dilettanti di tutto il mondo unitevi! Il giorno ven 6 dic 2024 alle 13:05 karlessi <[email protected]> ha scritto:
> buongiorno > > scorrendo i recenti thread della ml mi è sovvenuto di Feyerabend, > intendo il filosofo della scienza. appena editata questa breve raccolta > di saggi > > https://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=603 > > non nascondo la mia ammirazione per Feyerabend. trovo magnifico il fatto > che... fa ridere, è molto divertente. una delle argomentazioni, da cui > l'oggetto della mail, riguarda la capacità della pratica dell'avvocatura > (quando esercitata nel senso anarco-dadaista propugnato da Feyerabend) > di smontare il "sapere degli esperti". Non solo il re è nudo, ma > l'esperto è nudo, come diceva un vecchio amico australiano; e chiunque > può vederlo. > > personalmente avverso gli esperti: non le persone di grande esperienza > (ci sono ancora, ma non si presentano come esperti), ma le persone che > fanno calare dall'alto il loro (presunto) sapere, e che per rimanere > esperti devono essere riconosciuti dai loro pari, ovvero da un qualche > sistema dominante che anche grazie a loro si auto-legittima. E chi non > si conforma viene come minimo dileggiato (si può anche finire sul rogo, > o lapidati, perché no, è già successo e succede tuttora). Poi ci sono le > idiosincrasie comportamentali, certo: e non mi piacciono gli > atteggiamenti di chi viene a spiegarmi come funziona il mondo, per > quanta "ragione" possa avere. > > le scienze, auspica Feyerabend, devono essere sottoposte al controllo > delle persone, del popolo, della democrazia. altrimenti sono come le > religioni. Ma così non è. Nemmeno per le tecnologie è così: vengono > spesso imposte, come ineluttabili e ovvie, tanto più quelle attuali che > non sono utensili ma trascinano con sé cambiamenti psico-sociali a > catena (solita argomentazione, diciamo simondoniana per far presto: non > sono utensili perché non si possono portare con sé: ogni paragone con il > sempiterno martello è fuori luogo: lo smartphone con annessa "IA" > richiede concatenazioni di macchine in rete per "funzionare"). > > Eppure persone abili nell'avvocatura possono smontare tutte le > argomentazioni degli esperti. Queste persone potrebbero insegnarci a > vedere le cose da altre prospettive, senza farsi portatrici degli > interessi del più forte. > > Esempio a cui ricorro spesso: energia nucleare. Sì o no? O forse? > Vogliamo lasciare la questione in mano agli esperti di nucleare? O > peggio ai politici che si basano su tali esperti? Spero di no, ma > purtroppo così avviene. > > Perché un fisico teorico dovrebbe avere un'opinione migliore della mia > su come gestire dei fondi per la ricerca accademica, se non per il > principio d'autorità in un settore esteso ad altri campi? > > Oggi sulla fantomatica IA sta avvenendo lo stesso. Si ammantano di > spiegazioni "scientifiche" interessi altri, ricorrendo a tutto > l'armamentario tipico della tradizione magico-alchemica, es. > l'esperienza. Che F. ricorda è tipica della caccia alle streghe (si > dimostra che una strega confessa di essere strega in seguito a > specifiche torture. come volevasi dimostrare: è l'esperienza che lo > dice!). Nella comunicazione "scientifica" odierna è assai peggiorata in > senso autoritario: F. mette a confronto il Malleus maleficarum e una > lettera di famosi e certificati scienziati contro l'astrologia, e gli > scienziati ne escono molto male: protervi, ignoranti dell'argomento, > saccenti, prevenuti, forti con i deboli e deboli con i forti... > > A chi tocca decidere come procedere con la ricerca spaziale? > antibiotici? biotecnologie? armi automatiche "chirurgiche"? sostanze per > "potenziare" gli umani, ormoni per trasformarli? ecc ecc ecc > > disgraziatamente si moltiplicano i panel di esperti > > Non sono gli esperti che mancano, tanto meno quelli prezzolati che > concorrono per nuove linee di finanziamento. sono i dilettanti, i buoni > dilettanti. Gli esempi di F. sono chiaramente Galileo e Copernico > (Contro il metodo), ma anche Einstein ecc. > > La mia convinzione (indimostrabile) è che ogni persona può diventare un > buon dilettante di un argomento qualsiasi, non importa quanto complesso. > Se è volutamente complicato (il caso della "IA" è lampante), ci sono in > ballo altre questioni. E non ci vuole certo un titolo accademico, o > un'istruzione "superiore", bensì persone attorno accoglienti e disposte > a condividere ciò che sanno. Gli umani "primitivi" erano in grado di > sopravvivere in ambienti nei quali qualunque "moderno armato di > razionalità scientifica" soccomberebbe rapidamente; e di tramandare le > loro culture! Non mi pare che le nostre culture che si spacciano per > superiori ed evolute stiano messe così bene: l'infrastruttura di > Internet è ridicolmente fragile, il cemento armato dura pochissimo, e > tutto il resto va di conseguenza. > > Non si tratta di semplificare i messaggi, ma di non perdersi nelle > dispute secondarie. > > meno sicumera, più scetticismo; meno fede nella tecnoscienza, più > fiducia nelle capacità delle persone > > più le persone intorno a noi saranno forti, capaci di non farsi > abbindolare, disposte a mettersi in gioco contro ogni supposta evidenza > scientifica tipo "le leggi del mercato" (scienza economica?), "il > diritto degli Stati" (scienza giuridica?), "la tecnologia migliore" > (mito del progresso che è regresso sociale), più avremo qualche > possibilità di limitare le catastrofi che ci attendono. > > servono tutte le capacità, e mescolarle fra loro, con la letizia del > dilettantismo, senza rigidità identitaria. e che ciascuno smetta di fare > come se nessun altro fosse in grado di capire e agire in maniera informata. > > buona giornata > > k. > > > > -- > "tecnologie conviviali - https://tc.eleuthera.it" > > "pedagogia hacker - https://circex.org" > > "tecnologie appropriate - https://alekos.net" >
