On 06/11/2010 06:09 PM, Manfredi wrote:
> On 11/06/2010 14:29, Marco Ermini wrote:
>> Anche se non è conservata "in chiaro" vuol dire che è stata "criptata"
>> con un algoritmo reversibile, e quindi è un bug grave in ogni caso.
>> Forse un pochino meno grave, ma poco :-)
> 
> Se viene cifrata volutamente con un algoritmo reversibile, magari per motivi 
> di
> supporto, non vedo dove sia il bug, sempre che per bug si intenda un
> comportamento non voluto/pensato del sistema.

Non e` un bug, e` una mancanza. NON deve essere possibile risalire in
alcun modo alle password memorizzate nel DB. Proprio perche` la PEC ha
valore legale nessun altro se non il legittimo proprietario deve essere
in grado di usare/ottenere quella password.

In questo caso invece ci sarebbero almeno DUE persone in grado di
accedere a quelle password:

1) l'utente
2) il programmatore/sistemista che avesse accesso all'algoritmo di cifra
delle password.

> 
>> Peccato che debba passare da per lo meno un paio di mailserver e una
>> certa rete chiamata "Internet" che tanto "trusted" non mi pare... non
>> so se tui hai la stessa opinione...
> 
> Certo che non è trusted la rete. Sarebbe stato più opportuno che venisse 
> inviata
> una qualche procedura per il reset o il recupero della pwd, magari tramite web
> in HTTPS.
> Al solito, e mi dispiace doverlo constatare ancora, si deve mediare tra
> sicurezza e usabilità/semplicità del sistema, soprattutto quando si deve
> lavorare con i "final users".

Ribadisco, la PEC ha valore LEGALE. Non e` assolutamente accettabile
abbassare a queto livello la sicurezza dell'intero sistema, che gia` di
per se e` una patacca.



> 
> Ciao,
> Manfredi
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