Come previsto questo rappresenta un problema per i motori di ricerca.
Vediamo in azione 'fast-forward' la dinamica industriale globale: per
non potersi fermare distrugge il proprio ecosistema.
Come se la caveranno?
<https://arxiv.org/pdf/2305.17493.pdf>
Stable Diffusion revolutionised image creation from descriptive text.
GPT-2, GPT-3(.5) and GPT-4
demonstrated astonishing performance across a variety of language tasks.
ChatGPT introduced such
language models to the general public. It is now clear that large
language models (LLMs) are here to
stay, and will bring about drastic change in the whole ecosystem of
online text and images. In this
paper we consider what the future might hold. What will happen to
GPT-{n} once LLMs contribute
much of the language found online? We find that use of model-generated
content in training causes
irreversible defects in the resulting models, where tails of the
original content distribution disappear.
We refer to this effect as model collapse1 and show that it can occur in
Variational Autoencoders,
Gaussian Mixture Models and LLMs. We build theoretical intuition behind
the phenomenon and
portray its ubiquity amongst all learned generative models. We
demonstrate that it has to be taken
seriously if we are to sustain the benefits of training from large-scale
data scraped from the web.
Indeed, the value of data collected about genuine human interactions
with systems will be increasingly
valuable in the presence of content generated by LLMs in data crawled
from the Internet.
[...]
Discussion and Conclusion
We now discuss the implications of Model Collapse on the underlying
learning dynamics of LLMs. Long-term
poisoning attacks on language models are not new. For example, we saw
the creation of click, content, and troll farms –
a form of human ‘language models’, whose job is to misguide social
networks and search algorithms. The negative
effect these poisoning attacks had on search results led to changes in
search algorithms: e.g., Google downgraded
farmed articles , putting more emphasis on content produced by
trustworthy sources e.g. education domains, while
DuckDuckGo removed them altogether.
What is different with the arrival of LLMs is the scale at which such
poisoning can happen once it is automated.
Preserving the ability of LLMs to model low-probability events is
essential to the fairness of their predictions:
such events are often relevant to marginalised groups. Low-probability
events are also vital to understand complex
systems [Taleb, 2007].
Our evaluation suggests a “first mover advantage” when it comes to
training models such as LLMs. In our work we
demonstrate that training on samples from another generative model can
induce a distribution shift, which over time
causes Model Collapse. This in turn causes the model to mis-perceive the
underlying learning task. To make sure that
learning is sustained over a long time period, one needs to make sure
that access to the original data source is preserved
and that additional data not generated by LLMs remain available over
time. The need to distinguish data generated
by LLMs from other data raises questions around the provenance of
content that is crawled from the Internet: it is
unclear how content generated by LLMs can be tracked at scale. One
option is community-wide coordination to ensure
that different parties involved in LLM creation and deployment share the
information needed to resolve questions of
provenance. Otherwise, it may become increasingly difficult to train
newer versions of LLMs without access to data
that was crawled from the Internet prior to the mass adoption of the
technology, or direct access to data generated by
humans at scale.
On 14/11/23 12:55, Alberto Cammozzo via nexa wrote:
QED
<https://www.wired.it/article/intelligenza-artificiale-collasso-modelli-fondativi-rischi/>
Da poco più di un anno, chiunque abbia accesso a internet può
sperimentare liberamente con l'intelligenza artificiale generativa. I
contenuti prodotti con ChatGPT, Bard, Mid Journey, Dall-E e Stable
Diffusion, solo per nominare le più diffuse, sono ovunque. Utilizzate
da professionisti e utenti alle prime armi, le AI generative
permettono di creare testi e immagini che hanno improvvisamente invaso
il web, dalle agenzie creative alle classifiche dei libri più venduti
su Amazon. La proliferazione di questi contenuti però, potrebbe creare
un corto circuito su cui ricercatori di diversi paesi si stanno
concentrando: il model collapse.
Il fenomeno è stato descritto per la prima volta da un gruppo di
ricerca di cui fanno parte membri di università britanniche e
canadesi. Lo definiscono come un processo degenerativo in cui i
contenuti generati finiscono per inquinare i dataset delle prossime
generazioni di modelli, che, addestrati con dati inquinati, avranno
una percezione sbagliata della realtà. In sostanza, se le informazioni
a cui queste AI attingono sono quelli prodotte dalle stesse AI,
potrebbe verificarsi un processo di degenerazione dei risultati.
L’idea di base è tutto sommato intuitiva: queste AI producono
risultati su base statistica e tendono a eliminare progressivamente
ogni evento poco probabile ad ogni successiva iterazione. I modelli
linguistici di grandi dimensioni – comunemente chiamati Large Language
Model o LLM – sono la tecnologia che permette a questi programmi di
funzionare sulla base di prompt, o input, forniti in linguaggio
naturale dall’utente. Basandosi su enormi quantità di parametri, gli
algoritmi di deep learning utilizzati per far funzionare queste
tecnologie vengono addestrati su dati ricavati anche tramite scraping
da fonti online. E se i dati contengono errori o bias, l'AI non farà
che riprodurli.
Finora possiamo dire che i contenuti su cui si basano le risposte di
ChatGPT sono stati creati da esseri umani, ma questo era vero solo
fino allo scorso anno. In futuro un ipotetico GPT-6 (la futura
generazione del LLM di ChatGPT) potrebbe trovare un dataset diverso da
quello usato da GPT-3, in cui molte informazioni sono state prodotte
utilizzando le versioni precedenti della stessa tecnologia. Come
sottolineato dai ricercatori questo implica che “i dati sulle
interazioni degli umani con gli LLM saranno sempre più preziosi”. Ma
cosa succede quando una crescente quantità di informazioni è di
origine “sintetica”, ovvero creata dalle macchine? Soffriranno di
quello che un’altra ricerca americana ha chiamato Mad, Model autophagy
disorder. Una disfunzione determinata da modelli che si nutrono delle
informazioni che hanno creato.
Il sistema di intelligenza artificiale ChatGPT
L'Europa vuole mettere più paletti ai grandi modelli di intelligenza
artificiale, come GPT
È la proposta di accordo su cui convergono Parlamento, Commissione e
Consiglio europeo nei negoziati sull'AI Act e prevede più obblighi per
i foundation models
Dagli studi effettuati emerge che la qualità del lessico peggiora,
appiattendosi su un livello che offre una minore diversità di
linguaggio. Se pensiamo che una delle prime forme di intelligenza
artificiale con la quale siamo entrati in contatto quotidianamente è
l’autocomplete del telefono, la cosa ci appare subito più chiara e
semplice da estendere ad altre categorie. Il correttore automatico ci
offre come soluzioni quelle più statisticamente più probabili. Con i
dovuti distinguo, anche altri sistemi di raccomandazione funzionano
nello stesso modo, che siano combinazioni di parole, prodotti che
compriamo online, contenuti social o canzoni su Spotify. La differenza
principale sta nei parametri considerati e nella capacità del sistema
di imparare dai nuovi dati che vengono forniti alle macchine. Tutti i
sistemi basati su tecnologie simili sono sensibili all’inquinamento
dei dati. Questo non avviene solo per i testi, ma anche nel caso delle
immagini. E in questo caso i risultati sono forse ancora più visibili.
Il “rumore” di fondo può aumentare a tal punto da rendere i soggetti
quasi indistinguibili e coperti da una patina opaca, oppure le
immagini possono risultare visibilmente artefatte.
Di recente Microsoft e Google hanno incorporato i propri chatbot in
diversi prodotti e nei loro motori di ricerca, una mossa che potrebbe
amplificare i problemi che generano. Non solo espongono gli utenti
alle cosiddette allucinazioni, gli errori degli LLM che generano
risposte che non trovano riscontro nella realtà, ma anche a feedback
loop in cui gli eventi meno frequenti tendono a scomparire. I sistemi
di raccomandazione possono creare camere dell’eco in cui trovano
rappresentazione solo gli eventi più probabili.
Secondo Daniele Gambetta, dottorando in intelligenza artificiale
presso l'Università di Pisa, “ognuno di questi casi è rilevante nella
comprensione di fenomeni che saranno sempre più diffusi e che
potrebbero portare a implicazioni indesiderate. La ricerca si sta
muovendo in questa direzione, intersecando conoscenze tecniche e
informatiche con strumenti e teorie provenienti dalla sociologia e
dalla psicologia".
_______________________________________________
nexa mailing list
[email protected]
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa
_______________________________________________
nexa mailing list
[email protected]
https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa