On 11/23/2010 04:39 PM, Rissone Ruggero wrote:

> Quello che mi ha un po’ stupito è che la necessità di introdurre il
> concetto di sandboxing per aumentare la sicurezza delle applicazioni
> (o meglio per ridurre i danni di potenziali malware nascosti al loro
> interno) non è un tema così nuovo (citano come riferimento articoli
> del 2007 ma a memoria mi pare che sono almeno 5 anni che se ne parla
> in determinati ambienti).

La maggior parte delle soluzioni architetturali che renderebbero più
sicuri i sistemi sono note da molto più tempo, e non vengono applicate
comunque :)

> Adesso alcune domande, pià che altro per
> alimentare la discussione : 1) Secondo voi, utilizzare un AdobeReader
> all'interno di VMWARE ThinApp, espone ad un rischio maggiore rispetto
> alla soluzione proposta da Adobe ? 2) Qualcuno nella ML ha già avuto
> modo di effettuare dei raffronti tra i 2 prodotti o si è fatto
> un'opinione al riguardo ? Io personalmente non conoscevo Invincea, né
> il suo prodotto di Browser Protection da cui ha preso spunto per
> sviluppare questa soluzione per i PDF.

Da quello che capisco (non conoscevo Invincea) si tratta di tecnologie
radicalmente diverse. Invincea mette l'applicazione in un ambiente
virtualizzato e monitorato. La soluzione di Adobe sfrutta invece la
segregazione fra utenze diverse fornita nativamente dal s.o. L'ambiente
in cui si muove Adobe è quindi quello di un'utenza normale, e può
sfruttare tutte le debolezze che il s.o. offrirebbe a un utente non
privilegiato. Quando deve accedere a dei documenti però, dato che sono
di un altro utente, l'accesso è mediato dal broker. Quindi in sostanza,
è mediato l'accesso ai documenti e alle attività dell'utente, ma non al
sistema. Di principio quindi l'ambiente virtualizzato potrebbe dare
qualche garanzia in più, anche se in definitiva non credo siano molte.
In compenso la TCB di Acrobat è essenzialmente il reference monitor del
s.o., che sperabilmente è uno dei componenti più affidabili (in più c'è
il broker, naturalmente), quella di invincea probabilmente è più complessa.
Secondo me il vero vantaggio della nuova architettura di Adobe va visto
non tanto in un contesto di azienda che ha la capacità di decidere di
adottare un nuovo prodotto al solo scopo di incapsulare il Reader (al
momento, probabilmente sarebbe più semplice scegliere un altro reader
pdf), quanto nel miglioramento di sicurezza diffuso agli ambienti, che
sono la maggioranza, in cui l'eventualità di adottare un nuovo prodotto
di sicurezza non si pone (per questioni economiche, o organizzative, o
di ignoranza e disinteresse), o addiruttura l'utente è amministratore
(la maggior parte delle utenze "personali") e quindi bisogna lavorare
direttamente sul reader. Senza contare il fatto che Adobe reader è già
pesante di suo, in un ambiente virtualizzato è ancora peggio, mentre con
un'esecuzione nativa le prestazioni saranno probabilmente migliori: non
è un problema di sicurezza, ma può essere un problema nell'accettazione
di strumenti come Invincea, mentre la nuova architettura "arriva gratis"
e probabilmente con minori problemi generali di
compatibilità/certificazione/altro.
Dirò di più: sarebbe bello arrivare ad un broker generico, disponibile
nel s.o., che fosse utilizzabile da più applicazioni "a rischio" che
possano quindi ognuna girare come utente non privilegiato diverso
dall'utente reale.

ciao

- Claudio

-- 

Claudio Telmon
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