concordo pienamente
Giovanni

Il giorno sab 11 set 2021 alle ore 12:27 380° <[email protected]> ha
scritto:

> Buongiorno,
>
> vi chiedo perdono in partenza per la lunghezza del mio messaggio, anche
> se cercherò di essere stringato al massimo, ma io vedo un
> pericolosissimo salto di paradigma reso possibile dalla recente crisi
> covid-19 nel contesto della "tecnologia del controllo".
>
> Le posizioni molto critiche di Cacciari e Agamben sul "green pass" [1]
> si inscrivono perfettamente nel più ampio discorso del "capture
> capitalism" [2] (detto volgarmente: se vogliamo "tenere aperto" dobbiamo
> applicare misure /tecnologiche/ (in)adatte a /prevenire/ questa e le
> future pandemie), oltre che nella questione molto più profonda della
> "nuda vita" [3].
>
> Un articolo molto interessante che evidenzia questa connessione (tra
> green pass e capture capitalism) è quello di Tommaso Gazzolo [4],
> docente di Filosofia del Diritto, recentemente pubblicato nel "Diario
> della Crisi" dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici:
>
> «Green pass: discriminazione e controllo»
>
>
> https://www.iisf.it/index.php/progetti/diario-della-crisi/green-pass-discriminazione-e-controllo-tommaso-gazzolo.html
>
> nel quale l'autore fa un'interessante analisi del concetto giuridico di
> discriminazione e come la pandemia (e il "green pass") abbia messo
> fortemente in crisi (o no?!?) la sua declinazione nel diritto:
>
> Alcuni estratti (arbitrari) che mi consentono di passare alla "fase
> distopica":
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>
> [...] Perché, sul piano giuridico, si può certo osservare che il “green
> pass” introduce un differente trattamento non delle persone, ma delle
> azioni – un differente trattamento, cioè, dipendente dall’aver compiuto
> o meno una certa azione (vaccinarsi), e non certo dall’identità o dalle
> convinzioni personali dei soggetti (non è perché sei convinto che il
> vaccino non sia opportuno o utile che vieni “discriminato”).
>
> [...]  Il secondo argomento che il testo (di Cacciari e Agamben, n.d.r)
> spende è di ordine diverso. Mette in gioco, infatti, non tanto il
> problema della “discriminazione”, quanto quello della tecnologia
> politica che oggi corrisponde al nostro tipo di società, e che Deleuze
> già chiamava “società di controllo”. [...] Siamo, invece, in società che
> sono fondate sul controllo, ossia sull’idea – che il funzionamento degli
> algoritmi ha ormai portato ad un nuovo e inedito livello – di poter
> prevedere che cosa le persone, nella libertà dei loro movimenti, faranno
> ad una certa ora del giorno in un certo luogo.
>
> [...] Le vere innovazioni sono, piuttosto due:
>
> (a) da una parte, lo sviluppo di tutti quei dispositivi che consentono
> di assicurare un flusso di dati in grado di fondare calcoli predittivi.
> [...] Curarti /prima/ che ti ammali, limitare il traffico di ingresso in
> una Regione prima che i contagi oltrepassino la soglia di “sicurezza”,
> calcolare in anticipo il numero di persone che saliranno su quel bus a
> quell’ora in modo da verificare che esso non ecceda i posti seduti
> disponibili: sono queste le necessità del potere, oggi.
>
> (b) [...] una logica che assicurerà meccanismi “fluidi” di entrata e
> uscita dagli spazi, basati, più che sull’identità concreta degli
> individui, sui dati che essi possono trasmettere. [...] città «in cui
> ciascuno può lasciare il suo appartamento, la sua strada, il suo
> quartiere grazie alla sua carta elettronica (dividuale) che faccia
> alzare questa o quella barriera, e allo stesso modo la carta può essere
> respinta quel giorno o entro la tal ora; ciò che conta non è la barriera
> ma il computer che ritrova la posizione di ciascuno, lecita o illecita,
> ed opera una modulazione universale».
>
> [...]
>
> --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
>
> Viviamo perennemente in uno "stato di eccezione", dove la necessità di
> /garantire sicurezza/ ai governati giustifica da parte dei governanti il
> ricorso ad ogni mezzo (il)lecito per combattere questa sorta di
> incessante guerra (civile): dal terrorismo alla pandemia (passando per
> le migrazioni), dai rifiuti al cambiamento climatico... ovviamente il
> tutto /scientemente/ (non scientificamente) [5] dimostrato.
>
> L'ultimo passo sopra mi ha ricordato la trama di un interessante film
> del '97, "Gattaca" [6], nel quale si narra di un mondo nel quale:
>
> --8<---------------cut here---------------start------------->8---
>
> A genetic registry database uses biometrics to classify those so
> created as "valids" while those conceived naturally and more susceptible
> to genetic disorders are known as "in-valids". Genetic discrimination is
> illegal, but in practice genotype profiling is used to identify valids
> to qualify for professional employment while in-valids are relegated to
> menial jobs.
>
> --8<---------------cut here---------------end--------------->8---
>
> Un mondo dove la discriminazione è illegale, /semplicemente/ i tuoi dati
> biometrici - nel film comprendono il profilo genetico completo con
> predizione aspettativa di vita e malattie - sono utilizzati per
> determinare cosa NON puoi fare: prego notare con attenzione e pazienza
> l'analogia con l'analisi del concetto giuridico di discriminazione
> svolta dal Gazzolo nell'articolo sopra menzionato.
>
> C'è forse qualcuno che per combattere la "guerra alle malattie" (alla
> morte?!?) sta seriamente pensando di applicare questo paradigma di
> governo?  Ci sono ricercatori e medici che stanno seriamente studiando
> il modo di rendere /scientemente/ [5] giustificato un simile scenario?
>
> Temo che tale scenario sarebbe accettato molto più che volentieri da
> ogni cittadino in modo analogo a come viene non solo accettato ma
> /richiesto/ il green pass... dopotutto chi non vorrebbe vivere /per
> sempre/ in totale sicurezza?!? [7]
>
> Se così fosse, per l'ennesima volta mi permetto di ricordare che tutto
> questo rischia seriamente di finire in una /drammatica/ allucinazione
> scientifica [8] (scientista) collettiva.
>
>
> Saluti, 380°
>
> [1]
>
> https://www.iisf.it/index.php/progetti/diario-della-crisi/massimo-cacciari-giorgio-agamben-a-proposito-del-decreto-sul-green-pass.html
>
> [2] che io preferisco di gran lunga all'etichetta "surveillance capitalism"
>
> [3] https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-la-nuda-vita-e-il-vaccino
>
> [4] https://www.uniss.it/ugov/person/17442
>
> [5] https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-la-medicina-come-religione
>
> [6] https://en.wikipedia.org/wiki/Gattaca
>
> [7] https://en.wikipedia.org/wiki/Life_extension; sul legame tra AI e
> (rifiuto della) morte un giorno mi piacerebbe ritornare (partendo dalle
> posizioni di Ray Kurzweil, Marvin Minsky e il transumanesimo vs. Joseph
> Weizenbaum e l'umanesimo)
>
> [8] https://nooscope.ai/
>
> --
> 380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)
>
> «Noi, incompetenti come siamo,
>  non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»
>
> Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
> but very few check the facts.  Ask me about <https://stallmansupport.org>.
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> nexa mailing list
> [email protected]
> https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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