Date: Mon, 19 Feb 2024 13:56:44 +0100
From: Enrico Nardelli <[email protected]>
To: Nexa <[email protected]>
Subject: [nexa] New York ha fatto causa a TikTok, Facebook e YouTube
per danni alla salute mentale di bambini e ragazzi.
Buongiorno,
https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2024/02/16/new-york-fa-causa-a-tiktok-facebook-e-youtube_6040cd36-0e71-4f8d-89fb-b26d7693deb4.html
sito a pagamento - in denaro o dati personali... :-)
Secondo la causa Meta, Snap, ByteDance e Google hanno consapevolmente
costruito e commercializzato le loro piattaforme per "attrarre,
catturare e creare dipendenza nei giovani".
bene, se ne sono accorti! meglio tardi che mai. vedremo cosa questo
porterà in concreto. mi pare che sperare nella "giustizia" (nel senso di
avvocati e giudici) sia scoraggiante, rischia di tramutarsi in qualche
piccola multarella. fossero miliardi, sarebbero comunque inezie per quei
soggetti.
[TAGLIO]
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Riflessione provocatoria: 20 anni fa, quando sono nate le piattaforme
social, lo avevamo previsto questo disastro? Se no (non mi pare di
ricordare che il sentimento generale fosse di preoccupazione, anzi
ricordo piuttosto molto entusiasmo) perché adesso vediamo ancora più
personalmente, sì. se non previsto, perlomeno paventato: negli hacklab
che frequentavo, fra cui LOA a Milano, legati ad hackmeeting.org sentivo
parlare dei social network (presto evolutisi in social media, non male
l'analisi di I. Bogogst, Atlatic, in italiano
https://www.internazionale.it/magazine/ian-bogost/2022/12/07/la-fine-dei-social-network)
come di una sciocchezza dannosa.
il fatto è che eravamo pochi e, giustamente, percepiti come ideologici e
persino estremisti. vero, rispetto al panorama politico italiano: gli
hacklab stavano e stanno ancora perlopiù in spazi occupati (a differenza
di hackerspace ecc tipici del nord Europa). cmq sia, fra il 2005 e il
2018 con l'eteronimo collettivo Ippolita scrivemmo enne libri sul tema,
tradotti e pubblicati anche in francese, spagnolo, inglese. in italiano
pubblicati per case editrici anche non minuscole (Feltrinelli,
Laterza...). Due esempi:
- "Luci e Ombre di Google" (il titolo originale era: "The Darks side of
Google") Feltrinelli, 2007 (nuova edizione 2018, Milieu)
- "Nell'acquario di Facebook. La resistibile ascesa
dell'anarco-capitalismo", Ledizioni, 2012
si trovano in pdf ecc. in giro, prima o poi metterò tutto su archive
perbene.
Nulla di che: a noi pareva puro buon senso. Eppure ancora oggi mi trovo
a far notare che Google non va bene, FB neanche (nemmeno Apple, Amazon,
Microsoft, ecc ecc), e ancora oggi mi sento dare dell'elitario,
estremista, ecc ecc ehhh vabbè! amen. peggio per tutti noi.
poi nel 2018 ho chiuso con Ippolita, insieme a molt* altr*, con cui ci
siamo dedicate più alla formazione, in particolare come circex.org beh
anche qui, dalle scuole primarie alle università, dalle aziende alle
associazioni, difficile trovare orecchie attente e disposte ad attivarsi
in maniera consequenziale. Dopo il COVID, a parte un breve momento in
cui si passavano ore e ore a spiegare come fare videochat su jitsi ecc.,
la cosa è precipitata al punto che qualsiasi cambiamento viene percepito
come impossibile, o quasi.
al momento siamo giunti al paradosso di tenere corsi di pedagogia
hacker, tramite scuola futura (PNNR), su Google Meet perché così vuole
la procedura... no comment. chissà che nelle prossime edizioni non
riusciamo a passare a BBB, hackerando in qualche modo la procedure :P
https://scuolafutura.pubblica.istruzione.it/pedagogia-hacker-non-dipende-solo-da-te
Ripeto: si trattava e si tratta di ovvietà. Fa male a tutt* stare sui
social, a chi ha meno anticorpi sociali e personali ancora di più. Fatto
sta che gli unici gruppi che hanno preso sul serio la cosa, nella mia
esperienza, sono state sparute associazioni e collettivi in giro per
l'Europa, e gruppi di genitori preoccupati. Rarissimi insegnanti,
perlopiù singoli molto motivati (ideologicamente, s'intende: cioè
convinti che il libero mercato non esista se non nelle chiacchiere di
pochi monopolisti aiutati dalle sovvenzioni di stato e da legislazioni
liberticide e tassazioni inesistenti dei loro favolosi profitti; e
convinti ovviamente che se è gratis, la merce sei tu...)
sarebbe ora di passare alla pars construens.
entusiasmo per far usare a tutti, grandi e piccini, strumenti di IA i
cui difetti sono ben noti, ma le cui conseguenze sociali molto incerte?
Poi lo so benissimo che, quando il capitale spinge, molti si allineano,
ma mi sarei aspettato tra i cosiddetti intellettuali un po' più dello
spirito critico che c'era in giro negli anni '70. Sia chiaro, non è una
critica a un investimento in scienza e tecnologia che può essere di gran
beneficio per l'umanità ma solo un'osservazione "naturalistica", la
registrazione di uno stato delle cose che mi preoccupa un po' per il
futuro di tutti.
concordo pienamente. i cosiddetti intellettuali però spesso non
capiscono nemmeno di cosa si tratti, confondono LLM con motori di
ricerca, per dire.
rilevo però che ci sono molte più voci critiche rispetto alla cosiddetta
IA che non esiste, almeno in confronto ai social media di massa. O forse
è una mia sensazione, non so.
Ciao, Enrico
ciao
k.
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