tutto il discorso apre con varie premesse non dimostrate, ne riporto 2
1)
If consciousness really can arise in a jumble of silicon chips, we run
the risk of creating countless AIs — beings, really — that can not
only intelligently perform tasks, but develop feelings about their lives.
premessa non dimostrata, a cui segue un esito puramente ideato
That could lead to what philosopher Thomas Metzinger has called a
“suffering explosion” in a new species of our own creation, leading
him to advocate for a global moratorium on research that risks
creating artificial consciousness “until 2050 — or until we know what
we are doing.”
come ce ne sono tanti. con molto rispetto possiamo riflettere su questo
a partire dalla sofferenza del verme della sabbia di Dune quando i
Fremen lo tengono fuori dalla sabbia arpionando il suo corpo
2)
Any physical stuff — meat, silicon, whatever — that can perform the
right kinds of computation can generate consciousness.
si mettono insieme impropriamente meat, silicon, whatever ;
impropriamente perché l'intera questione è proprio di capire se meat e
silicon e whatever siano equiparabili; e qui invece vengono equiparati;
per di più di uno (meat) sappiamo che ha coscienza ma non possiamo dire
che essa c'è per effetto di una computazione.
e da tutto ciò si traggono conclusioni non logicamente fondate:
If that’s the case, then conscious AI is mostly a matter of time.
Maurizio
Il 25/06/24 22:28, don Luca Peyron ha scritto:
Buona lettura
https://www.vox.com/future-perfect/351893/consciousness-ai-machines-neuroscience-mind
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dialogare tra di noi per costruire una democrazia,
l’unica istituzione di vita comune
che non sia fondata sulla paura di morire
michel dardenne
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Maurizio Lana
Università del Piemonte Orientale
Dipartimento di Studi Umanistici
Piazza Roma 36 - 13100 Vercelli