfo/tic

http://isf-italia.org/
ISF - Ingegneria Senza Frontiere
Gruppo Nazionale TIC http://tic.isf-italia.org/


_______________________________________________
ml mailing list
[email protected]
http://nalug.net/mailman/listinfo/ml

Rispondere a