> 2) Riguardo al contenuto effettivo dell'articolo, direi "parole vere,
> certo. Ma anche vecchie (che non significa meno giuste), no?"

Moderati, già ...
moderarsi = contenersi nei limiti imposti dalla convenienza,
dall'opportunità, dalla sicurezza, ecc.

I moderati non ci sono più in politica perché sono spariti dalla società.

Una pubblicità martellante degli anni '80 e '90 inneggiava al
superamento dei limiti.
Era una goccia ma quella goccia ha prodotto le stalattiti di oggi.
Senza arrivare al movimento del transumanesimo, che si propone
di  superare i limiti biologici e cognitivi dell’essere umano,
la possibilità di trascendere i limiti oggi è comunque diventata un'ossessione.
Basta dare uno sguardo all'industria culturale e cosa ha prodotto in
questi decenni.
La letteratura, il cinema, ma soprattutto le serie televisive sono
piene di storie di eroi (anche negativi, anche criminali ...)
e l'eroe è chi, per antonomasia, supera i limiti.
Assenza di limite che porta alle ludopatie di massa, al binge
watching, agli hikikomori.
Enzo Ferrari diceva "il secondo è il primo degli ultimi", ahimé questa
affermazione è uscita dal mero linguaggio sportivo
per entrare a pieno titolo nel campo lavorativo, relazionale, sociale,
politico, E il mantra ha prodotto una società
di "ultimi", di irrealizzati, di infelici.
"In omnibus fere rebus mediocritatem esse optumam" diceva Cicerone ma
già Aristotele, Orazio, Ovidio, sostenevano
che la virtù è nel mezzo, nella misura, nella moderazione, nell'equilibrio.
Peccato che sono "ideali" che non portano incassi al botteghino.

A.
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