Giusto!
Per quel che vale, avevo criticato questo uso sbagliato già nel 2021, in
epoca Covid:
https://ojs.unito.it/index.php/philosophykitchen/article/view/6216
A proposito: che fine hanno fatto i lavoratori essenziali?
Quelli che in quei mesi ringraziavano tutti in lacrime, stropicciandosi
le mani...
jc
On 10/10/24 11:21, Giuseppe Attardi wrote:
:Penso che sia sbagliato chiamarlo “smart working”, primo perché non
c’è niente di “smart”, come in quasi tutti gli altri casi di uso
inappropriato di questo aggettivo, secondo perché il termine corretto
è “lavoro remoto” o “remote work” o WFH (Work From Home).
https://en.wikipedia.org/wiki/Remote_work
<https://en.wikipedia.org/wiki/Remote_work#:~:text=Remote%20work%20(also%20called%20telecommuting,rather%20than%20from%20an%20office.>
— Beppe
On 10 Oct 2024, at 10:56, [email protected] wrote:
scritto:
Ciao, che ne pensate di questo articolo? È stato postato integrale lo
screenshot su Twitter, quindi non violo copyright nel girarvelo… mi
sembra
pertinente a questa mailing list!
[image: GZMz-uvXgAA0Rkv.jpg]
“L’inganno dello smartworking, che priva il lavoro della sua dimensione
sociale e ci rende più soli”: la mia rubrica su “d” di @repubblica.
<https://x.com/massimgiannini/status/1842873835504206129?s=46>
Massimo Giannini (@MassimGiannini) su X
<https://x.com/massimgiannini/status/1842873835504206129?s=46>
x.com <https://x.com/massimgiannini/status/1842873835504206129?s=46>
<https://x.com/massimgiannini/status/1842873835504206129?s=46>
[image: image0.jpeg]
*Anna *