Care tutti,
scusate l'invadenza promozionale, che forse in parte può interessare,
con l'invito milanese alla presentazione della recente traduzione italiana
del libro del 2004 del nostro amato Bernard Stiegler appena uscito per
Meltemi, questo sabato 20 novembre alle 12.30 in quel del Circolo
Filologico Milanese, via Clerici 10, all'interno di Bookcity, con la
traduttrice e introduttrice Rosella Corda, quindi Gruppo Ippolita e il
sottoscritto, umile postfatore:
https://bookcitymilano.it/eventi/2021/riappropriarsi-del-reale
qui per la registrazione, che in tempi di orrida pandemia ci tocca:
https://www.events.tocket.org/Riappropriarsi-del-reale-la-lotta-estetica-come-lotta-politica

Quindi segnalo al link e attacco anche sotto l'anticipazione/estratto della
mia postfazione con il bel sorriso di Bernard che ci aspetta su OV:
https://operavivamagazine.org/ricchezza-delle-pratiche-inventive/
Qui sotto direttamente anche il testo della mia, comunque.

Scusate ancora per l'invadenza,
un caro saluto,
peppe a.



*Si presenta qui un estratto dalla postfazione di Giuseppe Allegri al
volume di Bernard Stiegler, La miseria simbolica. 1. L’epoca
iperindustriale
<http://www.meltemieditore.it/catalogo/la-miseria-simbolica/>, appena
pubblicato da Meltemi editore <http://www.meltemieditore.it/>, nella
collana Culture radicali
<http://www.meltemieditore.it/collana/culture-radicali/>, con traduzione e
introduzione di Rosella Corda e una riflessione conclusiva del Gruppo
Ippolita <https://www.ippolita.net/>. **Il libro verrà presentato e
discusso all’interno di Bookcity Milano <https://bookcitymilano.it/>, il
prossimo sabato 20 novembre, ore 12.30, presso il Circolo Filologico
Milanese
<https://www.google.com/maps/search/?api=1&query=Circolo+Filologico+Milanese,via+Clerici+10,+Milano>,
Sala Liberty, Via Clerici 10, Milano, con un incontro
titolato Riappropriarsi del reale: lotta estetica come lotta politica
<https://bookcitymilano.it/eventi/2021/riappropriarsi-del-reale>, con
Gruppo Ippolita, Rosella Corda e Giuseppe Allegri. Questa la pagina web
dove procedere per prenotare la propria presenza
<https://www.events.tocket.org/Riappropriarsi-del-reale-la-lotta-estetica-come-lotta-politica>.
*

*Per i sentieri imprevedibili, eppure persistenti, degli incontri e
incroci, lo stesso giorno di questa presentazione, a Roma, presso il Teatro
India, si terrà la replica dello spettacolo Tiresias
<https://www.bluemotiontheatre.com/spettacolo/tiresias-teatro-india-roma/>,
un progetto imperdibile di Bluemotion con la regia di Giorgina Pi, amato
alla follia dai noialtre di OperaViva Magazine. Progetto teatrale che ruota
intorno alla figura di Tiresia, tanto cara a Bernard Stiegler, qui tratta
da un testo di Kae Tempst, Hold Your Own. Si tratta di una ennesima,
evidentemente non occasionale, coincidenza temporale,
artistico-immaginativa, nel solco Stiegler-Tiresia-Tempest-Bluemotion, che
troverete esplicitata alla fine di questa postfazione, ma già nell’esergo,
evocando ancora una volta la permanenza stiegleriana che continua a tenerci
uniti. Buona lettura, presentazione, visione.*

***

*Hood up, he walks past them.*
*Blowing out smoke rings.*
*Singing out Wu-Tang.*
*Hating himself.*
Kae Tempest, *Hold Your Own*

Con il titolo di questa breve postfazione si vuole evidentemente giocare
linguisticamente con il celebre volume *Misères du présent, richesse du
possible* (1997) di André Gorz, Autore molto caro a Bernard Stiegler, a
partire dalle sue riflessioni sul post-fordismo e sull’immateriale, e guida
di tutti noi nell’indagare proprio le occasioni del possibile nascoste
nelle pieghe miserevoli del presente e – in questo caso – anche del
simbolico.

*Non darsi mai per vinti*

Nella bella e puntuale premessa alla recentissima traduzione di questo
oramai classico volume del 2004 di Bernard Stiegler, *La miseria simbolica.
1. L’epoca iperindustriale*
<http://www.meltemieditore.it/catalogo/la-miseria-simbolica/>, Rosella
Corda interroga sin dall’inizio gli spazi del possibile gorziano, e
soprattutto deleuziano, e del che fare? rintracciabili nell’analisi
stiegleriana incentrata sulla consapevolezza – spesso rimossa dal pensiero
critico – che la lotta estetica è lotta immediatamente politica. Quindi
Corda conclude la sua riflessione invitando a un riesame dello stato
dell’arte, evocando una postura in contropelo – quasi à la Walter Benjamin
dello spazzolare la storia a contropelo – rispetto
all’iper-industrializzazione della nostra vita quotidiana, che standardizza
qualsiasi comportamento, per andare invece controcorrente, fuori sincrono,
nella dissonanza tra prevedibile e imprevedibile, atteso e inatteso,
dentro, oltre e contro quella che lo stesso Stiegler definirà come *società
automatica* <http://www.meltemieditore.it/catalogo/la-societa-automatica/> (a
proposito della quale si veda *Dentro, oltre e contro la società
automatica. Con Bernard Stiegler, per un reddito di contribuzione*
<https://operavivamagazine.org/dentro-oltre-e-contro-la-societa-automatica/>).
Perché questo è in definitiva il più rilevante lascito stiegleriano: non
darsi mai per vinti nella ricerca di maggiore autonomia individuale e
solidarietà collettiva. Consapevoli che, accanto alla spietata analisi
critica di quel presente che ci risucchia negli automatismi della vorace
società del controllo del capitalismo di piattaforma, c’è e ci sarà sempre
uno spazio immaginativo da curare, sostenere e fomentare collettivamente.

*Dalla parte delle pratiche inventive, per un’etica della ricerca
collettiva*

È infatti lo stesso Stiegler a notare che, malgrado i pervasivi processi
dell’economia e del marketing digitale, «si replicherà, non a torto, che
c’è ancora dell’invenzione e proprio in seno agli stessi processi qui
descritti. E io confermerò. E dirò che bisogna analizzare queste pratiche
inventive: l’ho fatto altrove, non ho mai cessato di farlo, almeno dal
1978, e inoltre credo che io stesso sia guidato, per la maggior parte del
tempo e in tutte le mie attività, dalla preoccupazione di sviluppare questo
genere di pratiche» (p. 121). E possiamo leggere la gran parte degli
scritti, e tutte le attività portate avanti da Bernard Stiegler negli
ultimi quarant’anni della sua troppo breve esistenza, proprio nel senso di
innescare processi, tessere reti, immaginare relazioni per realizzare
pratiche di sovversione degli automatismi e dei determinismi nei quali
rimaniamo impigliati nel presente.

Per essere consequenziale a questa impostazione di studio, analisi,
inchiesta e azione, che secondo me caratterizza e fonda una sorta di etica
della ricerca collettiva negli studi e nei progetti di Bernard Stiegler,
nel testo contenuto nel libro provo a nominare almeno alcuni dei passaggi
attraverso i quali dare permanenza e poter mantenere viva questa eredità
stiegleriana di contaminazione soggettiva intergenerazionale e di
invenzione di nuove istituzioni che combattano la miseria del simbolico e
diano forza, sostegno, autonomia ai processi di soggettivazione nel senso
di maggiore libertà, responsabilità, condivisione e solidarietà.

*Incontrare inedite soggettività, fondare nuove istituzioni*

Si tratta di una sorta di chiamata alle armi della critica e delle pratiche
inventive nella fiducia reciproca, sulla falsa riga di quella fondamentale
conversazione tra Toni Negri e Gilles Deleuze, dove il filosofo francese
esorta ad avere fiducia nel mondo: «vuole anche dire suscitare eventi, per
piccoli che siano, che sfuggono al controllo, oppure dare vita a nuovi
spazio-tempo, anche di superficie e volumi ridotti»1.

E Stiegler di eventi ne ha suscitati e fomentati in numeri infinti e
qualità superlativa, per far precipitare nella vita quotidiana i benefici
effetti farmacologici dei suoi studi. Per una sorta di primo affondo sui
cantieri teorici e pratici tuttora aperti, in grado di restituire la
permanenza della sua presenza tra noi che siamo rimasti orfani delle sue
parole accorte, dei suoi sguardi generosi, dei suoi sorrisi a tratti
malinconici, non posso non rinviare alla fondamentale intervista condotta
da Stefano Simoncini per *Rizomatica*
<https://rizomatica.noblogs.org/> nell’inverno
che precede la prima ondata pandemica, che poi risulterà essere l’ultimo
inverno, per Bernard Stiegler (S. Simoncini, *Territori laboratorio per una
economia politica “ipermaterialista”. Strategie post-pandemiche contro il
neuropotere delle piattaforme*
<https://rizomatica.noblogs.org/2020/05/territori-laboratorio-per-una-economia-politica-ipermaterialista/>
).

Da quell’intervista si riprende il suo mònito, per certi versi doloroso,
rispetto alla sterile denuncia, da un lato della crisi delle istituzioni
pubbliche, dall’altro del populismo: «bisogna fare proposte molto chiare,
bisogna smettere di denunciare l’incuria dei poteri pubblici, la loro
doppiezza, che è tutto vero ma non serve a nulla denunciare questo, non fa
che aggravarlo, così come non serve a nulla denunciare il populismo, non fa
che aggravarlo. Il problema non è denunciare qualcosa ma enunciare
qualcosa, cioè produrre enunciati nuovi, generare concatenamenti collettivi
fondati su enunciazioni nuove, grazie ai quali si arrivi a convincere la
gente che sostiene il populismo, così come la gente che lavora alla
Commissione europea, che in effetti hanno torto, e che è possibile fare
altro. E quindi bisogna formulare proposizioni, e per farlo bisogna
mettersi a lavorare, bisogna smettere di ripetere sempre la stessa cosa. Da
vent’anni si sentono ripetere le stesse cose».

Smettere di ripetere sempre le stesse cose, produrre enunciati nuovi,
generare concatenamenti collettivi, rompere gli steccati, incontrare
soggettività inedite, fondare nuove istituzioni, questo ha sempre detto e
fatto Bernard Stiegler. Perché il pregio della ricerca stiegleriana è
sempre stato anche quello di muoversi da autentico e concreto visionario,
contro la sclerosi dei pregiudizi, ad esempio quello dell’identità tra
lavoro e impiego salariato2 che costringe l’essere umano dentro la gabbia
della subordinazione, per immaginare invece istituzioni di tutela e
promozione dell’essere umano laborioso nelle relazioni sociali e quindi
co-progettare il futuro di una società a venire, sempre un poco più libera
e garantistica. Perché Bernard Stiegler è stato e rimarrà sempre il nostro
veggente, in parte anche oracolo, con gli occhi accecati da domande di
giustizia.

*Giovedì 6 agosto 2020: Bernard, Kae, Tiresia*

E nelle ultime pagine di questo volume viene evocata la figura di Tiresia –
il veggente dagli occhi cavati, l’indovino, visionario tebano con il corpo
che vive i due sessi – a partire dal potentissimo film di Bertrand Bonello,
uscito proprio negli anni di scrittura de *La miseria simbolica*.

Non posso non rileggere quel passaggio senza ripensare al giovane, alla
giovanissima Tiresia di Kate Tempest in *Hold Your Own *(2014) [Resta te
stessa, nella traduzione di Riccardo Duranti]. Giovanissimo e giovanissima
Tiresia in trasformazione nel testo di Tempest che ho avuto la fortuna di
vedere rappresentata da corpo, voce, canto, movenze, danze, musiche del
formidabile Gabriele Portoghese, nella regia splendidamente evocativa di
Giorgina Pi, all’interno del progetto artistico promosso da Bluemotion
titolato *Tiresias* <https://www.bluemotiontheatre.com/spettacoli/tiresias/>,
una notte sul finire della prima estate pandemica, nel giardino del
collettivo dell’Angelo Mai, vicino Terme di Caracalla, a Roma: un posto, un
evento, una performance da sogno, da visioni, da fantasmi, da spettri. E
Tempest, il 6 agosto 2020, ha comunicato dai propri account social la sua
identità non-binaria, con il suo nuovo nome, Kae, e i suoi pronomi
they/them. Resta te stessa, Kae Tempest.

E noialtri tutte, sempre quello stesso giovedì 6 agosto del 2020, abbiamo
saputo – da una comunicazione online del Collège international de
philosophie – che il nostro Bernard Stiegler non era più tra noi, scomparso
nella sua casa di campagna, un vecchio mulino, a Épineuil-le-Fleuriel,
nella valle della Loira, sede anche della sua scuola di filosofia (
Pharmakon.fr <http://pharmakon.fr/wordpress>), con università estiva
annessa. Così, poche settimane dopo quella data – dopo quei due eventi
precipitati nello stesso tempo, quelle due scelte comunicate quello stesso
giorno sulle piattaforme social che ci informarono ai quattro angoli del
pianeta – eravamo nuovamente seduti tra gli alberi e le luci dell’Angelo
Mai a vedere, ascoltare, ballare, almeno mentalmente, *Tiresias*. Con la
straniante certezza di aver percepito – in quella rappresentazione del
corpo in trasformazione, transpulsionale dice Stiegler, che è Tiresia,
dagli occhi cavati, da veggente cieco, cieca, da oracolo accecato, da
«quindicenne/con i soliti sogni/la solita routine», con il cappuccio della
felpa tirato su e la puntina che solca i dischi sui piatti, tra Tempest e
Giorgina Pi – sicuro, almeno io, di aver sentito, forse anche intra-visto,
come uno spettro che si aggirava per Roma, per l’Europa, ancora una volta,
tutta l’energia immaginifica, sonica, visiva, acustica, elettrica
stiegleriana che rimane qui con noi, malgrado tutto:

*Tira su il cappello e passa oltre /Soffia anelli di fumo* / Canta Wu-Tang
a squarciagola / *Si detesta*.
Bernard-Tiresia vede, ricerca, immagina, suona, canta, danza ancora per noi.


-- 
Giuseppe Allegri
Docente a contratto Diritto costituzionale italiano e istituzioni UE
<https://corsidilaurea.uniroma1.it/user/36821>
Dipartimento CoRiS - Sapienza, Università di Roma
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OperaViva <https://operavivamagazine.org/schede/peppe-allegri/>

- "An Interview with Andrew Arato. Critically Revisiting Civil Society,
Constituent Power and Constitutional Democracy in Populist Time", by G.
Allegri, M. Anselmi, P. Blokker, G. Fazio, in *European Journal of Social
Theory <https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/1368431020985421>*
 (2021)
*- Universal Basic Income as a Promoter of Real Freedom in a Digital Future*,
with Renato Foschi, in *World Futures
<https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/02604027.2020.1792600>*, Vol.
77, 2021, Issue 1, 1-22
- *Dal reddito di cittadinanza al dibattito europeo sul reddito di base.
Per un nuovo "Welfare" nella pandemia*, in *Rivista Critica del Diritto
Privato*, n. 3/2020, 401-431 e in G. Cavalca (a cura di), *Reddito di
Cittadinanza: verso un Welfare più universalistico?
<https://ojs.francoangeli.it/_omp/index.php/oa/catalog/book/657>*, Franco
Angeli, Open Access, 2021, 31-62
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