Nell'articolo di Fabio Paglieri vedo due argomenti che meritano di essere
valutati esplicitamente.
Se il funzionamento è poco comprensibile anche per gli esperti ... quale
sorte per la comunicazione? Considerando quanto l'IA è pervasiva ed
efficace già oggi.
L'altro argomento è strettamente connesso al primo: quale trasparenza? Solo
da pochi decenni l'analfabetismo, già condizione della maggioranza,
riguarda minoranze: accettiamo il rischio di riprodurlo sotto la veste di
poca trasparenza dell'IA?
In altre parole: si può ottenere trasparenza dei ""meccanismi di mercato""
ecc ecc, se non sono trasparenti ""procedura e sistema di comunicazione""?
Cordialmente.
Duccio (Alessandro Marzocchi)
* * *
Mon, 26 Feb 2024 11:36:12 +0000 From: "Antonio  Vetro'" <
[email protected]>ha scritto:
Segnalo questo contributo di Fabio Paglieri (CNR) per Il Mulino.
https://www.rivistailmulino.it/a/quale-trasparenza-per-l-ia
Il finale riassume bene la tesi proposta:
Questa, dunque, è la trasparenza che occorre rivendicare sull’IA: non la
scoperta di come funziona la scatola nera di questi sistemi, spesso poco
comprensibile persino agli esperti, bensì le caratteristiche dei meccanismi
di mercato che ne determinano il successo, le loro ricadute sugli interessi
pubblici e privati, i fattori psicologici e sociali che ci spingono a
essere acquiescenti verso sperequazioni grossolane e squilibri evidenti. Da
chi promette di spiegarci l’IA, queste sono le risposte che dobbiamo
pretendere.
A.
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