Per dirla con Ezra Klein - in calce, segnalato da Daniela Tafani - la mia
preoccupazione è “evitare la sudditanza”, meno mi preoccupano capitalismo,
digitale od altro, più mi preoccupa la lesione alla libertà responsabile,
intendo dire che la libertà va equilibrata con quella degli altri, va
accompagnata dalla responsabilità.
Karlessi, Alessandro, Daniela e Giacomo (grazie!) meritano approfondimenti
con la convinzione che questo argomento - lo definirei “sudditanza digitale”,
lo avevo definito "oscurutà digitale" - è la cerniera che collega due epoche:
prima e dopo digitale.
Finora l’uomo è stato l’unica “misura di tutte le cose”, per la "trasparenza
del sistema parola”, opacizzato marginalmente mentre questi primi passi di
transizione vedono la tendenza ad un digitale opacizzato totalmente e su
questa opacità si fonda il dominio di pochi su quasi tutti.
Giacomo sposta la decisività del digitale dal programma al programmatore,
ma questo non influisce sugli effetti sostanziali: critico e temo la
sudditanza, meno importante è che provenga da azienda e/o programma e/o
programmatore.
Mi mancano competenze per valutare origine ed effetti operativi di varie
affermazioni ed analizzare con conoscenza solida. Un esempio: cosa vuol
dire Karlessi scrivendo che “i sistemi tecnici contemporanei hanno delle
"voci", cioè dei demoni socratici che le muovono, e che evolvono. queste
voci "spingono" (nudge, gamification) gli umani a reagire in un certo
modo.”? Immagine evocativa ed intrigante ma poi lavoro di fantasia quando
invece è bene capire e valutare.
Come ha ricordato Alessandro, alla fine è necessario educare al digitale e
col digitale.
Imparo molto da listaNexa nella quale trovo competenze profonde e forti
motivazioni, a me piacerebbe che condividesse l’impegno di educare al
digitale e col digitale indirizzato all’età di primissima alfabetizzazione,
finora rimane un desiderio …
Grazie per quanto mi insegnate e per la pazienza verso la mia ignoranza.
Duccio (Alessandro Marzocchi)


Date: Thu, 20 Apr 2023 21:25:30 +0000
> From: Daniela Tafani <[email protected]>
> Subject: Re: [nexa] a proposito di "non e' AI che fa cose, ma le persone
> che la controllano"
> Ezra Klein ha scritto, qualche settimana fa:
> In 2021, I interviewed Ted Chiang, one of the great living sci-fi writers.
> Something he said to me then keeps coming to mind now.
> “I tend to think that most fears about A.I. are best understood as fears
> about capitalism,” Chiang told me.
> “And I think that this is actually true of most fears of technology, too.
> Most of our fears or anxieties about technology are best understood as
> fears or anxiety about how capitalism will use technology against us.
> And technology and capitalism have been so closely intertwined that it’s
> hard to distinguish the two.”
> [...]
> I might [...] alter Chiang’s comment one more time:
> Most fears about capitalism are best understood as fears about our
> inability to regulate capitalism.
>
> https://www.nytimes.com/2023/02/26/opinion/microsoft-bing-sydney-artificial-intelligence.html
> --------------------
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