Salve Guido, 

Il 11 Maggio 2024 12:02:01 CEST, Guido Vetere <[email protected]> ha 
scritto:
> non mi è chiaro il motivo per cui un disclaimer appropriato non offrirebbe
> garanzie sufficienti (se questo è il punto)

Se il tuo software è progettato per ingannare le menti umane, dichiararlo come 
tale
non lo rende meno ingannevole.

Le menti umane continueranno ad esserne ingannate (fintanto che non saranno
in grado di comprenderne appieno il funzionamento) e tu devi rispondere
di tale inganno, soprattutto se hai diffuso la credenza che quel software sia 
"intelligente" 
e abbia "appreso" dai testi usati per programmarlo.

Se avessero pubblicizzato GPT4 come un
"generatore automatico di stronzate plausibili"
o come una "parodia del web che non fa ridere", il tuo disclaimer offrirebbe 
garanzie sufficienti.

Ma se il tuo disclaimer viene dopo mesi di propaganda martellante a tutti i 
livelli
della società per far credere che questi software siano "intelligenze aliene", 
un disclaimer
diventa invisibile alla stragrande maggioranza della popolazione.


È un po' come andare in discoteca e confessare sottovoce ad una vittima che 
passa 
vicino alle casse che sei un maniaco assassino: al processo per omicidio, il 
tuo "disclaimer"
difficilmente sarà riconosciuto come attenuante.


> supponiamo che io metta online una tavola parolibera di marinettiana
> memoria che genera frasi a caso, eventualmente anche diffamatorie
> se dichiarassi che il sito è programmaticamente situazionista e
> non-veritativo, sarei comunque soggetto a censura?

Se nessuno ti prende sul serio, no.

Se moltissimi ritengono credibile il tuo output, è auspicabile che tu ne debba 
rispondere come
fossero parole direttamente scritte da te.

Come in fondo sono: hai solo scritto un software  che le "scrive" al tuo posto. 
È come se le avessi compresse e pubblicate "a puntate".

Disclaimer o meno.


Giacomo

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