Chiapas. Appello urgente alla solidarietà della comunità internazionale

Da operatori internazionali dell'ong Cric che lavorano in questi mesi
a San Cristobal de las Casas, in Chiapas, Carta ha ricevuto una
denuncia molto preoccupante.
Due giorni fa presso la sede del Ciepac [organismo non governativo
impegnato da anni in attività di studio e ricerca sul territorio e di
sostegno alle comunità indigene contadine del Chiapas] è stato
trovato un foglio manoscritto, che avanza esplicite minacce di morte
a un'imprecisata persona del Ciepac. Scrivono Gabriele e Fabio del
Cric, che con il Ciepac lavorano come volontari, che «la cosa non è
nuova qui in Messico, ma preoccupante sembra l'escalation di minacce,
intimidazioni e persecuzioni che colpiscono le comunità, in lotta
nella selva, e le organizzazioni della società civile attive nei
centri urbani». E aggiungono: «L'impressione è che si tratti solo
dell'inizio, e in questo senso la cosa più importante ci pare quella
di guardare avanti, predisponendo canali informativi, meccanismi di
denuncia e di solidarietà internazionale: 'la nostra difesa sta nel
costruire relazioni, identità e cammini...', così diceva ieri un
responsabile di Ciepac a una riunione urgente a livello cittadino».
Ecco la denuncia di Gabriele Ciapparella e Fabio Vergani: «Care
compagne e cari compagni, ricevano il nostro fraterno saluto da San
Cristobal de las Casas, nel sudest Messicano, dove, come volontari
italiani, ci troviamo a collaborare nel lavoro sociale, portato
avanti dai compagni messicani dell'organismo non governativo Ciepac.
Con la presente chiediamo la vostra attenzione di donne e uomini
giusti, nella speranza di raggiungere il vostro cuore con la nostra
parola: è infatti con profondo turbamento che vi comunichiamo e vi
facciamo partecipi del pesante clima di minacce e intimidazioni con
il quale si sta cercando - comunque invano - di atterrire,
paralizzare e disarticolare l'azione della società civile messicana,
impegnata nel sostegno alle lotte di giustizia e dignità di questo
popolo e nella costruzione di alternative al modello neoliberista.
Oggi è toccato a Ciepac, ma episodi di persecuzione, intimidazione e
minacce di morte purtroppo non rappresentano una novità in questo
Messico 'democratico'.
Nuova, piuttosto, e la segnaliamo con crescente preoccupazione, è la
pericolosa accelerazione degli ultimi mesi nella perversa strategia
governativa di persecuzione e criminalizzazione dell'opposizione
popolare, ogni giorno più ampia e visibile, di militarizzazione del
territorio e di repressione violenta del dissenso, nel più grande
disprezzo dei diritti umani.
Mentre oggi, nella 'tranquilla' cittadina di San Cristobal de las
Casas, registriamo i gravi episodi di violenza intimidatoria ai danni
di Ciepac, intorno a noi osserviamo e, a nostra volta, denunciamo:

1 - il crescente clima di provocazioni, minacce ed attacchi, cui sono
sottoposte quotidianamente le Comunità zapatiste di Olga Isabel,
Vicente Guerrero, San Manuel y Ricardo Flores Magón (Zona Ocosingo e
Altamirano), da parte dei membri di presunte associazioni civili, che
dietro una veste ufficiale di organismi non governativi nascondono il
lavoro sporco di paramilitari, che attaccano, con la più ampia
copertura governativa, terre zapatiste, liberate e redistribuite tra
le comunità indigene dell'area, all'indomani del Levantamiento del'94.
Per maggiori dettagli, vedi: La Jornada 25/02/2007 -
www.jornada.unam.mx <http://www.jornada.unam.mx>

2 - il costante clima di impunità che regna pesantemente sulle
vicende di Atenco e Oaxaca, nei confronti dei responsabili, delle
forze dell'ordine, statali e federali, protagonisti di gravissimi
atti di violazione dei diritti umani ai danni delle rispettive
cittadinanze, registratisi nelle diverse operazioni di sgombero e
repressione violenta, con cui il governo ha cercato di cancellare
entrambe le sollevazione popolari.
Per maggiori dettagli, vedi: La Jornada 21/01/2007 -
www.jornada.unam.mx <http://www.jornada.unam.mx>

3 - la continua e crescente militarizzazione del territorio del
Messico, in particolar modo degli stati più poveri del sud (Guerrero,
Oaxaca e Chiapas) e in aggiunta dei territori di Michoacan e Tijuana,
col pretesto della lotta all'immigrazione illegale ed al
narcotraffico, che permette il riposizionamento di ingenti
contingenti di esercito e polizia federale, già unificati sotto un
unico comando, in aree con forte polarizzazione sociale e presenza di
articolati fronti antigovernativi.

Vi chiediamo, pertanto, di mantenervi attenti e informati sui futuri
sviluppi della situazione in Messico, di manifestare la vostra parola
di solidarietà ai movimenti sociali messicani e di denunciare presso
le istituzioni locali ed internazionali competenti le continue
violazioni dei diritti umani».

Note:

http://www.ciepac.org

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