Buongiorno,

prendo questo solo come l'ultimo episodio di una lunga serie che mi da
lo spunto per /accennare/ una riposta (verso la fine) a una recente
domanda di Maria Chiara Pievatolo:

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è possibile leggere il saggio di Kant sull'illuminismo
(https://btfp.sp.unipi.it/dida/kant_7/ar01s04.xhtml) come una critica
alla minorità cibernetica (*), anche se Kant aveva in mente tutori
direttamente umani.

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(https://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/2022-October/024301.html)

...e se tutto questo facesse parte dell'"alienazione dallo stato di
maggiore età" che ha come (epi?)fenomeno anche la dipendenza patologica
da TikTok?

Se nella domanda a TikTok sostituissimo qualsiasi altro fenomeno X - sia
digitale che analogico - di successo, la domanda avrebbe ancora senso?

É vero che "i social" usano ogni mezzo per creare "dipendenza da
attenzione" e per ottenerla martellano proponendo contenuti /alienanti/,
ma davvero basta togliere di mezzo o correggere d'autorità "X social"
per eliminare la dipendenza?

Ovvero: l'alienazione arriva prima o dopo l'uso di X?

Alberto Cammozzo via nexa <[email protected]> writes:

> <https://www.theguardian.com/technology/2022/oct/30/tiktok-mental-health-social-media>

[...]

> What makes TikTok different
>
> Concerns about the mental health impacts of social media activity are
> longstanding, and have only intensified in recent years.

Le stesse (quasi) identiche preoccupazioni sono state oggetto di intensi
dibattiti scientifici (scientifici?) in periodi recenti della nostra
storia per fenomeni di massa analoghi (sottolineo analoghi), per esempio
i giochi di ruolo e i videogiochi.

Le controversie su Dungeons and Dragons (e altri giochi di ruolo) [1]
risalgono al 1979 dopo la scomparsa di un ragazzo di 16 anni che faceva
parte di un gruppo di gioco DnD: da allora i fiumi (oceani!) di parole a
vanvera su DnD non si contano, comprese le immancabili accuse (negli
USA) di pratiche di satanismo; non mancano nemmeno le ricerche serie (?)
che sin dal 1987 escludono la correlazione tra stabilità mentale e DnD
[2]

Anche sui videogames le controversie non sono mai mancate [3], non solo
nei discorsi un tanto al chilo ma anche tra gli psicologi, tando che
l'inserimento del "Internet Gaming Disorder" in DSM-5 è tutt'ora oggetto
di polemica scientifica [4]

...e qui voglio solo /accennare/ al fatto che incidentalmente (?!?) la
psicologia è una delle "pietre dello scandalo" che ha innescato il
recente dibattito sulla crisi di riproducibilità della ricerca
scientifica

>In 2021, for example, internal research at Instagram made public by
>Frances Haugen showed the drastic mental health impacts of the photo
>app on teen users – including increased rates of eating disorders among
>teen girls – and sparked widespread calls for stronger regulation.

[...]

> The “Benadryl challenge”, wherein participants took a large amount of
> antihistamines in an attempt to produce hallucinogenic effects, led to
> at least one death. A new lawsuit claims the “blackout challenge” led
> to deaths of several young girls.

Sento echi di controversie stile DnD: sono allucinato?!?

[...]

> “The app provides an endless stream of emotional nudges, which can be
> hard to recognize and really impact users in the long run,”

Bingo!  Quindi?!?  Vietiamo l'app ai minori?  Solo ai minori o anche a
coloro "a rischio"?

...oppure ci adoperiamo affiché tutti possano disporre di strumenti
cognitivi per riconoscere gli "emotional nudges" e strumenti tecnologici
per /disattivarli/?

In cosa consiste lo "stato di minorità" che ci priva degli strumenti di
cui sopra?

> Faddoul said. “It’s not going to make anyone depressed overnight, but
> hours of consumption every day can have a serious impact on your
> mental health.”

Stessa identica cosa di cui si accusano "da sempre" i videogames, credo
che prima o poi riusciranno a mettere in DSM-5 anche il "Social Network
Disorder" (o esiste già?)

> These concerns are particularly pronounced in the realm of ADHD
> content, where users have reported being diagnosed by medical
> professionals after seeing videos about their symptoms. But while the
> prevalence of the #ADHD hashtag has brought increased awareness of the
> condition experts have warned of unintended negative effects,
> including medical misinformation,

Giusto, un po' più di censura non guasterebbe :-O

[...]

> The algorithm may replicate existing inequalities that heighten mental
> health concerns for minority groups, researchers say.

Sento ancora echi di controversie su DnD, o è ancora l'eco di prima?!?

[...]

> “The platform spirit of TikTok seems to be about posting very loudly
> about very intimate and intense things,” Register said. “And people
> are encouraged to be vulnerable to fit that spirit.”

Come un planetario Reality [5] mischiato a "I Fatti Vostri", insomma

[...]

> “What it is it about TikTok that drives people to reveal their
> deepest, dirtiest secrets?”

Emotional nudge?!? ...solo su TikTok?!?

> Experts agree, saying that while these kinds of videos can offer
> support and a creative way to deal with grief, it can also lead to
> additional trauma.

Qual'è la variabile indipendente che può "trasformare" qualcosa di
conforto dalle pene in qualcosa che causa traumi agguntivi?!?

Ma soprattutto: «You thought a social media algorithm would solve social
problems?»
(liberamentre tratto da
https://www.smbc-comics.com/comic/internet-5 , grazie J.C. DE MARTIN!)

[...]

> “Most computing is not trauma informed, and when social media is not
> trauma informed it can exacerbate trauma,” Register said. “When I look
> at social media, the question is not how it affects your mental
> health, but how do mental health issues you already have get
> exacerbated by its design?”

Ah finalmente: quindi?!? (spoilero: change its design?!? sì ma chi?)

> TikTok in March 2021 introduced new tools “to promote kindness” on the
> app, allowing users to more easily filter spam and offensive
> comments. It also added an automatic pop-up prompt for users leaving
> potentially violating comments asking them “to reconsider”.

Fuochino: sì è /anche/ una questione di configurabilità delle interfacce
utente, inclusa nella libertà 3 "improve the program"

[...]

> Meanwhile, TikTok’s opaque algorithm is slowly being cracked open. In
> August, Chinese regulators required TikTok to open up its algorithms
> for review, and the company around the same time began to allow Oracle
> to audit its content moderation models. Rich said this was just the
> beginning, and more transparency was needed.

Fuochino, è inclisa nella librtà 1 "freedom to study", ci manca "change
it to make it do what you wish" (per esempio /filtrare/ i contenuti:
parental control anyone?!?)

> “Legislators and these companies need to invest more in really
> understanding this interface between human nature and these
> platforms,” he said.

Quella libertà la dobbiamo avere NOI, non possono essere altri -
autorità indipendenti, governi, TikTok, Facebook... - a stabilire come
devono funzionare (nei minimi dettagli, contenuti compresi nel caso dei
social) i software che utilizziamo, a partire dalle /interfacce/,
altrimenti saremo sempre - NOI adulti, non i nostri bambini - in uno
stato di minortà

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[...] stato di minorità di cui egli stesso è colpevole. Minorità è
l'incapacità di servirsi della propria intelligenza senza la guida di un
altro. Colpevole è questa minorità, se la sua causa non dipende da un
difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio
di servirsi di essa senza essere guidati da un altro.  [...] dopo che la
natura li ha da lungo tempo liberati dall'altrui guida (naturaliter
maiorennes), rimangono tuttavia volentieri minorenni a vita; e per
questo riesce tanto facile ad altri erigersi a loro tutori. È così
comodo essere minorenni! Se ho un libro che ha intelletto per me [...]
ecc., non ho certo bisogno di sforzarmi da me. Non ho bisogno di
pensare, purché sia in grado di pagare: altri si assumeranno questa
fastidiosa occupazione al mio posto.

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Il software (sorgente) è /letteralmente/ il "libro che ha intelletto per
me". [6]

Ecco la critica alla minorità cibernetica di Kant! :-D

Inoltre, come non riconoscere nella tecnologia, in tékhnē/epistēmē [7],
specialmente nel /libro/, una espressione tangibile della nostra
intelligenza?  Tecnologia che ha anche un formidabile effetto "retrofit"
sulla nostra intelligenza, tra l'altro.

Possiamo intravedere anche una più generale critica kantiana alla
minorità tecnologica oltre che cibernetica?

> “We need more information to make informed decisions on how we’re
> going to help younger people understand how to use them thoughtfully
> and mindfully – or not use them at all.”

Cosa???? Need more information?!?!?

Sappiamo /tutto/: è solo un problema software (che implementa gli
algoritmi, che mio padre...). Punto.

É ovvio che non basta poter /personalizzare/ (identità cyber?!?) il
software per (tantare di) risolvere i problemi sociali - per esempio la
dipendenza dai social provocata dagli "emotional nudge" - ma che è una
condizione necessaria e NON sufficiente... l'altra condizione necessaria
e NON sufficiente (la nostra condizione umana) è sforzarsi nella
"fastidiosa occupazione" di cui ci ha parlato Kant, e per esempio
imparare a riconoscere (cioè esercitare la facoltà di giudizio) e
"disinnescare" gli "emotional nudge"... e insegnarlo ai nostri bambini.


Saluti, 380°


[1] https://en.wikipedia.org/wiki/Dungeons_%26_Dragons_controversies

[2]
https://www.researchgate.net/publication/230354034_Emotional_stability_pertaining_to_the_game_of_Dungeons_Dragons
(«No significant correlation was found.», mavà?!?)

https://scholarworks.smith.edu/cgi/viewcontent.cgi?article=1914&context=theses
«Exploring mental dungeons and slaying psychic dragons : an exploratory
study», 2014

[3] https://en.wikipedia.org/wiki/Video_game_controversies

[4] https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6676913/
«The Association Between Video Gaming and Psychological Functioning»

[5] https://it.wikipedia.org/wiki/Reality_(film)

[6] Sorvoliamo qui per amor di sintesi la questione che quello eseguito
è nel 99% dei casi la rappresentazione binaria del codice sorgente,
unica differenza tra software e libro; dico solo che ci sono tecniche e
strumenti per "validare" che il binario corrisponda al sorgente.

[7] «both words are names for knowledge in the widest sense»
The Question Concerning Technology and Other Essays. [Heidegger, Martin
(1977).]

-- 
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)

«Noi, incompetenti come siamo,
 non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»

Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts.  Ask me about <https://stallmansupport.org>.

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