Grazie Norberto.

Dopo aver letto l'articolo (e aver notato l'assenza di informatici fra
i convenuti), non avevo alcuna aspettativa.

Invece, questo Assisi AI Act è una piacevole sorpresa.
Un passo nella giusta direzione.

Forse timido, forse troppo pacato, ma almeno nella direzione giusta.


Fa piacere leggere, anche alla luce dell'assenza di informatici,
l'impegno ad "assicurarsi la collaborazione di persone esperte di AI
con una solida sensibilità alle questioni etiche", sebbene il rischio di
lobbisti abili nel _moralismo_ locale è sempre dietro l'angolo, come
l'OSI ha ben dimostrato durante la creazione della OSAID.
Per non parlare degli utili idioti pronti a legittimare il tutto.


Incredibilmente però, l'Assisi AI Act è nettamente migliore.

Arriva persino a proporre una locuzione alternativa di "intelligenza
artificiale" degna di essere presa seriamente in considerazione:
"macchine calibrate con (tanti) dati".
Sarebbe interessante confrontare vantaggi e vantaggi cognitivi di tale
locuzione con quella di "programmazione statistica" o "programmazione
per esempi" su cui tanto abbiamo discusso qui con il Professor Attardi.


Un altro passaggio particolarmente chiaro (soprattutto al confronto
della miopia dell'OSI with Google Glass) sul fronte degli auspici: 

```
L'IA dovrebbe essere una tecnologia "conviviale", "aperta" (nei dati
usati per calibrarla, nei codici, etc.) in modo da minimizzare i rischi
di incorporare pregiudizi e stereotipi nei modelli risultanti.
```

Auspicio che si riflette nell'impegno ad approfondire, sottolineando
che "in questo diventa centrale la disponibilità di dati aperti in una
società democratica" per "aiutare le persone a distinguere una semplice
correlazione tra dati da una più importante relazione di causa-effetto"
e persino a "supervisionare gli output forniti dalle macchine in quanto
possono contenere errori".

Un impegno ingenuo quanto improbo, visto che ad esempio gli output
degli LLM non hanno alcun significato (pur essendo ottimizzati per
ingannare le menti umane in merito) e non possono che essere privi 
di errore.

L'errore, al limite, è di chi prova ad interpretarli.



Rimane un vago fatalismo (pur esorcizzato a parole), un senso di
inevitabilità frutto di propaganda (personalizzata o meno) che
evidentemente ha funzionato più di quanto gli autori siano disposti 
a considerare.


Però ho apprezzato molto il sottile spiraglio di luce.

Vedremo che effetti avrà questo testo nella realtà.


Giacomo
PS: Buon anno!


On Thu, 2 Jan 2025 10:14:53 +0000 "Norberto  Patrignani" wrote:

> carissim*,
> segnalo (in allegato per comodita') il testo completo dell'AI Assisi
> Act dal sito dell'Ordine dei Giornalisti:
> https://www.odg.it/comunicazione-e-ia-per-un-approccio-corretto-e-responsabile-allintelligenza-artificiale/58158
> buon 2025!
> Norberto
> 

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