[n] come pubblicare
http://newbrainframes.org/project/lineeditoriali.php

Quoting Letizia:

zac
voglio dire per me รจ -non
esagero- lacerante pensare che mi potrei trovare a
fare gli interessi di un privato, selezionando certe
persone e non altre, formando a certi valori ed
eludendo o sopendo per quanto possibile problemi
strutturali...

La scelta etica da compiere sul lavoro nel lavoro. Cioe' io eticamente
posso svolgere il mio lavoro onestamente, con il massimo dell'impegno,
ma se sono in alcuni posti (o ad alti livelli) in piu' il mio sistema
di valori deve necessariamente essere "in sintonia" con la filosofia
dell'azienda.

Il problema e' che IMHO le mission aziendali in Italia sono assenti e
sostituite da una sorta di pensiero unico cinico che e' scoraggiante
per chiunque "ci creda". L'alternativa e' una sorta di "fascismo
yuppie" spacciato nei corsi di formazione che traduce malamente
concetti come darwinismo sociale, selezione naturale e meritocrazia in
una sorta di amoralita' talmente profonda da portare IMHO quasi
automaticamente a considerare l'azienda uno Stato autonomo con leggi
sue proprie.
Da un lato una massa di demoralizzati, dall'altra una di fanatici...

D'altronde e' anche evidente che i piu' giovani sono disponibili ad
investire maggiormente nel lavoro, mentre i piu' vecchi sono piu'
disincantati e restii a vedere implicazioni profonde. E' naturale.

Come uscirne? Bah, non credo esista una soluzione "di sistema", forse
esistono delle vie d'uscita personali. Per quel che mi riguarda ho la
fortuna di non essere costretto ad un'adesione profonda al sistema di
valori della mia azienda, ne' a quello della maggioranza dei miei
colleghi (parastatali). Quello che cmq fa la differenza e' la capacita'
di creare intelligenza collettiva, di liberare tempo e risorse fuori
dal tempo lavorativo, durante il tempo lavorativo in modo da mettere in
moto energie che possano nel concreto cambiare le cose.

L'idea di fondo e' che il lavoro non sia solo il tempo retribuito
all'interno delle 4 mura dell'azienda, ma un tempo d'opera, di
produzione, di critica, di interpretazione... che "frutti". Solo in
questo modo e' possibile mantenere una certa distanza tra cio' che "si
fa per vivere" e cio' che si e'. IMHO.

Ciao
Stefano

PS
questa discussione potrebbe essere ospitata nei commenti all'articolo
su newbrainframes.org/wordpress
PS2
Ho chiesto a Claudia di tradurre un capitolo dell'ultimo libro 'The
Class of the New' di Richard Barbrook.

_______________________
[n] archivi dei messaggi
https://www3.autistici.org/pipermail/newbrainframes/
[n] modifica le tue impostazioni
https://www5.autistici.org/mailman/listinfo/newbrainframes

Reply via email to