*** Sito MWL: http://www.simarnet.com/mwl
*** Per disiscriversi: [EMAIL PROTECTED]
Ecco la risposta!
Da un mio articolo di Funboard (che dovresti leggere di piu!!!)
CIAO!
Paolo
Wave School - Capitolo VI: Le surfate
Surf backside!
Come sono andate le vacanze estive?
Avete avuto modo di mettere in pratica i suggerimenti dei numeri precedenti?
Molto bene, perché in questa puntata introduciamo la tecnica per surfare le
onde, e in particolare il surf backside, ovvero il surf con la vostra
schiena rivolta all�onda, tipico delle condizioni nostrane.
A questo punto della wave school dovreste essere in grado di uscire in buona
sicurezza, scegliendo uno spot adatto al vostro livello e sapendo
esattamente cosa fare in caso di rottura del materiale o di un wipe out.
Surf backside e frontside
Partendo dal concetto base di surfare l�onda con il windsurf, eseguendo
bottom turn (le «curve alla base dell�onda) e cut back (le «curve eseguite
sulla cresta dell�onda), distinguiamo il surf backside il surf frontside.
Surfare backside vuol dire eseguire bottom turn e cut back rivolgendo sempre
la schiena all�onda, ovvero, per capirci meglio, spingendo sui talloni per
eseguire il bottom turn.
Il surf frontside (definito dagli americani «down the line») consiste invece
nell�eseguire i bottom turn con la «faccia» (intendo la nostra) rivolta
verso l�onda facendo pressione sulle punte dei piedi, per poi eseguire i cut
back sulla cresta, questa volta con la pressione dei piedi sui talloni, per
interderci.
Quando si surfa backside e quando frontside?
I fattori che determinano la scelta sono sicuramente le condizioni dello
spot, ovvero la direzione del vento e il tipo di onda. Partiamo dal vento:
in condizioni onshore e side on, con il vento diritto dal mare, la surfata
frontside è molto difficile e poco utilizzata, mentre il surf backside ci
permette di eseguire discrete evoluzioni. In condizioni side shore o meglio
ancora side off, la surfata frontside può regalare momenti indimenticabili e
offrire sensazioni che per molti windsurfisti sono ben superiori a quelle di
qualsiasi salto.
Vediamo invece come il tipo di onda può influenzare la scelta della surfata:
immaginate uno spot con il vento side off mure a dritta e onde sinistre (vi
ricordate..? onde che frangono, guardando il mare, da sinistra verso
destra) perfette. In un caso di questo tipo, che ritrovate anche in Rip, la
videocassetta dello zio Robby, nelle scene di Lanes, l�unica maniera per
eseguire quattro, cinque e più bottom turn, è la surfata backside. Ho citato
l�esempio della videocassetta per aprire una piccola parentesi: la surfata è
un misto di stile, tecnica e tempismo; purtroppo non sono sempre molte le
uscite in condizioni ideali per praticare. Guardare video di wavesailing
aiuta moltissimo a chiarirsi le idee sulla tecnica esatta, sulle scelte dei
pro in funzione delle varie condizioni. Il video Un-Cut, ovvero il resoconto
delle gare PWA del 1997, mostra surfate frontside a Sylt, con il vento
dritto dal mare o a Gran Canaria in condizioni side onshore, per esempio.
Tornando alle condizioni di vento e onda, un altro esempio è rappresentato
da condizioni sideshore mure a sinistra, con onde sinistre, dove invece è
possibile eseguire infiniti bottom turn e cut back frontside�.
In altre situazioni le due tecniche si mischiano: per esempio, in condizioni
sideshore, posso surfare backside quando l�onda è ancora gonfia ma non
frange, anche per risalire di bolina, per poi passare al surf frontside
quando l�onda inizia a frangere.
Tecnicamente la surfata backside è più intuitiva e facile, anche se in
particolari condizioni (in condizioni sideoff, per esempio) può diventare
molto tecnica. Robby Naish, Jason Prior e Patrice Belbe�och sono tra i
migliori interpreti del surf backside.
La surfata frontside è, in generale, più impegnativa e richiede molto
allenamento per diventare fluida e naturale, soprattutto se le condizioni di
vento e onda non sono ottimali (per esempio con vento side-onshore).
La scelta dell�onda
La scelta dell�onda rappresenta uno dei momenti chiave nel surfare le onde.
Scegliere un�onda più lunga delle altre mi permetterà di surfare più a
lungo. Queste considerazioni valgono ovviamente sia per il surf backside che
frontside. Intuire se l�onda sarà una sinistra o una destra, mi aiuterà a
decidere come surfarla e come trovarmi sempre nel punto più radicale: la
spalla dove l�onda sta frangendo.
Immaginiamo la scena e vediamo quali sono le regole fondamentali nella
scelta dell�onda: sto uscendo e riesco a distinguere di fronte a me, per
esempio, tre barre ancora poco definite. Strambo o viro nella seconda e
comincio a bolinare sulla faccia dell�onda sfruttando la sua spinta. Non
scelgo mai la prima perché se commetto un errore surfando e cado, mi prendo
sulla testa tutto il resto del set. Se le condizioni sono impegnative (onde
grosse e magari vento leggero) surferò categoricamente solo l�ultima onda
del set, in modo da avere spazio in caso di errore e comunque per riportarmi
al largo. In Italia non sempre le condizioni sono «pulite» con set di onde
ben definiti. Spesso le onde sono ravvicinate e disordinate ed è quindi più
difficile scegliere quella più adatta. Valgono comunque le stesse
considerazioni.
Uscire in surf da onda aiuta moltissimo a «leggere» le onde, scegliere le
migliori e posizionarsi sempre nel punto più adatto.
Anche guardare per qualche decina di minuti i «capi dello spot» e carpire i
loro piccoli trucchi può essere di grande aiuto.
La tecnica backside
Una volta che l�onda si è gonfiata a sufficienza posso comiciare a surfarla.
Partendo dalla cresta dell�onda mi lancio nel cavo alla massima velocità
sfruttando sia il vento nella vela ma soprattutto la spinta dell�onda.
Appena raggiunta la base dell�onda, apro la vela inclinandola leggermente
verso poppa e contemporaneamente esercito molta pressione sui talloni per
eseguire il bottom turn e risalire sulla faccia dell�onda. Questa manovra
viene effettuata esclusivamente con la tavola, sfruttando la velocità
raggiunta; la vela rimane neutra e scarica di vento.
Mentre risalgo l�onda mi preparo ad affrontare il lip. Il tempismo migliore
(più radicale) consiste infatti nell�eseguire il cut back esattamente quando
la cresta sta per frangere. A questo punto distinguiamo le diverse
condizioni di direzione del vento. In condizioni side shore o sideoff,
mentre sto risalendo l�onda, poco prima di raggiungere la cresta, sposto il
peso del corpo molto sopravento (inclinando il busto in avanti) e mi preparo
a ricevere il vento dall�altra mura della vela, stendendo bene il braccio
anteriore, e spingendo con quello posteriore dosando la pressione in
funzione del vento. Eseguo il cutback utilizzando sia la tavola che la vela.
Cerco di colpire il lip con la carena della tavola. Grazie alla spinta che
ricevo dall�onda, riporto in maniera brusca il peso centralmente sulla
tavola e chiudo la vela con decisione riprendendo il vento sulle mura
originali.
In condizioni side on oppure onshore, non sarà possibile sfruttare il vento
controvela nel cut back. La vela rimane quindi neutra fino all�impatto con
il lip, dove va cazzata con decisione, rannicchiando le gambe. In queste
condizioni è molto semplice eseguire dei piccoli aerial back side. A Gran
Canaria, durante il world tour, spesso la surfata backside viene terminata
con un aerial forward backside atterrato davanti all�onda (vedi Polakow
sempre nel video Un-Cut).
____________________________________________________________
T O P I C A -- Learn More. Surf Less.
Newsletters, Tips and Discussions on Topics You Choose.
http://www.topica.com/partner/tag01