Buongiorno,

Grazie per lo scambio, che trovo molto interessante.

Avrei un paio di domande, molto ampie:

1) esistono esempi di "modelli di business" sostenibili per il
mondo privato che garantisca un valore economico del "modello open" (che
non sia ad esclusivo carico della spesa pubblica/cittadini)?

2) esistono esempi di bandi/linee guida per l'istruzione pubblica nei quali
"il modello open" e' indicato formalmente come un criterio di qualità,
distintivo per la scelta di risorse (libri, educational software, ect.) per
l'istruzione e la formazione (obbligatoria)?

Grazie per ogni informazione a riguardo, Alessandro

On Thu, 20 Apr 2023 at 13:02, karlessi <[email protected]> wrote:

> Grazie per queste domande stimolanti. più che risposte, propongo alcune
> riflessioni, frutto delle formazioni di autodifesa digitale, pedagogia
> hacker ecc. che portiamo avanti da un paio di decadi con vari gruppi
> informali di ricerca. nel corpo del messaggio:
>
> > Message: 1
> > Date: Wed, 19 Apr 2023 23:51:15 +0200
> > From: alessandro marzocchi <[email protected]>
> > To: [email protected], [email protected],
> >       [email protected], Giacomo Tesio <[email protected]>,
> >       [email protected]
> > Subject: [nexa] Oscurità digitale
> > Message-ID:
> >       <
> cag5xczd0ombvjfnszcsfk_6a5uygxftn4hby4vj0pn7nze9...@mail.gmail.com>
> > Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
> >
> > Mi riferisco alle opinioni manifestate soprattutto da Beppe Attardi e
> > Giacomo Tesio, in qualche modo portabandiera di valutazioni opposte.
> > Qualche domanda sull'argomento.
> > * 1 *
> > il digitale incide oppure no in modo significativo sul nostro modo di
> > essere umani?
> > Ci fornisce oppure no "informazioni" che influenzano scelte finora
> > autonome?
> > A volte "decide" oppure no al nostro posto?
>
> sì, "decide". ma come non esiste l'autonomia umana assoluta (sarebbe
> solipsismo psicotico), così "il digitale" non decide "al posto" nostro:
> decide "insieme" a noi, re-agendo insieme. "decide" nel senso che
> promuove attivamente determinate visioni del mondo perché re-agisce
> (ciberneticamente, retroattivamente) con vulnerabilità umane, zone
> sensibili personali e collettive di cui è importante avere
> consapevolezza, e di cui prendersi cura (bias cognitivi sfruttati dalle
> interfacce, sensibilità personali, abitudini culturali, ecc.). In
> termini poetici e filosofici, i sistemi tecnici contemporanei hanno
> delle "voci", cioè dei demoni socratici che le muovono, e che evolvono.
> queste voci "spingono" (nudge, gamification) gli umani a reagire in un
> certo modo. OVVIAMENTE si può: resistere; imparare; smontare e
> rimontare; rifiutare; limitare la manipolazione; usare in maniera
> difforme (ma implica maggior sforzo); evolvere diversamente; ecc ecc
>
> però è importante ricordare che "(NON) dipende (SOLO) da noi", cioè non
> dipende solo dall'uso. I sistemi tecnici hanno affordances, che sono
> ideologicamente sviluppate. "Ideologico" nel senso di "portatore di una
> certa visione del mondo, con certe idee-cardine" (che possono cambiare
> nel tempo)
>
> un esempio, da una presentazione-laboratorio tenuta l'altro ieri sera a
> Roma: Youtube ora spinge a VEDERE video, NON A CARICARE video. Infatti
> l'interfaccia dell'altro ieri NON E' come quella degli inizi:
>
> https://web.archive.org/web/20230418000009/https://www.youtube.com/
>
> https://web.archive.org/web/20050614234128/http://www.youtube.com/
>
> nella seconda, del 2005, "UPLOAD YOUR VIDEO" è molto evidente... nella
> prima, del 2023, è scomparsa. ciò mostra che la voce del demone di
> Youtube si è evoluta, saperlo e notarlo ci aiuta a relazionarci in
> maniera accorta a questo sistema, a ridurre l'alienazione tecnica, a
> limitare gli stati di flusso in cui si interagisce "senza decidere" :D
>
> > * 2 *
> > la possibilità di "leggere il programma" è opportuna / necessaria?
>
> IMHO è importante poter comprendere a grandi linee come funziona il
> programma e poter intervenire in quello svolgimento. se non
> direttamente, attraverso gli occhi e le competenze di qualcuno di cui ci
> fidiamo.
>
> esempio assai istituzionale:
>
> https://nextcloud.eucommeet.eu
>
> è un H2020 di cui curiamo la parte tecnica. perché far la fatica di
> utilizzare una VM su OpenStack del GARR invece che un AWS o Azure public
> cloud? perché avvalersi di un accrocchio nextcloud + jitsi invece che M$
> Teams, Google Suite, ecc.? si fa fatica, anche perché poi gli utenti si
> lamentano che "è più difficile da usare di Zoom, di google docs!"
>
> (qualcuno direbbe: perché è GDPR compliant... ma tanto a quanto pare non
> è la preoccupazione principale dei progetti europei!)
>
> personalmente non ho tempo, né voglia, né competenze per leggere TUTTO
> il programma. e nemmeno penso che Openstack o nextcloud o jitsi siano la
> panacea (anche perché il codice, soprattutto dell'ultimo... che caos!);
>
> però continuo a pensare che sia meglio del software proprietario.
> soprattutto perché è possibile sviluppare una relazione alla pari con
> chi sviluppa e manutiene; forkare; fare altro sulla base dell'operato di
> chi è venuto prima di noi.
>
> così come è possibile sviluppare una relazione alla pari,
> istituzionalmente e umanamente parlando, con le persone che stanno
> dietro alle macchine del GARR, e, in caso di problemi e necessità,
> chiedere a loro. Non è lo stesso tipo di relazione che si può sviluppare
> con Amazon, Google o Microsoft. è una questione di scalabilità federata
> umani-macchine, non di completa leggibilità/controllo del programma, IMHO.
>
> inoltre, questa fatica ha un senso perché i denari pubblici dovrebbero
> come minimo tornare a favore del digitale pubblico e non di quello
> privato. Anche questa è, evidentemente, una ragione ideologica. Il
> mainstream attuale, governi compresi, fa esattamente l'inverso: con
> denari pubblici si finanzia il digitale privato perché "funziona meglio"
> alias "lo usano già tutt*
>
> certo nulla è perfetto, ma ci sono cose davvero peggio di altre.
>
>
> > * 3 *
> > aiuterebbe un eventuale obbligo di "nessuna profilazione di default"?
>
> "nessuna profilazione di default" sarebbe bello, ma, forse, molte
> persone lo troverebbero scomodo, proprio come trovano scomodo che il
> browser non abbia lo storico della navigazione in sessione anonima...
> l'automazione è una questione rilevante,
>
> capire chi, come e perché promuove certe automazioni invece di altre è
> forse ancora più rilevante.
>
> buona giornata
>
> k.
>
>
> > Specifici servizi andrebbero richiesti di volta in volta, ribaltando
> > l'attuale abitudine.
> > Off topic mi viene in mente l'esperienza bancaria: man mano che aumenta
> > l'importo di contante chiesto al cassiere, automaticamente il sistema
> > aumenta i tempi di attesa.
> >
> > Il digitale non è facile ma non è soltanto un artefatto tecnologico
> > complesso e potente, sempre più spesso e di fatto svolge funzioni
> analoghe
> > al sistema parola, al sistema lingua.
> > Mi rendo conto che la sintesi "il digitale" non è perfetta ed affido la
> mia
> > semplificazione alla vostra comprensione.
> > Grazie e cordialità.
> > Duccio (Alessandro Marzocchi)
> > -------------- next part --------------
> > An HTML attachment was scrubbed...
> > URL: <
> http://server-nexa.polito.it/pipermail/nexa/attachments/20230419/76f91a46/attachment-0001.htm
> >
> >
> > ------------------------------
> >
> > Message: 2
> > Date: Thu, 20 Apr 2023 07:02:36 +0200
> > From: "M. Fioretti" <[email protected]>
> > To: [email protected]
> > Subject: Re: [nexa] Oscurantismo Digitala [Era: <ChatGPT: Garante
> >       privacy...>]
> > Message-ID: <[email protected]>
> > Content-Type: text/plain; charset=iso-8859-1
> >
> > On Wed, Apr 19, 2023 20:47:38 PM +0200, Paolo Del Romano wrote:
> >
> >> Proprio ieri nella scelta dei libri da adottare per il prossimo anno
> scolastico
> >> ho cercato di convincere un giovane docente, laureato in informatica
> (al suo
> >> primo anno di ruolo) a scegliere un libro che propone solo sw open ma
> purtroppo
> >> senza riuscirci. Perchè accade anche questo?
> >
> > Dovrebbe dircelo innanzitutto LUI, no? Il giovane, come ha risposto o
> > risponde a questa domanda?
> >
> > Nell'attesa, io azzardo una parte della risposta:
> >
> > Io dico da una quindicina d'anni che potresti mettere su il perfetto
> > stato di polizia usando solo "software libero come la liberta'". O che
> > non farebbe nessuna differenza se Facebook usasse solo ed
> > esclusivamente software libero tutto pubblicato su github o simili. O
> > che nel voto elettronico che il software sia FOSS non fa la MINIMA
> > differenza concreta
> >
> > Ovvero, se c'e' poco interesse a conoscere e promuovere software
> > aperto, forse e' ANCHE perche' ormai si e' capito che la licenza del
> > codice e le conseguenti possibilita' (in teoria) di modificarlo sono
> > molto meno rilevanti di come il software viene usato e controllato, da
> > chi, perche'...
> >                       Marco
>
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