On Fri, Mar 7, 2008 at 4:03 PM, Marco d'Itri <[EMAIL PROTECTED]> wrote:
[...]
>  Dissento. Il sito medo esposto a internet riceve da decine a centinaia
>  di richieste simili ogni settimana indipendentemente dal fatto che sia
>  vulnerabile a RFI oppure no.
>  Non vedo l'utilità di segnalarle, se non quella di giustificare
>  l'esistenza dell IDS.
[...]

Immagino che tu stesso possa immaginare che le reti delle aziende
(specialmente quelle grandi) sono - qualche volta - un pochino più
complicate di un semplice sito web...

Non per polemizzare, ma io gestisco un asset di 33 IDS/IPS distribuiti
su 7 hosting centre in 4 nazioni. Ti assicuro che quello che vedo
passare non è quello che il "sito medio" (e cosa è un "sito medio"?)
esposto a Internet riceve. Non posso ovviamente prodigarmi in
dettagli, ma gli IDS sono parte di una strategia aziendale che spazia
dalla QoS della rete, alla network security, al controllo degli
accessi.

Gli IDS non stanno nemmeno necessariamente a ridosso di un firewall.
E' vero che ho degli IDS connessi ai router degli AS che vanno sui
nostri ISP, ma non sono i soli. Gli IDS non sono firewall, hanno una
loro importanza strategica *anche all'interno* della rete (delle
reti).

Suggerisco di non generalizzare le proprie parziali esperienze come
universali, e non credere che siccome non si capisce una cosa, debba
essere per forza sbagliata :-) è spesso pericoloso, si rischia di
tirare sfondoni...


Cordiali saluti
-- 
Marco Ermini
[EMAIL PROTECTED] # mount -t life -o ro /dev/dna /genetic/research
http://www.markoer.org/ - https://www.linkedin.com/in/marcoermini
"Jesus saves... but Buddha makes incremental back-ups!"
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