Stefano Zanero wrote:

>> Io aggiungo pure: perché il programmino di gestione delle smartcard eToken
>> di Aladdin prevede esplicitamente la funzione di "IMPORT" di un certificato,
>> se questa è un'operazione così contraria alla logica di una smartcard, come
>> si è detto?
> 
> Perche' e' un'opzione (evidentemente, dal thread) molto gradita
> all'utente/compratore.

L'opzione esiste perché le smart card con la possibilità di generare
la chiave a bordo sono le "ultime arrivate", seppure ormai da
parecchio tempo. Il concetto però nel frattempo si è radicato ed è
difficile levarlo :( Non è un problema di intelligenza, ma di avere
a bordo un generatore di numeri casuali decente, cosa che le prime
smart card non avevano, pur avendo l'intelligenza necessaria per i
calcoli. Ricordo interminabili discussioni su fantomatici "totem"
che dovevano generare le chiavi in modo sicuro e installarle sulle
smart card degli utenti/cittadini...

Riguardo all'attrezzatura da 10.000 euro, mi permetto di essere
scettico. È vero che esiste tutta una letteratura di attacchi alle
smart card, ma è anche vero che quelle buone dovrebbero avere delle
contromisure altrettanto note. Fra l'altro, le smart card sono uno
dei pochi strumenti per i quali esistono dei protection profile
decenti, che tengono appunto conto dei suddetti attacchi e che,
incredibilmente, sono anche utilizzati (i protection profile).
Naturalmente di solito l'utente/acquirente di queste problematiche
non ha visibilità, per cui magari alla prova pratica molti dei
prodotti esistenti fanno la figura fatta tempo fa dai lettori di
impronte digitali, ma sarebbe utile prima sapere cosa dovrebbe fare
questa attrezzatura e contro quali smart card funziona.

ciao

- Claudio

-- 

Claudio Telmon
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