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Sommario

I problemi del mercato del lavoro non sono solo quelli legati alla legge
30 (detta anche legge Biagi), ma certamente il nuovo governo dovra'
affrontare il "dualismo contrattuale" del mercato del lavoro. Occorre
superare il muro contro muro di chi oggi considera la legge 30 intoccabile
o da cancellare. Offriamo 3 proposte. La prima, parte di una piu' ampia e
organica proposta di riforma, suggerisce di creare un sentiero ben
definito di ingresso al mercato e valido per tutti, con tutele che
crescono nel tempo. La seconda si ispira alla recente riforma tedesca, e
prevede un'incentivazione dell’accordo economico tra le parti per la
cessazione del rapporto di lavoro. La terza offre all'impresa la
possibilita' di sperimentare il lavoratore, ma pone seri paletti affinche'
di vera sperimentazione si tratti. Alcuni dati e informazioni
istituzionali sullo stato di attuazione della legge. Segnaliamo ai nostri
lettori il primo festival dell'economia che si terra' a Trento dal 1 al 4
giugno 2006. Quella de lavoce.info sara', per una volta, una presenza non
solo virtuale. Maurizio Benetti e Gabriele Olini (Cisl) ritornano sul tema
della riduzione del cuneo contributivo.

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Come superare il dualismo del mercato del lavoro
http://www.lavoce.info/news/view.php?id=10&cms_pk=2151&from=index

Pietro Ichino

L'opzione congressuale della Cgil per il superamento del dualismo del
diritto e del mercato del lavoro puo' costituire la via giusta per un
"superamento" non regressivo della legge Biagi; a condizione che la nuova
"rete di sicurezza" universale, uguale per tutti, preveda un accesso
graduale al regime di stabilita' piena, per sdrammatizzare l’atto
dell’assunzione in azienda e consentire a ciascuno di trovare piu'
facilmente la collocazione in cui puo' dare il meglio di se'. Tre progetti
indicano altrettanti modi in cui questa strada puo' essere realisticamente
battuta dal nuovo Governo.

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Un sentiero verso la stabilita'
http://www.lavoce.info/news/view.php?id=10&cms_pk=2153&from=index

Tito Boeri e Pietro Garibaldi

I problemi strutturali del nostro mercato del lavoro sono tutti legati
all'ingresso e al rientro: per i giovani in cerca di prima occupazione,
per le donne dopo la maternita', per chi sceglie un "periodo sabbatico".
Invece deve essere possibile entrare, uscire e poi rientrare nel mercato
del lavoro, senza trovarsi ogni volta di fronte a ostacoli pressoche'
insormontabili. Per il primo impiego si puo' concepire un percorso a tre
fasi: la prova, l'inserimento e la stabilita'. Affiancato da altri due
provvedimenti: salario minimo e contributo previdenziale uniforme.

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Quale riforma per la legge Biagi
http://www.lavoce.info/news/view.php?id=10&cms_pk=2150&from=index

Marco Leonardi e Massimo Pallini

I contratti a tempo determinato rispondono a esigenze organizzative e
funzionali reali delle imprese e hanno contribuito a un effettivo aumento
dell’occupazione. Hanno pero' scaricato tutti i costi della flessibilita'
e della precarieta' su una minoranza di lavoratori "al margine", per lo
piu' giovani. Tali differenze vanno eliminate. Ripensando
contemporaneamente il contratto a tempo indeterminato. I periodi di prova
potrebbero allungarsi e essere disciplinati liberamente dai contratti
collettivi. E si dovrebbe prevedere una indennita' economica di
licenziamento.

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Il contratto temporaneo limitato
http://www.lavoce.info/news/view.php?id=9&cms_pk=2149&from=index

Andrea Ichino

Il contratto temporaneo limitato permetterebbe di semplificare l'attuale
congerie di contratti e di complicazioni burocratiche e allo stesso tempo
facilitare un ingresso stabile dei giovani nel mercato del lavoro.
Ciascuna azienda potrebbe assumere per una sola volta un lavoratore con un
Ctl di durata non inferiore a tre anni. Alla fine del contratto, il
lavoratore viene assunto a tempo indeterminato oppure lascia l’azienda.
Ciascuno lavoratore potrebbe usufruire al massimo di tre contratti
temporanei limitati, in aziende diverse.

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Dagli slogan all'agenda politica
http://www.lavoce.info/news/view.php?id=9&cms_pk=2154&from=index

Paolo Sestito *

La questione della precarieta' va senz'altro affrontata. Ma i veri nodi
sono sul come potenziare gli ammortizzatori sociali e sul come regolare le
flessibilita'. Bisogna definire sussidi, e schemi di finanziamento, che ne
scoraggino l'uso prolungato e ripetuto nel tempo, da parte delle imprese e
da parte dei lavoratori. E stabilire come regolare il sistema. L'uso della
flessibilita' potrebbe essere per esempio calmierato da un costo
aggiuntivo che tenga conto del maggior ricorso ad ammortizzatori sociali
insito nel lavoro a termine.

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Ragioniamo sui dati
http://www.lavoce.info/news/view.php?id=9&cms_pk=2152&from=index

Anita Guelfi e Sandro Trento *

A tre anni dalla sua approvazione, non si hanno ancora informazioni
sufficientemente dettagliate per valutare gli effetti della legge Biagi
sul mercato del lavoro. Un'indagine di Confindustria indica, nel 2004, un
utilizzo poco piu' che marginale delle forme contrattuali nuove, quali
lavoro a chiamata, staff leasing e lavoro condiviso, e del contratto
d’inserimento. Le nuove assunzioni sono avvenute nel 50 per cento dei casi
con contratti a tempo indeterminato. E poco meno della meta' dei contratti
a termine e' passata a tempo indeterminato.
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