> vi risulta possibile che una 
> semplice apps possa trasformare l'iphone in rilevatore gpps in grado di 
> trasferire su un sito il tracking della posiszione del cellulare?

La triangolazione sfruttando la rete cellulare GSM, anziche' quella dei
satelliti GPS, e' una tecnica molto comune, attualmente, ed e'
utilizzata tanto su apparecchi dedicati (alcuni dei quali supportano
entrambi gli standard, per la massima precisione) quanto su telefoni
sufficientemente intelligenti, come i Blackberry o gli iPhone. Tale
meccanismo funziona perche' la posizione delle stazioni base GSM e'
nota; conoscendo quali sono le piu' vicine, cioe' sentendone il segnale,
il telefono puo' anche ricavare la propria posizione. Tali dati sono,
nella pratica, gli stessi gia' a disposizione del gestore telefonico
come diretta conseguenza del normale esercizio del servizio.

Detto cio': si', quanto indicato e' possibile; ovviamente, a patto che
lo smartphone, indipendentemente dal modello, sia sofisticato a
sufficienza da poter contenere (e tenere nascosta all'utente, mi sembra
di intuire dallo scenario indicato) una simile applicazione.
Ovviamente, dato che al telefono e' lasciato il solo compito di inviare
periodicamente la propria posizione, nel sito web che raccoglie i dati
e' concettualmente possibile anche incorporare tutta l'intelligenza
necessaria per una consultazione agevole ed efficace degli stessi. Si
potra', quindi, sovrapporre le posizioni ed i percorsi ad una mappa
comoda da leggere, conservare un archivio storico di durata arbitraria,
dalla differenza delle posizioni e di quando sono state rilevate
conoscere le piu' alte "velocita' medie" rilevate (e dove sono state
rilevate), e cosi' via.

Quanto sia o meno legale, stanti anche le leggi sulla privacy in vigore,
dipende per grossa misura da chi fa tutto cio' e dal motivo. Molti
localizzatori GSM sono venduti suggerendo esplicitamente scopi leciti,
ad esempio il tracciamento del proprio veicolo, o per conoscere la
posizione di minori non accompagnati.
Sospetto che, nel caso l'applicazione di un tale programma fosse
illegittima, ovvero "clandestina", alla violazione della privacy si
andrebbe ad aggiungere anche quella "di base" sui reati informatici,
secondo altre e differenti leggi che pure esistono anche da noi in
Italia. L'autore sarebbe, cioe', anche reo di aver introdotto
indebitamente un proprio programma (come se si trattasse di un virus o
un worm) in un apparato altrui. L'uso (conoscere la posizione
dell'apparato piuttosto che far rimbalzare chiamate, ascoltare dalla
cornetta quando non in uso o rubare credito tramite qualche sistema)
diventerebbe, ai fini di riconoscere la responsabilita' penale in una
tale situazione, una mera sfumatura.


        un saluto



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