Ciao Alberto, grazie della segnalazione.

On October 23, 2021 6:26:33 AM UTC, Alberto Cammozzo wrote:
>
> Twitter has admitted it amplifies more tweets from rightwing
> politicians and news outlets than content from leftwing sources.

Dunque si sono accorti che non possono contenere tutti i leak e cercano
di giocare d'anticipo, in modo da orientare la narrazione.

Qualcuno si chiederà quale costo ha avuto questo bug per le democrazie
negli scorsi anni?

Come è stato scelto il periodo da analizzare? ;-)

E come sono andate le elezioni? [0]



> “Algorithmic amplification is problematic if there is preferential
> treatment as a function of how the algorithm is constructed versus
> the interactions people have with it. Further root cause analysis is
> required in order to determine what, if any, changes are required to
> reduce adverse impacts by our Home timeline algorithm,” the post said.

Attenzione che qui Twitter sta buttando fumo negli occhi.

L'amplificazione automatica[1] è problematica ogni volta che non è
sotto il completo controllo di chi la subisce.

Ogni volta che una terza parte può tecnicamente amplificare un messaggio
(e dunque smorzarne altri) ricevuto da una persona, quel sistema di
comunicazione è "broken beyond repair".


> Twitter said it would make its research available to outsiders such
> as academics and it is preparing to let third parties have wider
> access to its data, in a move likely to put further pressure on
> Facebook to do the same. 

Attenzione che Google non è per nulla diverso, solo più invisibile.

È persino riuscito ad entrare nel vocabolario come sinonimo di
"cercare" [2], per cui gli utenti lo associano con una esperienza (la
ricerca di un documento in un archivio o di un calzino in un armadio)
oggettiva, non manipolabile: il calzino o c'è o non c'è, il documento
che trovo può non essere il più attinente alla mia ricerca, ma nessuno
lo sceglie per me, contando di farmi sostenere una tesi piuttosto che
un'altra.


> Facebook is being urged by politicians on both sides of the Atlantic
> to distribute its research

A volte ho l'impressione che abbiano deciso di sacrificare lo scemo del
villaggio come capro espiatorio.


> Twitter said it would make its research available to third parties
> but said privacy concerns prevented it from making available the “raw
> data”. The post said: “We are making aggregated datasets available
> for third party researchers who wish to reproduce our main findings
> and validate our methodology, upon request.”

Attenzione al passaggio!

I dati personali sono EMESSI inconsapevolmente dalle persone.
I contenuti invece sono dati ESPRESSI consapevolmente.

Se io raccolgo personalmente i miei dati personali (ad esempio le mie
posizioni GPS o i miei dati medici) e DOPO averli analizzati
personalmente record per record ed ALTERATI per tutelare la mia
privacy, li cedo alla comunità scientifica per fini di ricerca, quei
dati smettono di essere una mia emissione e diventano mia espressione.

SOLO se progettata in questo modo, con un passaggio di revisione
obbligatoria da parte del soggetto emittente, una politica di
"solidarietà dei dati" è compatibile con libertà individuali e
democrazie.


Lo stesso però vale per aziende e governi: i dati "anonimizzati" o
"privacy friendly" fornite da un'organizzazione non sono EMISSIONI di
quell'organizzazione ma loro ESPRESSIONE.

Come tali, non descrivono l'azienda (o i software che esegue sugli
utenti), ma l'immagine che l'azienda vuole dare di sé (e dei suoi
software).

La differenza fondamentale fra dato descrittivo emesso da un'entità
e dato espresso (aka "contenuto") da quella stessa entità, è che
l'espressione è una scelta consapevole che permette legittimamente[3]
di omettere e mentire.



> Twitter added that it was preparing to make internal data available
> to external sources on a regular basis. The company said its
> machine-learning ethics, transparency and accountability team was
> finalising plans in a way that would protect user privacy.
> 
> “This approach is new and hasn’t been used at this scale, but we are
> optimistic that it will address the privacy-vs-accountability
> tradeoffs that can hinder algorithmic transparency,” said Twitter.
> “We’re excited about the opportunities this work may unlock for
> future collaboration with external researchers looking to reproduce,
> validate and extend our internal research.”

Immaginatevi l'autorevolezza dei lobbisti a Bruxelles, se potessero
sostenere che le piattaforme di sorveglianza sono privacy friendly
facendo riferimento ad articoli "scientifici" persino riproducibili!

Quale politico gli farà notare che gli "scienziati" in questione hanno
analizzato e tratto conclusioni solo sui dati che queste piattaforme
hanno fornito loro?


Giacomo

[0] https://en.wikipedia.org/wiki/2021_Madrilenian_regional_election


[1] NON "algoritmica": questi sono SOFTWARE reali, pieni di BACHI, non
algoritmi.

[2]
https://www.treccani.it/vocabolario/googlare_res-6255901c-89c4-11e8-a7cb-00271042e8d9_(Neologismi)

[3] è la possibilità di mentire a rendere preziosa l'onestà e
    necessaria la fiducia nonché possibile la libertà.
    chi propone un mondo senza tale possibilità è consapevole delle
    asimmetrie di potere che tale sistema non impedirebbero, per cui
    chi ha potere potrebbe mentire o omettere, ma la maggioranza delle
    persone no.
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