C'è tutto il mondo umano nella prima considerazione di Alessandro Brolpito
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Il giorno mer 20 set 2023 alle ore 23:27

> Date: Wed, 20 Sep 2023 23:26:38 +0200
> From: Alessandro Brolpito <[email protected]>
> To: Damiano Verzulli <[email protected]>, nexa
> Subject: Re: [nexa] necessaria alfabetizzazione digitale
> 1 - io immagino di essere "alfabetizzato", perché in grado di leggere e
> scrivere. Tuttavia faccio fatica a leggere Dante e, soprattutto, faccio
> fatica a scrivere COME Dante. Faccio anche fatica a scrivere "cosciente"
> (anziché "coscente"). E sono sicuro che nel momento in cui mi metto a
> parlare di argomenti "non tecnici", la probabilita' che faccia errori
> (specie di coniugazione dei verbi, o anche --piu' raramente-- di vera e
> propria logica) non è trascurabile.
> Dunque: devo essere "ulteriormente alfabetizzato"? ....parliamone.
>

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Rispetto all'attuale digitale, la scrittura umana è primordiale,
disordinata, spesso illeggibile nella grafia, mancano segni che
arricchiscono il tono ... una volta c'era la "bella calligrafia" pallido
tentativo di raggiungere livelli allora impossibili.
Chi vuole imparare a scrivere digitalmente, immagino impiegherà molto meno
tempo rispetto all'apprendimento tradizionale. Il digitale aumenta poi di
difficoltà man mano che si aggiungono funzioni prima inesistenti.
Alfabetizzazione - avete chiesto - è arrivare al livello iniziale di sapere
scrivere, è l'abbiccì: direi saper usare "word", senza avvicinare nessuno
dei mondi "proprietari"", a questo livello iniziale - e proprio per le
specificità digitali - aggiungerei la NECESSITA' di riconoscere il digitale
proprietario da quello libero, mi affido a Giacomo per maggiore e migliore
precisione.
Appena acquisiti i primi concetti dei "numeri", sarà il momento di imparare
ad usare il foglio di calcolo, con le stesse accortezze di prima.
Analogamente è diventato più complesso leggere passando dalle abitudini
tradizionali di poche decine di anni fa, anzi LEGGERE E' DIVENTATO MOLTO
PIU' COMPLESSO: una volta - penso alla mia scuola, ho più d'80'anni -
studiavamo ogni materia su pochi libri, al massimo tanti quante le dita
d'una mano per gli approfondimenti in biblioteca. Oggi ...
Almeno ai miei tempi l'alfabetizzazione si ultimava a 5, 6 anni  e poi,
anno dopo anno, arrivavano nuove nozioni, conoscenze, abilità e -
LENTAMENTE - saperi (od illusione di averli raggiunti).
In breve: la scuola dura 10-15 anni, non apro il tema: cosa insegnare? come
insegnarlo? ma penso ad una scuola con la stessa progressività e stesse
materie di oggi in cui il docente tradizionale è accompagnato
dall'informatico che propone la lezione digitalizzata, spiegando non la
materia sostanziale ma gli strumenti informatici man mano proposti.
... a grandi linee ... perchè ho l'impressione che si confondano le materie
sostanziali con lo strumento informatico.
Forse ho capito male, ma potrebbe essere la differenza fra Enrico Nardelli
e Giacomo Tesio - https://www.youtube.com/watch?v=sDmoqWAiydI Come
insegnare la rivoluzione informatica -.
In sintesi, proponendo "alfabetizzazione" pensavo ai primi mesi, al primo
anno di scuola, la Commedia e Dante arrivano mooolti anni dopo.
Pensavo ai bambini che manco camminano è già manovrano un telefonino:
lasciamo loro il telefonino - chi sarà capace di toglierlo? - ma ... sicuro
ecc ecc ecc
Forse gran parte del lavoro, forse tutto, è già stata fatta, se così
meglio! in questo caso non prometto niente - sono più che vecchio, non mi
mancano i problemi - ma potrei aiutare a trovare 1 (una) classe con la
promessa nexiana di accompagnarla fino alla fine della scuola elementare.
Grazie ancora e cordialità.
Duccio (Alessandro Marzocchi)
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