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(ANSA) - ROMA, 29 nov - Per il trasporto pubblico si profila un
dicembre di caos. Venerdì parte il primo sciopero degli
autoferrotranvieri che già avvertono: "se la vertenza non si sblocca
proclameremo entro il 15 dicembre un'ulteriore iniziativa di lotta di
24 ore, con manifestazione a Roma, senza le fasce orarie di garanzia".
E la situazione non sembra meno difficile anche negli altri comparti
dei trasporti: da Alitalia, a Ferrovie, fino alla Tirrenia. I
sindacati sono sul piede di guerra e tutta questa serie di proteste, a
partire dai servizi di trasporto pubblico, rischia di sfuggire da ogni
controllo. A lanciare l'allarme è lo stesso segretario generale della
Cgil, Guglielmo Epifani. Dopo il "blocco delle città" che ci sarà con
la protesta del primo dicembre, prima di Natale "ci sarà un nuovo
blocco" e "partirà una protesta che nessuno è in condizione di
controllare" dice, dopo aver ricordato che i 60 milioni previsti con
la Finanziaria per il rinnovo dei contratti nel trasporto locale "non
bastano e se non se ne aggiungono 140 in queste ore, il film che
vedremo è chiaro: il primo si sciopera, si bloccano le città, prima di
Natale si ribloccheranno le città". "Al governo abbiamo spiegato
queste cose in tutti i modi da mesi" protesta Epifani che oltre ad
Alitalia e trasporto pubblico locale, accenna ai problemi delle
Ferrovie. "Se non si risolvono problemi di destinazione delle risorse,
non potranno completare né l'alta velocità né il raccordo tra alta
velocità e i nodi ordinari. C'é il problema della Tirrenia, che è una
grande compagnia che non si sa che fine fa. Abbiamo il sistema dei
trasporti tutto in ballo. Perché il governo non affronta questi
problemi - ha concluso Epifani - per me resta un mistero".
Le segreterie nazionali di FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI,
FAISA-CISAL e UGL denunciano, "ancora una volta, la gravità della
situazione relativa alla vertenza per il rinnovo del secondo biennio
del contratto nazionale". Il ricordo va subito al dicembre del 2003,
quando le proteste per il rinnovo del contratto del trasporto pubblico
furono tali da provocare seri problemi di ordine pubblico, con
scioperi selvaggi e numerose precettazioni. "I lavoratori del
trasporto pubblico locale hanno diritto al contratto nazionale" e il
settore "deve trovare stabilità normativa e risorse adeguate",
protestano i sindacati ricordando di aver chiesto "sin dall'inizio al
Governo, alle Regioni e agli Enti Locali di occuparsi del problema,
per trovare soluzioni anche attraverso la Legge Finanziaria". Ad oggi,
lamentano, "l'intervento da parte del Governo non è sufficiente mentre
Regioni e Comuni sono assenti". Al Governo, alle Regioni e agli Enti
Locali le organizzazioni degli autoferrotranvieri chiedono quindi "una
chiara presa di posizione e il necessario impegno per risolvere
definitivamente una situazione divenuta ormai insostenibile. Questo e
gli altri scioperi che tanti disagi provocano alla cittadinanza -
ribadiscono - si potevano evitare se le imprese e le istituzioni
avessero fatto la loro parte". Anche recentemente il segretario
generale della Filt Cgil, Fabrizio Solari, ha osservato che lo
sciopero di venerdì nel trasporto pubblico locale avrà un "esito
incerto, cioé non si sa se finisce a fine turno o se la protesta
prosegue. Quindi c'é l'incognita di quanto dura", con il rischio che
si ripeta il dicembre nero di due anni fa.
Se arrivasse una convocazione per il 30 novembre, cioé alla vigilia
dello stop, "per la dimensione del conflitto si potrebbe solo
differire lo sciopero" ma il 30 novembre, ha aggiunto Solari, i
sindacati incontrano le Fs sul piano industriale "ma ad oggi non
sappiamo quante risorse sono previste e, viste le premesse, giovedì
prossimo ci può essere un violento disaccordo che potrebbe portare ad
uno sciopero già per l'11-12 dicembre". Solari ha quindi rilevato che
l'eventuale blocco dei trasporti a dicembre "ha una valenza politica e
se c'é un elemento che unisce queste cose è che gli impegni del
governo nei trasporti appaiono scritti sull'acqua".

