Buongiorno,

oltre agli attuasi casi di cronaca, ricordate il polverone sul
ransomware in Regione Lazio del 30 Luglio 2021?

La situazione al 25 Ottobre 2022 è ancora questa:

https://www.insicurezzadigitale.com/ransomware-in-regione-lazio-la-situazione-ancora-sotto-indagine/

«Ransomware in Regione Lazio, la situazione ancora sotto indagine»

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[...] Si fa notare inoltre che in questo contesto inSicurezzaDigitale ha
già inoltrato una richiesta di accesso ai dati (FOIA), che però al
momento non può essere espletata proprio a causa delle indagini ancora
in corso, sia da parte delle autorità che dal Garante per la Protezione
dei Dati Personali.

“In tale prospettiva il materiale di cui si chiederebbe l’ostensione è
sottoposto al segreto istruttorio“, si legge nella nostra istanza.

[...] Abbiamo visto cosa succede in Irlanda con l’attacco informatico al
sistema sanitario degli ospedali, resi fuori uso per del tempo, che ha
presentato gravi conseguenze in pazienti (donne incinta e bambini senza
visite necessarie).

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Quindi non sappiamo nulla perché "le indagini sono ancora in corso",
dopo un anno e mezzo suonati.

Questo articolo del 12 Maggio 2022 tratta il problema in termini più
generali:

https://www.ilpost.it/2022/05/12/trasparenza-attacchi-informatici/

«In Italia si sa sempre pochissimo degli attacchi informatici»

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Le istituzioni decidono spesso di non comunicare nulla o di negare, con
il rischio che le conseguenze vengano ingigantite o sminuite

[...] La mancanza di informazioni e, come in questo caso, la negazione
fanno parte di una strategia comunicativa che negli ultimi mesi è stata
seguita anche da altre organizzazioni, ministeri e grandi aziende
interessate da attacchi informatici. Gestire le crisi in questo modo
però è una scelta che comporta diversi rischi non solo nel breve
periodo, ma anche sulla percezione generale che le persone hanno degli
attacchi informatici.

[...] Uno dei problemi più diffusi in Italia, sostiene Carola Frediani,
fondatrice della newsletter e del sito Guerre di Rete, è che vengano
date indicazioni poco chiare in merito alla natura dell’incidente. «La
semplice definizione “attacco informatico” spiega poco e si presta a
diverse possibili interpretazioni», dice. «La precisione consente di
capire meglio cosa stia accadendo e avere una maggiore percezione del
rischio.  Invece spesso, a causa della scarsa trasparenza, vengono
ingigantiti attacchi in realtà banali e limitati. Ma c’è anche il
rischio opposto, cioè di percepire gli incidenti come tutti uguali,
anche quando in realtà mostrano problemi di sicurezza e vulnerabilità».

Un altro errore abbastanza comune è dichiarare fin da subito un
responsabile dell’attacco che non sempre è attribuibile con certezza: le
rivendicazioni andrebbero verificate con attenzione. Negli ultimi mesi
ci sono stati diversi casi in cui attacchi puramente criminali,
organizzati con l’obiettivo di estorcere denaro alle organizzazioni
colpite, siano stati attribuiti a gruppi di hacker russi schierati con
il governo di Vladimir Putin. Era successo, per esempio, dopo l’attacco
contro Trenitalia, di cui in seguito sono state smentite le motivazioni
politiche. «Ci sono gruppi criminali russi che sembrano avere
collegamenti con l’intelligence e quindi può esserci un allineamento
degli obiettivi», spiega Frediani. «Ma sono informazioni molto difficili
da verificare e che in ogni caso vanno contestualizzate».

[...] bisogna distinguere tra due livelli di comunicazione: da una parte
vanno protette le informazioni relative alle indagini delle autorità che
si occupano di sicurezza informatica, dall’altra è indispensabile essere
preparati alla gestione comunicativa di un attacco, soprattutto quando
le conseguenze coinvolgono le persone. «L’atteggiamento migliore è
mantenere un contatto costante con gli utenti, le persone», dice
Giustozzi. «Invece spesso si decide di nascondere tutto, negare, non
dire niente per non fare brutta figura, per non creare allarmismo. Ma le
informazioni filtrano e finiscono per generare molti sospetti».

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Quindi sebbene faccia /molto/ comodo usare i problemi di scurezza
informatica come arma propagandistica per sostenere che "ha stato
Voldemort", la cosa non fa altro che indebolire _ulteriormente_ la già
asfittica cultura informatica che a stento sta cercando uno spiraglio
per /fiorire/, finalmente.  Serve /aria/ (trasperenza), tanta aria
fresca!

saluti, 380°


P.S.: di nuovo, titoli come "In Italia si sa sempre pochissimo degli
attacchi informatici" servono solo a fare clickbait (perché la patria
commiserazione paga tantissimo, in Italia) ma basta leggere il testo
dell'articolo per capire /banalmente/ come tutto il mondo è paese:
trovatemi un solo rapporto serio di un incidente analogo al ransomware
di Regione Lazio in qualsiasi altro /paradiso IT/.

-- 
380° (Giovanni Biscuolo public alter ego)

«Noi, incompetenti come siamo,
 non abbiamo alcun titolo per suggerire alcunché»

Disinformation flourishes because many people care deeply about injustice
but very few check the facts.  Ask me about <https://stallmansupport.org>.

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