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Popolo del vento, come preannunciato in precedenza, dò
seguito alle risposte dalle mie considerazioni. Questa
lettera non vuol essere un principio di polemica ma
solo una maggior esplicazione del mio pensiero, per
cui non risponderò in particolare a Christian, Massimo
o Gianluca (che ringrazio per aver risposto ed aver
esternato il loro pensiero), ma parlerò in generale
dei temi affrontati. Innanzi tutto vorrei dire che io
sono un surfer "di bocca buona", nel senso che, nella
mia esperienza sportiva, ho usato tutte le
attrezzature che mi sono capitate (personali o
prestate), compreso i surf classici da onda, questo
almeno fino ad un paio di anni fà (quando ho
momentaneamente interrotto l'attività sportiva per
motivi personali che non stò qui a spiegare); per cui
anche io sono per la varietà di attrezzature (anche se
preferisco lo slalom, perchè amo la velocità), non
sono un "purista" che se non ci sono almeno 30 nodi
non esco! Anche io amo divertirmi e così quando ci
sono venti termici tiro fuori il mio 330 con deriva e
la 7Mq (che per me è già enorme!) ma personalmente,
preferisco farmi un giro in barca a vela piuttosto che
andare in giro con una vela da 12 mq in mano! Per
quanto riguarda il discorso delle mode & trend, io
parlerei meglio di marketing: le aziende devono
vendere per poter esistere, se facessero attrezzature
identiche da un anno all'altro, la gente non sarebbe
invogliata a comprare l'attrezzatura nuova a (parità
di materiali e tecniche costruttive) così cambiano i
colori, ritoccano qualche linea o inventano delle
cavolate assurde che l'anno dopo non esisteranno più!
Ma i professionisti (e per pro intendo quelli che sono
iscritti al PWB) quali attrezzature pensate che usino?
Non certo quelle in commercio, nè le stranezze che si
vedono ogni anno! Quelli sponsorizzati dalle ditte
costruttrici si fanno fare tavole, vele, alberi, boma
e pinnette su misura! Certamente le innovazioni
avvengono per tentativi o errori (come la
penicillina), ma non penso che questi "esperimenti"
siano migliorie reali: l'utilizzo di materiali "nuovi"
(o inediti nel nostro campo) uniti a nuove tecniche di
costruzione portano a innovazione che è giusto pagare
come novità! Materiali più leggeri e resistenti hanno
dato più comfort d'uso, maneggevolezza e quindi più
facili! Non possiamo comparare i tavoloni in legno con
le vele in drycon/mylar alle moderne tavole in
carbon-sandwich con vele in monofilm e le persone
adesso imparano a planare in metà del tempo, ma
spacciare delle "truffe" per innovazione, bhe questo
proprio non lo concepisco! Ultima nota per le
"simulazioni numeriche", non è vero che sono costose,
non quanto dei prototipi o modelli in scala. Per
quanto riguarda l'attendibilità, bisogna prenderli dei
come "modelli matematici" che , per chi ci lavora ed
ha esperienza, sono dei riferimenti di come la
portanza lavorerebbe in condizioni ottimali: questo
permette ad uno shaper di intuire se la linea
"lavorerà" bene in acqua o se darà turbolenze o
addirittura freno. Certo che la levigatrice è lo
strumento migliore (per chi sà usarlo).
Meditate gente... meditate!
Lupo
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