Corrado wrote:
> 
> Fabio Coatti wrote:
> 
> > > Accedo come utente qualsiasi, apro una connessione internet, ..., ad un
> > certo
> > > punto mi stufo e voglio cambiare utente, quindi (senza chiudere la
> > > connessione attiva) clikko sul punsante termina sessione, e come sarebbe
> > > ..............
> > > In parole povere, cambiando utente se ho lasciato una connessione aperta,
> > lui
> > > me la conserva!!!
> > > E' normale???
> > > Sinceramente non credo sia cos� tanto normale....
> >
> > In realt� pu� essere normale. Tieni presente che sotto unix l'interfaccia
> > grafica � solo un'aggiunta a tutto il resto, non una cosa che abbraccia
> > l'intero sistema. E' quindi assolutamente normale che dei processi utente
> > continuino a girare tranquillamente anche se chiudi tutto....
> Forse � troppo banale, se hai gi� controllato, chiedo scusa:)
> In Kpppd c'� un'opzione apposita per decidere se disconnettere l'utente dalla
> rete o meno quando esce da X... Guarda se la casella ha il segni di spunt!
> 

Aggiungo solo che anche se non ho sperimentato la cosa mi sembra
"storicamente" ragionevole che sia cosi`.
L'impostazione originale dei sistemi Linux/UNIX e` multiutente
in cui i singoli servizi sono attivati da root e messi a disposizione
di tutti gli utenti.
Ricordi che per far attivare ppp da un utente normale occorre(va)
anche con distro recentissime prendere alcuni accorgimenti?
Un po' come il mount: un utente normale non puo` dare "mount -t .."
puo` solo montare le risorse che sono elencate in fstab con
l'opzione user e solo con le modalita` li` riportate.

A questo punto pppd (essendo un servizio comune) e` logico che
resti attivo anche se chi lo ha lanciato (normalmente root)
fa logout.
Un po` come lpd, cron, il mount di un disco, ...
Sarei piuttosto seccato se, dopo aver chiesto all'amministratore
di montarmi una directory NFS sul sistema dell'istituto, potessi
lavorarci solo fintanto che lui e` presente :-)

Probabilmente, kppp ha un'opzione per far stoppare pppd
quando chi lo ha lanciato chiude la sessione.

ciao, andrea

Rispondere a