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Clima. Cooperazione taglia emissioni Co2 per 1 miliardo tonnellate

La cooperazione tra paesi inquinatori e quelli in via di sviluppo fa bene al clima. Il meccanismo del Protocollo di Kyoto denominato Clean Development Mechanism, ha infatti raggiunto la quota di un miliardo di tonnellate di emissioni di anidride carbonica evitate. In particolare, i meccanismi del Protocollo di Kyoto, denominati meccanismi flessibili, permettono di ridurre le emissioni di gas serra in modo che siano anche economicamente convenienti. Uno dei tre meccanismi flessibili previsti e' proprio il CDM (Clean Development Mechanism) e permette di ridurre le emissioni dei Paesi industrializzati che hanno ratificato il Protocollo di Kyoto attraverso forme di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo (che devono aver anch'essi ratificato il Protocollo di Kyoto) finalizzate ad agevolare uno sviluppo socio-economico non inquinante. Ma il CDM permette ai Paesi in via di sviluppo di acquisire tecnologie pulite, nuove tecnologie ed il know how tecnologico per procedere verso uno sviluppo sostenibile e rispettoso dell'ambiente. I progetti di cooperazione, prima di diventare esecutivi, devono essere approvati e registrati da un apposito organo della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCC) che sovrintende la gestione e la corretta applicazione di questo meccanismo. Il Segretariato della UNFCCC ha annunciato che in base ai progetti finora approvati e registrati si otterranno entro il 2012 riduzioni delle emissioni di ben un miliardo di tonnellate di anidride carbonica, cioe' della stessa quantita' di emissioni di Gran Bretagna e Spagna messi insieme. Unica nota stonata sottolineata dal Segretariato UNFCC, riguarda lo squilibrio geografico dei progetti CDM. Degli 800 progetti complessivamente presenti nell'archivio, solo 27 riguardano l'Africa. Quest'anno sono stati registrati 210 progetti ed altri 58 sono in istruttoria prima della registrazione. Lo scorso anno, invece, furono registrati solo 140 progetti. (Ansa)


Ambiente. Paraguay paga debiti con tutela foresta tropicale

Una parte del debito del Paraguay sara' convertito in attivita' di protezione della foresta tropicale. Lo comunica il Dipartimento di Stato degli USA. Il debito del Paraguay verso gli USA di 7,4 milioni di dollari sara' convertito quindi nei prossimi 12 anni in finanziamento per attivita' di protezione della parte meridionale (corridoio meridionale) della foresta atlantica dell'Alto Parana'. Una particolare attenzione sara' riservata alla protezione del Parco Nazionale di San Rafael che contiene la piu' alta diversita' di animali e piante indigene del Paraguay. L'accordo USA-Paraguay e' stato firmato nei giorni scorsi tra l'ambasciatore americano in Paraguay e i ministri paraguaiani delle finanze, dell'ambiente e degli affari esteri. La conversione del debito sara' supportata da un finanziamento di 4,8 milioni di dollari che gli USA devolveranno al programma nazionale USA di conservazione delle foreste tropicali finalizzato a finanziare i paesi in via di sviluppo debitori per attivita' di conservazione delle foreste. (Ansa)

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