la società in cui viviamo è spesso chiamata società dell'informazione.
già un gruppo di cacciatori paleolitici ha però bisogno di condividere e
far circolare informazione se vuole riuscire a raggiungere e uccidere un
bufalo. cioè se vuole essere in grado di sopravvivere.
di qui la domanda che faccio sempre ai miei studenti: perché oggi ci
chiamiamo "società dell'informazione" se l’informazione è sempre stata
necessaria per il funzionamento delle società umane?
qui mi pare che ne appaia un aspetto: la guerra si fa
_nell_'informazione, mentre 'prima' servivano informazioni per fare la
guerra.
una trasformazione continua per cui il campo di battaglia si allarga,
vengono coinvolti sempre più i civili, il terreno di scontro non è più
solo o prevalentemente lo spazio fisico ma è anche il mondo digitale -
in quanto le persone _vivono_ nel mondo digitale.
quindi è ovvio che venga progettato e prodotto del "cognitive warfare".
la grande questione è come ci si difende da esso - e che se i cittadini
non sono capaci dal basso di difendersi da esso, allora gli Stati si
vedono motivati a intervenire dall'alto.
sullo sfondo il fatto che il 97% dei cittadini vive nel mondo digitale
dell'informazione senza saperlo; poi c'è un 2% che sa che il mondo
digitale è virtuale (!), poi ci sono gli altri, di cui sono parte quelli
che discutono di queste cose in nexa.
Maurizio
Il 15/04/22 10:30, Giovanni Leghissa <[email protected]> ha
scritto:
Message: 3
Date: Thu, 14 Apr 2022 16:58:21 +0200
From: Giovanni Leghissa <[email protected]>
To: Nexa <[email protected]>
Subject: [nexa] cognitive warfare
Message-ID:
<cabhx+owskvmua-1svmaw3jb9sb+jsy_5o3yhtxshhnnxkse...@mail.gmail.com>
Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
Due articoli sullo stesso tema: cognitive warfare come nuovo teatro di
operazioni
(Non penso siano questioni off topics)
https://warontherocks.com/2022/04/new-tech-new-concepts-chinas-plans-for-ai-and-cognitive-warfare/
https://www.cnas.org/publications/reports/dangerous-synergies
Ci terrei a qualche commento, per la ragione seguente. Dalla lettura di
questi (e di molti altri testi sul tema: ho scelto di condividere qui
questi perché brevi e incisivi) io ricavo l’impressione che in un prossimo
futuro voci di dissenso verso l’assetto politico-istituzionale delle
democrazie occidentali rischieranno di venir represse o silenziate in
quanto segnali della conquista, da parte del nemico, delle menti di coloro
che di quel dissenso si saranno fatti portatori.
Ma forse sbaglio. Sarei davvero ansioso di avere un’impressione da parte
della lista.
-------------- next part --------------
An HTML attachment was scrubbed...
URL:
<http://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/attachments/20220414/334fae7a/attachment-0001.htm>
------------------------------
------------------------------------------------------------------------
|mural of Giulio Regeni in Mohammed Mahmoud Street, Cairo
the source is
https://alwafd.news/images/thumbs/752/new/027f918bb62bf148193d5920ca67ded7.jpg
the meaning of the place
https://www.bbc.com/news/world-middle-east-20395260|
------------------------------------------------------------------------
Maurizio Lana
Dipartimento di Studi Umanistici
Università del Piemonte Orientale
piazza Roma 36 - 13100 Vercelli
tel. +39 347 7370925
_______________________________________________
nexa mailing list
[email protected]
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa