Buongiorno Maurizio,

grazie infinite per aver deciso di esprimere la tua posizione in
merito, tu non hai idea di che coraggio ho avuto a scrivere quello che
ho scritto e che sto scrivendo.

L'argomento è complesso e mi piacerebbe che venisse _sempre_ affrontato
con spirito dialettico e NON dogmatico, ma soprattutto con
quell'equilibrio che oggi manca DRAMMATICAMENTE nel discorso pubblico
attorno ai /grossi/ problemi scientifici, etici e politici posti dai
permanenti stati di crisi.

Una frase che hai scritto mi ha davvero colpito e vorrei commentarla:

maurizio lana <[email protected]> writes:

[...]

> 2) nessuno vuole ammalarsi e quindi è lecito e legittimo voler sapere se 
> quelli con cui condivido i fiati e l'aria sono pericolosi per la mia 
> salute.

La salute è sempre in pericolo, /quindi/ siamo perennemente in stato di
crisi.

Nessuno vuole ammalarsi e tantomeno morire e /siccome/ tutti gli altri
sono potenzialmente pericolosi è lecito che per avere a che fare con me
io (il governo, una autorità) CERTIFICHI che non sono PERICOLOSI per la
mia salute?

É ovvio che questo sia diventato l'argomento principe della
governamentalità, la biosicurezza [1]:

--8<---------------cut here---------------start------------->8---

1) costruzione, sulla base di un rischio possibile, di uno scenario
fittizio, in cui i dati vengono presentati in modo da favorire
comportamenti che permettono di governare una situazione estrema;

2) adozione della logica del peggio come regime di razionalità politica;

3) l’organizzazione integrale del corpo dei cittadini in modo da
rafforzare al massimo l’adesione alle istituzioni di governo, producendo
una sorta di civismo superlativo in cui gli obblighi imposti vengono
presentati come prove di altruismo e il cittadino non ha più un diritto
alla salute (health safety), ma diventa giuridicamente obbligato alla
salute (biosecurity).

--8<---------------cut here---------------end--------------->8---

Ne consegue, aggiungo io, che coloro che non accettano di dimostrare di
non essere pericolosi per la salute pubblica debbano essere messi in
condizione di non nuocere... e magari di non essere nemmeno troppo
onerosi per le casse pubbliche.  Si badi bene però: tutto questo non è
discriminazione perché la discriminazione è illegale, sono misure di
salute pubblica.

Ecco perché, quando la tecnica medica (con AI, biologia, nanotecnologie)
avrà sviluppato i mezzi tecnologici adeguati addirittura a /prevedere/
il grado di pericolosità sanitaria (o il costo sociale?) individuale,
finiremo dritti dritti nella società descritta da Gattaca, che altro non
è che la proiezione distopica nel futuro di doversi fenomeni che sono
/già accaduti/ quando la salute è diventata una /questione di
sicurezza/.

[...]

Saluti, 380°


[1] https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-biosicurezza

-- 
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)

«Noi, incompetenti come siamo,
 non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»

Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts.  Ask me about <https://stallmansupport.org>.

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