Lorenzo Mainardi ha scritto: in data 05/03/2011 10:18: > Il 01/03/2011 10:10, Piero Cavina ha scritto: >> A voi sembra una cosa credibile, >> considerata la mole di dati sviluppata? > A me sì, considera che il nastro è l'unica possibilità di conservare i > dati in maniera sicura (non si rompe, è resistente alle sollecitazioni > meccaniche, non si degrada nel tempo, lo puoi trasportare senza grossi > problemi, etc.). il nastro soffre di diversi problemi fisici : 1) è possibile "stirarlo", capita piu sovente di quanto si pensi 2) patisce dilatazioni termiche , ma basta effettuare i tempi di "decantazione/ climatizzazione " per garantirsi un buon risultato. 3) effetto bobina, le spire si auto contaminato 4) richiede conservazione climatata 5) è vulnerabile agli agenti esterni, temperatura ,umidità , oggetti fisici. 6) è vincolato alle unità 7) la pulizia e allineamento delle testine è fondamentale.
ha differenze gestionali sui dati , è di tipo sequenziale e la rottura della label impedisce gli accessi . Ma ha anche dei lati positivi, costo minore per gb. tutto sommato buona archiviazione fisica ma non buon rapporto spazio fisico/ spazio informatico. le prime regole di sicurezza fisica sono nate proprio sui nastri. > Tieni conto che in un CED bancario tutte le mattine arriva una guardia > giurata a prendere diversi contenitori di nastri per stoccarli in un > luogo sicuro dal quale possono essere recuperati in caso di problemi. > > >> Quale tipo di hardware possono >> utilizzare? > Roba tipo questa che può contenere un EXABYTE (!!!) di dati: > > http://www.oracle.com/us/corporate/features/storagetek-t10000c-301265.html > > Abbinata a una buona politica di compressione e di deduplication credo > che una decina di queste bastino anche a Google. > ________________________________________________________ http://www.sikurezza.org - Italian Security Mailing List
