Ciao a tutti!

Ho recentemente scritto un ebook su OpenStack, dettagliandone l’architettura ma 
soprattutto ponendo l’accento sulle cose che devono cambiare in azienda per 
avere un approccio cloud efficiente.

Essendo un ebook “generalista” (= per gli IT manager) ho affrontato l’argomento 
sicurezza come identity management (keystone) e come viene implementato 
l’aspetto firewalls (security groups). Questo ebook e' disponibile dietro una 
donazione per aiutare le popolazioni del Nepal.

Capirete che per raggiungere un ampio raggio non potevo andare nel dettaglio 
come avrei voluto, tuttavia il “Gippa-pensiero” sull’argomento e’ stato 
espresso un po’ più in dettaglio di recente ad HackInBo [1].

In un attimo di trance-supercazzolara [2], ho coniato il termine di “Continuos 
Security” indicando una metodologia che si integra nella continuos integration 
per cercare di affrontare e automatizzare il più possibile la security in un 
ambiente cloud. Questo permetterebbe in maniera trasparente di “scagliargli” i 
tests di sicurezza [3] insieme ai test funzionali, cosi’ da avere il “semaforo 
verde” e portare in automatico l’ultima release in produzione, tipo con docker 
o altri container (rocket?).

Ovviamene non si sostituisce alla mente umana, ma siccome molti dei tools ora 
disponibili potrebbero non essere utilizzabili in un’ottica cloud (vera), 
l’obiettivo e’ quello di aumentare la sicurezza media. Sto tentando di 
realizzare questo approccio presso un mio grosso cliente.

Aspetto i vostri commenti sull’argomento, chissà mai che con l’occasione del 
vaporware sul cloud riusciamo una buona volta ad implementare una sicurezza 
decente.

Intanto, se avete voglia, siete curiosi e vi interessa l’argomento OpenStack, 
vi invito a fare una donazione (anche solo 1 Euro) su 
https://life-changer.helvetas.ch/openstack e a fare un po’ di spam sui 
social/amici/parenti/astrogatti (visto che i giornalisti purtroppo non mi hanno 
aiutato come promesso).

Grazie a tutti.

Ciao,
  Gippa

[1] http://www.hackinbo.it/wp-content/uploads/2015/05/HackInBo_gpaterno.pdf, 
slides 20/21/22
[2] Inizialmente chiamata “Security in Continous Integration”, il nome e’ 
venuto fuori da una “jamming session” con Gianluca Bergese
[3] L’idea mi e’ venuta sul lago di Zurigo pensando a firing range del “nostro” 
Claudio Criscione

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http://www.sikurezza.org - Italian Security Mailing List

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