... Visto che la strategia top down pare inevitabile, rispetto a queste
politiche macro mi domando se va garantito uno spazio ad iniziative
sperimentali che lascino i dati ai cittadini, i quali si possono
organizzare in cooperative di produttori di dati.

Sono fuori tema?



Il ven 1 ott 2021, 11:23 Damiano Verzulli <[email protected]> ha scritto:

> "....Meno entusiaste saranno invece le società informatiche inhouse delle
> Regioni che pure impiegano circa 15mila dipendenti a livello nazionale
> [...]
> Una disdetta per le regioni che, forti delle competenze cumulate negli
> anni,
> contavano di divenire un riferimento nazionale....."
>
> Pur essendo "doloroso" parlare di questo argomento, credo sia arrivato il
> momento di dire che "il Re è nudo".
>
> L'emergenza COVID ha aiutato, ahimé, a mostrare l'assoluta incapacità dei
> sistemi regionali (mi verrebe da dire _TUTTI_, ma scelgo di dire _MOLTI_)
> di reggere anche solo le minime esigenze in termini di Digitalizzazione del
> Sistema Sanitario di cui sono i gestori esclusivi.
>
> Non devo ricordare il caos fatto da Regione Lombardia con ARIA (societa'
> in-house) [1], il caos fatto in Regione Abruzzo, con un dietro-front
> rispetto alle prenotazioni (da "gestione locale" a "soluzione Ministeriale
> via Poste") [2]
>
> Sono sicuro ci siano altri casi conclamati di incapacità di gestire
> situazioni tecnicamente banali, anche da parte di Campania, Calabria e
> Sicilia.
>
> E non vorrei ci fossimo gia' dimenticati di Lazio Crae (in-house), per
> Regione Lazio, con il recente caso di Ransomware che, evidentemente, non ha
> ancora insegnato nulla (in ambito pubblico).
>
> Ed evidentemente il giornalista si è dimenticato degli scandali che hanno
> colpito anni fa, ad esempio, l'Abruzzo che con Abruzzo-Engineering
> (in-house) contribui' --in parte-- agli arresti dei vertici regionali
> (incluso l'assessore all'informatica).
>
>
> No. Non ci siamo. Oggi l'IT "periferico", salvo rarissime eccezioni, è
> assolutamente inadeguato al compito che lo attende. Ha soltanto un ruolo
> "sociale".
>
> Viceversa, quello stesso IT è prontissimo a saltare sul "carro" del PNRR.
> Guardacaso, infatti, proprio in Abruzzo Engineering, qualche settimana fa è
> stato nominato un nuovo Amministratore Delegato (come mai?) [3]
>
>
> Non ci siamo.
>
> La via da seguire non puo' che essere TOP-DOWN. E' a Roma che bisogna
> sviscerare la matassa. E poi, da li, tirare le fila di tutto.
>
> Ovviamente il rischio è altissimo, e le influenze dei GAM sono ancora piu'
> pericolose delle inefficienze regionali (liberarsi dal lock-in dei GAM è
> complicatissimo; sistemare i vertici ICT Regionali, è una delibera).
>
> Ma è l'unica via possibile. Quello che sta accadendo _OGGI_ in PagoPA e
> INPS lo dimostra [4]. Un "clone" di Virgone o di Di Nicola a distanza 1 dai
> vertici CRUI (quei vertici che oggi stipulano convenzioni che accelerano il
> lock-in e la "disidratazione" tecnologica degli Atenei), metterebbe in moto
> un processo di ristrutturazione che, in meno di 5 anni, stravolgerebbe
> l'intero Paese.
>
> Ed ancora piu' su, in Europa, attorno a GAIA-X si sta iniziando a fare un
> po' la voce grossa [5].
>
> In conclusione: non sono affatto sicuro di come evolvera' la questione
> (del cloud nazionale e dell'ICT del nostro Paese, in generale) nei prossimi
> 5/10 anni. Ma sono sicuro che _NON_ puo' passare dalle Regioni. Anzi...
> farei attenzione a stargli lontano (...non potendole RESETtare... che
> sarebbe la cosa migliore!)
>
> ...tra l'altro, se il mondo Accademico riuscisse (finalmente?) ad
> "organizzarsi" (come "sistema", facendo leva sugli sforzi della Prof.ssa
> Pievatolo, del Prof. Nardelli, del Prof. Meo, del Prof. Fiormonte, del
> Prof. Davoli e di tanti altri che --singolarmente-- provano a sollevare il
> problema), forse si riuscirebbe pure a far capire a chi prende decisioni
> che... non e' affatto vero che "...le migliori tecnologie sono straniere" e
> che, viceversa, l'ICT del nostro Paese puo' ripartire proprio dal mondo
> Accademico e della Ricerca.
>
> Ma le Regioni, _NO_. Per favore!
>
> My 0.02€
>
> bye,
> DV
>
> [1]
> https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/21_marzo_06/prenotazioni-cancellatee-falla-portale-webla-campagna-vaccinalesi-inceppa-ancora-245a90ae-7e4a-11eb-a1f6-6ee7bf0dab9f.shtml
>
> [2]
> https://agendadigitale.regione.abruzzo.it/index.php/notizie-3/68-piattaforma-prenotazione-vaccini
>
> [3]
> https://news-town.it/politica/36840-abruzzo-engineering-ecco-la-nomina-ad-amministratore-unico-di-di-biase.html
>
> [4]
> https://video.repubblica.it/tecnologia/dossier/italian-tech-week-2021/italian-tech-week-2021-riccardo-luna-con-di-nicola-inps-e-virgone-pagopa-come-si-digitalizza-l-italia/396899
>
> [5]
> https://www.ilsole24ore.com/art/preoccupati-uso-tecnologie-usa-polo-cloud-garantire-sovranita-AE5e4fh?refresh_ce=1
>
> Il 01/10/21 10:47, Marco Ciurcina ha scritto:
> >
> https://www.ilfattoquotidiano.it/2021/09/30/tim-punta-al-cloud-nazionale-con-laiutino-di-cassa-depositi-e-prestiti-lazienda-smentisce-lipotesi-di-un-piano-di-esuberi-da-15mila-dipendenti/6338229/
> >
> > ...Meno entusiaste saranno invece le società informatiche inhouse delle
> > Regioni che pure impiegano circa 15mila dipendenti a livello nazionale.
> > Aziende pubbliche come Lepida, Liguria digitale, Insiel o Csi Piemonte
> che
> > negli anni hanno sviluppato un proprio cloud offrendo spazio anche ai
> dati di
> > enti pubblici, municipalizzate ed aziende sanitarie delle diverse
> regioni di
> > riferimento. Anche loro, come Fincantieri o Poligrafico dello Stato,
> ambivano
> > legittimamente a far parte del progetto del cloud pubblico nazionale
> mettendo
> > a disposizione peraltro competenze sviluppate negli anni. E, invece, non
> solo
> > rischiano di essere tagliate fuori dalla partita, ma anche di dover
> gestire
> > personale in esubero per via del venir meno di uno dei driver di
> crescita più
> > importanti per il futuro aziendale. Una disdetta per le regioni che,
> forti
> > delle competenze cumulate negli anni, contavano di divenire un
> riferimento
> > nazionale. Per non parlare dell’Inail che pure vanta un cloud di tutto
> > rispetto.
> >
> >
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> > nexa mailing list
> > [email protected]
> > https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
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> Damiano Verzulli
> e-mail: [email protected]
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> possible?ok:while(!possible){open_mindedness++}
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> "...I realized that free software would not generate the kind of
> income that was needed. Maybe in USA or Europe, you may be able
> to get a well paying job as a free software developer, but not
> here [in Africa]..." -- Guido Sohne - 1973-2008
>     http://ole.kenic.or.ke/pipermail/skunkworks/2008-April/005989.html
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