Grazie per le risposte.

In effetti anche mia moglie a pranzo mi ha detto che l’idea del
watermarking è molto discutibile. Quindi mi sbaglierò sicuramente ;-)
L’oligopolio mi inquieta.
Non so che cosa abbia in mente Andrew Ng.


Andrea


Il giorno ven 28 lug 2023 alle 16:48 Giacomo Tesio <[email protected]> ha
scritto:

> Ciao Andrea,
>
> una domanda: prima di discutere sull'utilità/opportunità di marcare
> l'output del software programmato statisticamente, una domanda sulla
> fattibilità tecnica
>
> On Thu, Jul 27, 2023 at 12:11:23PM +0200, Andrea Bolioli wrote:
> >
> > As I wrote in an earlier letter, watermarking is technically feasible,
>
> in che modo?
>
> Qualunque marcatura, per essere efficace, dovrebbe:
> - non essere rimuovibile
> - non essere falsificabile
>
> sul falsificabile si può facilmente pensare a qualcosa basato sulla
> crittografia asimmetrica, ma questo impedirebbe di affermare che un
> certo contenuto è stato prodotto dal servizio di un certo fornitore,
> ma la sua assenza non garantirebbe che tale contenuto non sia stato
> prodotto da un software programmato statisticamente eseguito da terzi.
>
> A meno, ovviamente, di non aver già assunto ed accettato l'esistenza di
> un oligopolio dei software programmati statisticamente, per il cui
> consolidamento la presenza dei watermark potrebbe in effetti essere un
> cavallo di troia.
>
> Ma nulla impedirebbe di rimuovere il watermark.
>
> Immaginate un testo prodotto da ChatGPT: basta un copia incolla con al
> massimo un tr per rimuovere i caratteri invisibili ed il gioco è fatto.
>
>
> Mi chiedo dunque quali tecniche abbiano in mente per questi watermark
> dei dati. Suona molto di DRM: non può funzionare, ma tutti devono far
> finta che possa perché alcune leggi scritte da persone incompetenti
> e/o in mala fede si basano sul fatto che funzioni.
>
>
> Giacomo
>
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