(Presentazione telegrafica: ho 80 anni, le mie esperienze di lavoro sono
state da giurista, avvocato, notaio e giudice onorario).
Ho trovato interessanti queste parole di YV* any digital service … will
simply reproduce the present system’s legitimacy* e più oltre quando
ipotizza* a new ruling class*
Il digitale non può che avviarsi seguendo il reale.
Il punto di svolta avviene proprio col *ruling*, il fare leggi, che sta
passando dai parlamenti agl’informatici, coi primi che cercano di
recuperare (cfr Cina, UE, Usa). In questo vedo elementi anche positivi ma
soprattutto vedo il rischio di un drammatico passo indietro rappresentato
dall’abbandono della conoscibilità preventiva della regola. Questa
caratteristica nacque a Roma circa 2500 anni fa, si è consolidata un
migliaio di anni fa in Inghilterra, ha raggiunto piena maturità da circa un
secolo grazie all’alfabetizzazione di massa; oggi molti di noi ritornano
alla condizione di analfabeti anche se … analfabeti digitali.
Leggo in  questo senso Tecno-feudalismo, non critica all'informatica ma
appello convinto per un'alfabetizzazione digitale.
Sbaglio?
Duccio (Alessandro Marzocchi)

Il giorno dom 24 apr 2022 alle ore 12:00 <[email protected]>
ha scritto:

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>    1. Morozov: "Yanis Varoufakis on Crypto & the Left, and
>       Techno-Feudalism" (J.C. DE MARTIN)
>    2. Re: Morozov: "Yanis Varoufakis on Crypto & the Left, and
>       Techno-Feudalism" (Stefano Quintarelli)
>
>
> ----------------------------------------------------------------------
>
> Message: 1
> Date: Sat, 23 Apr 2022 16:55:50 +0200
> From: "J.C. DE MARTIN" <[email protected]>
> To: Nexa <[email protected]>
> Subject: [nexa] Morozov: "Yanis Varoufakis on Crypto & the Left, and
>         Techno-Feudalism"
> Message-ID: <[email protected]>
> Content-Type: text/plain; charset=UTF-8; format=flowed
>
> Lungo, interessante dialogo tra Morozov e Varoufakis su molti temi
> spesso discussi in lista:
>
> https://the-crypto-syllabus.com/yanis-varoufakis-on-techno-feudalism/
>
> Un paio di commenti veloci.
>
> Gli argomenti con cui YV argomenta che un nuovo sistema che lui chiama
> "tecno-feudalismo" starebbe prendendo il posto del capitalismo
> non mi convincono molto, ma mi sembrano degni di ulteriori riflessioni.
> Magari YV ha colto qualcosa che ancora mi sfugge, chissà...
>
> Il secondo commento è che mi farebbe molto piacere - dico davvero! -
> capire perché YV vede un potenziale positivo nelle tecnologie blockchain,
> anche se solo in una ipotetica società futura libera dei problemi
> strutturali attuali.
>
> Ormai numerosi anni fa, infatti, studiai blockchain dal punto di vista
> tecnico ed è da allora che continuo a pensare che sia per lo più
> una soluzione alla ricerca di un problema, oppure, volendo essere
> più morbidi, che è una ingegnosa tecnica, con dei pro e con dei contro
> (come tutte le tecniche), che sembra però avere suscitato così tanto
> fervore
> principalmente per ragioni ideologiche ("decentralizzazionehhhh",
> "abbiamo trovato l'algoritmo che permette di non fare affidamento
> alla fiducia tra essere umani!", ecc.), fervore che a sua volta ha
> creato una bolla di "hype" per me ancora più stupefacente del solito...
>
> Mi sbaglio? Chiedo davvero per capire...
>
> jc
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
> ------------------------------
>
> Message: 2
> Date: Sat, 23 Apr 2022 18:57:31 +0200
> From: Stefano Quintarelli <[email protected]>
> To: Nexa <[email protected]>
> Subject: Re: [nexa] Morozov: "Yanis Varoufakis on Crypto & the Left,
>         and Techno-Feudalism"
> Message-ID: <[email protected]>
> Content-Type: text/plain; charset=UTF-8; format=flowed
>
> solo in parte risolvi i problemi di fiducia.
> in genere sposti solo il punto di input della fiducia.
>
> On 23/04/22 16:55, J.C. DE MARTIN wrote:
> > una soluzione alla ricerca di un problema, oppure, volendo essere
>
> lo dico sempre anche io ... LOL
>
> > più morbidi, che è una ingegnosa tecnica, con dei pro e con dei contro
> > (come tutte le tecniche), che sembra però avere suscitato così tanto
> fervore
> > principalmente per ragioni ideologiche ("decentralizzazionehhhh",
> > "abbiamo trovato l'algoritmo che permette di non fare affidamento
> > alla fiducia tra essere umani!", ecc.), fervore che a sua volta ha
> > creato una bolla di "hype" per me ancora più stupefacente del solito...
>
> da un punto di vista tecnico, la BC è un mezzo assai inefficiente per
> registrazioni
> firmate con data certa.
> POW e' un modo assai inefficiente di dare fiducia di immutabilita'.
> POS mi pare piu' interessante.
>
> penso che, in generale, se c'e' una struttura di consenso/governance
> concordata o
> concordabile in una comunita', e' piu' efficiente ricorrere a tali
> strutture di
> consenso/governance e a DB con meccanismi di trust tradizionali, rispetto
> ad una BC.
>
> se invece non c'e' una tale struttura di consenso (o e' bene che non ci
> sia), allora una
> BC (magari con consenso POS), puo' avere senso.
>
> personalmente ho visto/letto finora tre applicazioni per cui la BC  mi
> pare aggiunga valore.
>
> sono stato nel gruppo delle tecnologie di CEFACT, che e' il pezzetto
> dell'ONU che ha come
> missione favorire il commercio e l'ebusiness internazionale. In quel
> contesto le strutture
> di governance/fiducia non sono solidissime. E' stata fatta una
> applicazione basata su BC
> dagli operatori doganali spagnoli per operare con far east, che e' stata
> estesa poi a UK e
> poi si e' allargata ulteriormente. Quella e' una applicazione per cui la
> BC aggiunge
> valore, proprio per problemi di fiducia e governance globale.
>
> credo che una seconda applicazione di una BC pubblica possa essere un
> registro di verifica
> di integrità di log di sistemi di protocollo della PA. Oggi, con una
> minima collaborazione
> malintenzionata, in teoria e' possibile alterare i log in modo tale da
> poter coprire un abuso.
>
> registrare i dati di verifica in una BC pubblica potrebbe dare garanzia di
> fiducia ai log
> e quindi a tutto il procedimento amministrativo, di fatto eliminando sul
> nascere ogni
> possibile idea di realizzazione di un abuso.
>
> la terza e' la DeFi
> la BC consente di aprire i sistemi di fiducia che altrimenti, per
> funzionare, dovrebbero
> restare chiusi, con un numero di soggetti limitati (pena l'impossibilita'
> pratica di
> sorveglianza per l'enforcement della governance).
> se vogliamo, e' un po' come quando c'erano omologazioni e concessioni per
> le reti di tlc e
> poi, grazie a IP, anche un signor nessuno poteva inserirsi e giocarsela.
>
> se ci sono altri mercati in cui vi opera un club limitato (per necessita'
> di garantire la
> possibilita' di enforcement, e conseguentemente con soglie di accesso
> elevate) e, al di
> fuori di esso, vi e' una molteplicita' di potenziali interessati che
> tuttavia non riescono
> a superare la soglia di accesso al sistema "tradizionale", ecco che aprire
> la fiducia con
> una BC, potrebbe consentire loro di accedere a tale mercato. (per adesso,
> francamete, non
> mi vengono in mente altri esempi oltre la finanza, ma magari esistono).
>
> l'hype c'e' sicuramente, anche perche' e' materia difficile capire, si
> vedono valori
> impressionanti (basati su effetti anche con schemi ponzi), c'e' una forte
> connotazione
> ideologica, ecc... ma prima o poi la collettivita' esamina, interviene e
> regomenta. Si
> vedano la consultazione pubblica OECD in materia e la bozza di regolamento
> MICA della
> Commissione.
>
> ma proprio per la regolamentazione che arriva, per il fatto che si
> determina  apertura e
> abbassamento della soglia di accesso, abilitando permissionless
> innovation, secondo me
> DeFi is here to stay.
>
> non condivido tuttavia il fervore di YV.
> l'enforcement della politica monetaria si gioca sui sistemi di pagamento,
> non su
> cryptoasset che fungono essenzialmente da store of value (e che la
> regolamentazione ha
> buon gioco a limitare a tale ruolo. in teoria posso usare oro o grano per
> pagare una cena
> al ristorante, ma in pratica non accade e, credo, non accadra'
> diffusamente).
>
> ciao, s.
>
>
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