On 16/08/23 08:57, Antonio Casilli wrote:
Buondì,

l'edizione di oggi del giornale Libération pubblica un mio editoriale che fa il 
punto sulla situazione di X (precedentemente noto come Twitter).

È una formula analoga a quella già praticato dall'editoria scientifica commerciale, che si sta trasformando in un servizio di analisi dei dati accidentalmente editoriale. Le istituzioni clienti pagano per potervi inserire i loro dati (qui sotto forma di articoli) e pagano di nuovo per riceverne la relativa analisi. Pagano, in altre parole, per far lavorare gratis i loro autori - perché il contenuto dei singoli testi, così come la singola citazione non conta nulla. Conta invece moltissimo, per la valutazione della ricerca, la loro aggregazione, a cui viene attribuito - come dire? - un plusvalore.

https://infrastructure.sparcopen.org/landscape-analysis

Se funziona con i professori, perché non dovrebbe funzionare con tutti gli altri?

Qui, peraltro, la soluzione per uscire dagli oligopoli sarebbe *teoricamente* facile:(*) basterebbe valutare i testi per il loro contenuto e non per il loro contenitore e la relativa bibliometria. Lo sta cercando di fare, in Europa, COARA, a cui ha aderito anche l'AMVUR ancorché a modo suo.

https://aisa.sp.unipi.it/dicers-oaths-ore-coara-and-the-italian-national-agency-for-the-evaluation-of-the-university-and-research-systems/

Anche in questo caso, a sostegno degli interessi degli oligopolisti militano anche altri interessi esterni che meriterebbero di essere illuminati.
A presto,
MCP


(*)Così come è teoricamente facile smantellare il potere dei sacerdoti del tempio di Delfi: basta smettere di consultare e di credere agli oracoli.


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