On 30/10/22 14:30:27, Giacomo Tesio wrote:
On October 30, 2022 1:36:58 PM UTC, Daniela Tafani wrote:Credo però che la riduzione degli uomini a cose sia un gesto politico, più che un errore teorico.È naturalmente un gesto politico, ma necesita di un errore teorico per giustificarsi e normalizzarsi.
Non la metterei in termini di aut-aut, ma di et-et (come del resto sostiene anche Daniela Tafani, a leggere la sua ultima risposta).
L'errore teorico consiste nel (far?) credere che sia possibile applicare regole note, o avvertire il bisogno di cercarne e trovarne di nuove perché quelle note non bastano, senza che occorra far uso della facoltà di giudicare. Questa facoltà, almeno per Kant (https://btfp.sp.unipi.it/dida/kant_7/ar01s08.xhtml) non può operare secondo regole, perché non ha regole, ma sulle regole delibera, valutando se applicarle, disapplicarle, cercarle. La sua presenza, e la sua indispensabilità, è connessa al carattere sempre prospettico e finito del nostro sapere. Detto più semplicemente, abbiamo bisogno di qualcosa come la facoltà di giudicare per orientarci secondo una mappa (o convincerci che così com'è non ci aiuta e va integrata), perché la mappa è appunto soltanto un tentativo di rappresentare il mondo dal nostro punto di vista e per quel che ne sappiamo, e per usarla - per quante regole per il suo uso possiamo aver ricevuto - alla fine dobbiamo confrontarla, da noi, con l'ambiente.
L'errore teorico copre un abuso morale: la pretesa di sottomettere dei soggetti morali - disconoscendo ciò che li rende tali, la loro libertà - a regole rappresentate come applicabili e rinvenibili senza giudizio. Perché affaticarsi a pensare, se tutto funziona da sé? Sarebbe interessante provare a vedere se è possibile leggere il saggio di Kant sull'illuminismo (https://btfp.sp.unipi.it/dida/kant_7/ar01s04.xhtml) come una critica alla minorità cibernetica (*), anche se Kant aveva in mente tutori direttamente umani.
Errore teorico e abuso morale si saldano perché critica teorica e libertà di critica si presuppongono a vicenda. Per smascherare l'impostura di un sistema di regole così perfetto che si può applicare senza pensare abbiamo bisogno, appunto, di essere liberi di pensare, e di poterlo fare anche quando ci viene detto che non serve farlo.
Buonanotte, MCP(*) Basta guardare l'ultima frase del saggio, riferita da Kant al superamento del dispotismo...
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