>L'aspetto dirimente è l'alienazione.
>Aspetto che accomuna la fabbrica >comunista e quella capitalista.

Giacomo, attento che qui ti leggono un sacco di marxisti .. :-)

G.



Il Lun 20 Gen 2025, 21:25 abregni <[email protected]> ha scritto:

> Hanno scritto tonnellate di carta, Giacomo, su come realizzare fabbriche
> diverse di automobili, ...finché non le hanno robotizzate, e i bei
> discorsi sono finiti.
> Adriano Oivetti ha perseguito la sua giusta utopia, finché non ha
> cominciato a dare fastidio.
>
> Tu fai discorsi spezzettati, che alla fine non hanno niente a che vedere
> con la tecnologia. L'architettura riesce a fare cose belle, quando è
> ispirata, ma il discorso rimane sempre lo stesso: è l'uomo che sceglie,
> il responsabile di tutto (nel bene o nel male).
> Il resto sono solo bulloni. O mattoni.
>
>
>
>
> Il 2025-01-20 21:13 Giacomo Tesio ha scritto:
> > Non dovresti concentrarti sull'aspetto economico Guido, la distinzione
> > fra operaio sfruttato o meno è solo superficiale.
> >
> > L'aspetto dirimente è l'alienazione.
> > Aspetto che accomuna la fabbrica comunista e quella capitalista.
> >
> >
> > Se il tuo processo produttivo è progettato per evitare l'alienazione
> > degli operai,
> > anche i loro strumenti, per quanto avanzati, saranno diversi
> > da quelli imposti da chi persegue tale alienazione.
> >
> > <
> https://www.passaggilenti.com/adriano-olivetti-pozzuoli-storia-della-fabbrica/
> >
> >
> >
> > Giacomo
> >
> >
> > Il 20 Gennaio 2025 18:06:17 UTC, Guido Vetere <[email protected]>
> > ha scritto:
> >>  Buon punto, Alessandro
> >>
> >>
> >> *Se con la macchina si compie fino in fondo il processo della
> >> sottomissione
> >> reale del lavoro al capitale […] una macchina non capitalisticamente
> >> usata
> >> dovrebbe essere una macchina diversa da quella usata
> >> capitalisticamente*
> >> ma siccome la macchina che usava il compagno Stakanov era identica a
> >> quella
> >> che usava l'operaio sfruttato, la premessa è falsificata (modus
> >> tollens),
> >> dunque non è vero che *con la macchina si compie fino in fondo il
> >> processo
> >> della sottomissione reale del lavoro al capitale. *QED
> >>
> >> G.
> >>
> >>
> >> On Mon, 20 Jan 2025 at 18:20, abregni <[email protected]> wrote:
> >>
> >> > Ciao, Giulio.
> >> > Come ho già risposto ad Alberto, posso essere d'accordo in generale,
> ma
> >> > ci sono dei punti "cruciali" che continuo a contestare.
> >> >
> >> > >> Se con la macchina si compie fino in fondo il processo della
> >> > >> sottomissione reale del lavoro al capitale...
> >> >
> >> > Questo è un presupposto già "politico" (con forte connotazione
> >> > ideologica)...
> >> >
> >> > >> ...una macchina non capitalisticamente usata dovrebbe essere una
> >> > >> macchina diversa da quella usata capitalisticamente.
> >> >
> >> > Io sono invece convinto che il laminatoio "del padrone" e quello
> "della
> >> > cooperativa di lavoratori" (che ha rilevato l'acciaieria dal padrone
> >> > fallito) siano tecnicamente identici.
> >> > E, come ho detto altrove (per gli eventuali luddisti), a fabbri e
> forge
> >> > non ritengo si possa tornare.
> >> >
> >> > >> In altri termini, le macchine, così come noi le conosciamo, sono il
> >> > >> frutto di una tecnologia (e fors’anche di una scienza) che è stata
> >> > >> pensata tutta sulla base del presupposto del lavoro alienato.
> >> >
> >> > Questa è la conclusione (sbagliata) che viene direttamente dal
> >> > presupposto politico-ideologico di cui sopra.
> >> > Scienza e tecnologia, come conoscenza e know-how, per me sono sempre
> >> > buoni in sé.
> >> > Se poi i denari per la ricerca vengono dai militari o dai ricchi (che,
> >> > quest'ultimi, io continuo a vedere divisi fra ladri e onesti, a
> >> > differenza di chi li eguaglia ai primi), questo è un problema
> diverso, a
> >> > monte ...e molto generale (parte buona: accumulazione di capitale;
> parte
> >> > cattiva: predazione / sfruttamento), che non può essere trattato come
> >> > "facente parte del tema tecnologico".
> >> >
> >> > >> In una situazione diversa, il mutamento dovrebbe interessare lo
> stesso
> >> > >> processo di conoscenza e di realizzazione tecnologica al cui
> termine
> >> > >> la macchina si trova”.
> >> >
> >> > Invece io penso che debba cambiare tutt'altro.
> >> >
> >> > [Ho fatto per oltre vent'anni il consulente di business, e dovevo
> essere
> >> > "convincente". A parte dire il vero, e avere evidenze a supporto, età
> >> > importante anche costruire discorsi inappuntabili sul piano logico,
> >> > ...non che "sembrassero solo tali", per cui mi nasce un'irritazione
> >> > automatica, di fronte a logiche non stringenti e provate.]
> >> >
> >> >
> >> >
> >> > Il 2025-01-20 15:33 de petra giulio ha scritto:
> >> > > _Non so in quale conversazione inserire le considerazioni che
> seguono,
> >> > > considerato che in almeno tre conversazioni contemporaneamente
> attive
> >> > > sulla lista si sta discutendo dello stesso tema. Lo faccio qui, come
> >> > > segno di apprezzamento per il contributo di karlessi, ma le cose che
> >> > > scriverò fanno riferimento anche ad argomentazioni comparse nelle
> >> > > altre conversazioni._
> >> > >
> >> > > Sul tema della neutralità delle macchine (della tecnologia, della
> >> > > scienza) per avere (forse) qualche ulteriore elemento di
> ragionamento,
> >> > > può essere utile rileggere scritti del secolo corso, quando la
> >> > > tecnologia prevalente non era ancora quella digitale (potremmo
> >> > > chiamarla "l'età del coltello") , e quindi potevano sembrare più
> >> > > forti gli argomenti a favore della neutralità della tecnica (e della
> >> > > scienza), eppure...
> >> > > Recentemente è stato ripubblicato un testo di Claudio Napoleoni, uno
> >> > > dei più importanti economisti e filosofi italiani del 900, troppo
> >> > > poco frequentato. Si tratta delle ‘Lezioni sul capitolo VI inedito
> >> > > di Marx', (ed. Rogas), lezioni tenute da Napoleoni alla Facoltà di
> >> > > Scienze politiche dell'Università di Torino nel 1971. In questo
> testo
> >> > > Marx descrive e analizza ellicacemente il rapporto tra il
> capitalismo
> >> > > e le macchine giungendo alla conclusione che 'la pienezza della
> >> > > produzione capitalistica si ha soltanto quando il capitale determina
> >> > > la tecnologia'.
> >> > >
> >> > > _Il problema è che Marx distingueva tra macchine e loro uso
> >> > > capitalistico - una “distinzione insostenibile” secondo Napoleoni
> >> > > proponendo una critica della tecnica che svilupperà sempre di più
> >> > > partendo proprio da Heidegger (per il quale la macchina esiste solo
> in
> >> > > base all’impiego dell’impiegabile, cioè diviene produttiva e
> >> > > impiegabile per uno scopo che tuttavia cessa progressivamente di
> >> > > essere uno scopo umano e diventa lo scopo dell’impiegabilità della
> >> > > macchina, dove soggetto e oggetto si confondono definitivamente):
> >> > > “Se con la macchina si compie fino in fondo il processo della
> >> > > sottomissione reale del lavoro al capitale […] una macchina non
> >> > > capitalisticamente usata dovrebbe essere una macchina diversa da
> >> > > quella usata capitalisticamente. In altri termini, le macchine, così
> >> > > come noi le conosciamo, sono il frutto di una tecnologia (e
> >> > > fors’anche di una scienza) che è stata pensata tutta sulla base del
> >> > > presupposto del lavoro alienato. In una situazione diversa, il
> >> > > mutamento dovrebbe interessare lo stesso processo di conoscenza e di
> >> > > realizzazione tecnologica al cui termine la macchina si trova”._
> >> > >
> >> > > Il testo in corsivo è tratto da un articolo di Lelio Demichelis di
> >> > > prossima pubblicazione sul sito del CRS
> >> > >
> >> > > Il giorno mar 14 gen 2025 alle 13:40 Alfredo Bregni <
> [email protected]>
> >> > > ha scritto:
> >> > >
> >> > >> Ciao.
> >> > >>
> >> > >> Ritengo che in genere -- e soprattutto qui: "_Non dipende (solo)
> >> > >> dall'uso che se ne fa perché le tecnologie incorporano ideologie,
> >> > >> convinzioni, ecc. e questo è tanto più  verificabile per prodotti
> >> > >> come gli smartphone equipaggiati con software proprietario,
> >> > >> costruiti secondo logiche di obsolescenza programmata, assurdo
> >> > >> spreco di risorse, ecc ecc._" -- tu tenda a confondere l'aspetto
> >> > >> banalmente "di vendita" con quello di "impatto sociale".
> >> > >>
> >> > >> Se io (generico) vendo una tecnologia, e un altro la utilizza:
> >> > >> - Io cercherò -- con mezzi leciti e illeciti -- di massimizzare il
> >> > >> mio guadagno, indipendentemente dall'uso che ne verrà fatto (magari
> >> > >> costruirò un fucile che piacerà tanto ai suprematisti bianchi, ma
> >> > >> di loro come ideologia me ne frego, basta che comprino);
> >> > >> - L'altro ne farà un uso benigno, maligno, idiota, perverso,
> >> > >> benefico, ..., in funzione degli obiettivi e della fantasia
> >> > >> (delicata o predatrice) che si ritrova ad avere.
> >> > >>
> >> > >> Voglio dire:
> >> > >> 1.
> >> > >> La scienza / tecnologia / tecnica / anche ingegneria direi --
> intese
> >> > >> come conoscenza / know-how, e relativa possibilità di farne
> >> > >> qualcosa in pratica -- IN SE' ritengo siano sempre cosa buona;
> >> > >> 2.
> >> > >> La progettazione concreta, produzione e vendita di artefatti ha due
> >> > >> componenti DIVERSE:
> >> > >> a. L'aspetto economico, con le relative pratiche commerciali;
> >> > >> b. L'EVENTUALE contenuto EX ANTE di intenzione d'uso / applicazione
> >> > >> (es. bomba).
> >> > >> 3.
> >> > >> L'utilizzo è quello che ha un contenuto "morale" / "non neutrale"
> >> > >> (e con esso l'eventuale contenuto ex ante di intenzione d'uso di
> cui
> >> > >> al punto precedente).
> >> > >>
> >> > >> Ne consegue che:
> >> > >> - Quanto indicato al punto 1 dovrebbe essere "totalmente libero";
> >> > >> es. nella ricerca scientifica i cc.dd. "comitati etici" non
> >> > >> dovrebbero mettere becco (e invece lo fanno: troppo difficile
> >> > >> mettere becco in 3 e 2a, ma questo dovrebbero fare)
> >> > >> - Il punto 2a ha già i suoi presìdi (inefficaci);
> >> > >> - Il punto 2b e 3 sono quelli che -- appunto rivenienti dall'uso /
> >> > >> applicazione -- dovrebbero essere più monitorati.
> >> > >>
> >> > >> INVECE si insiste a colpevolizzare a monte. E io INSISTO a non
> >> > >> comprenderne il motivo (magari perché insisto anche a distinguere
> >> > >> pere e patate...).
> >> > >>
> >> > >> Saluti.
> >> > >>
> >> > >>> ----- Original Message -----
> >> > >>> From: karlessi
> >> > >>> To: [email protected]
> >> > >>> Sent: Monday, January 13, 2025 11:52 AM
> >> > >>> Subject: Re: [nexa] In a mirror (Alfredo Bregni)
> >> > >>>
> >> > >>>> Message: 2
> >> > >>>> Date: Mon, 13 Jan 2025 10:04:38 +0100
> >> > >>>> From: "Alfredo Bregni" <[email protected]>
> >> > >>>> To: "Giuseppe Attardi" <[email protected]>
> >> > >>>> Cc: <[email protected]>
> >> > >>>> Subject: Re: [nexa] In a mirror
> >> > >>>> Message-ID: <66C5B22CA7AD43A9A87D9EA18F885D48@Bregnip2>
> >> > >>>> Content-Type: text/plain; charset="utf-8"
> >> > >>>>
> >> > >>>> Ciao, Giuseppe.
> >> > >>>>
> >> > >>>>
> >> > >>>>
> >> > >>>> Sto continuando a "litigare" (bonariamente) con Giacomo in
> >> > >>> privato sulla faccenda:
> >> > >>>>
> >> > >>>> - Lui insiste ad es. che Ethernet aumenta la velocità delle
> >> > >>> telecomunicazioni (e questo è un effetto "politico"), che ogni
> >> > >>> tecnologia ha certe "capacità"
> >> > >>>>
> >> > >>>>
> >> > >>>> - Io insisto che:
> >> > >>>>
> >> > >>>> a) ogni evoluzione -- culturale (filosofia, letteratura, ...)
> >> > >>> oltre che scientifica / tecnica / tecnologica -- ha impatti sulla
> >> > >>> società;
> >> > >>>>
> >> > >>>> b) le tecnologie non "hanno", ma "danno" certe capacità /
> >> > >>> sono fatte apposta per dare un qualche potere (altrimenti, a che
> >> > >>> servono?);
> >> > >>>
> >> > >>>>
> >> > >>>> c) tutto dipende da come si usano / applicano;
> >> > >>>>
> >> > >>>> d) solo quando uso e applicazione sono predeterminati (es.
> >> > >>> bombe), allora lo sviluppo della tecnologia è orientato a monte
> >> > >>> (se vado in giro con C4 e detonatori, mi auguro che per una volta
> >> > >>> ci sia presunzione di colpevolezza, invece che di innocenza, e sia
> >> > >>> io a dover dmostrare che il tutto mi serve per stanare delle
> >> > >>> talpe);
> >> > >>>>
> >> > >>>> e) ergo, sono l'uso e l'applicazione le cose che contano,
> >> > >>> politicamente, economicamente, ..., per determinare cosa davvero
> >> > >>> poi avviene.
> >> > >>>
> >> > >>> buongiorno
> >> > >>>
> >> > >>> convengo che ci sono intendimenti diversi dietro all'uso della
> >> > >>> parola
> >> > >>> "neutrale"
> >> > >>>
> >> > >>> personalmente ritengo disfunzionale l'insistenza sul "dipende
> >> > >>> dall'uso
> >> > >>> che se ne fa", e, anzi, colpevolizzante nei confronti delle
> >> > >>> persone. Se
> >> > >>> poi si arriva all'impersonale del "si usano", diventa impossibile
> >> > >>> distinguere chi fa cosa e perché: ammesso che sia possibile!
> >> > >>>
> >> > >>> Non dipende (solo) dall'uso che se ne fa perché le tecnologie
> >> > >>> incorporano ideologie, convinzioni, ecc. e questo è tanto più
> >> > >>> verificabile per prodotti come gli smartphone equipaggiati con
> >> > >>> software
> >> > >>> proprietario, costruiti secondo logiche di obsolescenza
> >> > >>> programmata,
> >> > >>> assurdo spreco di risorse, ecc ecc.
> >> > >>>
> >> > >>> Inoltre mettere insieme nella stessa categoria tabelle
> >> > >>> logaritmiche,
> >> > >>> funzioni statistiche, coltelli, tecnologie cibernetiche in rete e
> >> > >>> bombe
> >> > >>> (ma può esserci una bomba innescata per far saltare in aria il
> >> > >>> Furher e
> >> > >>> il suo stato maggiore: è questo un uso che prevede presunzione di
> >> > >>>
> >> > >>> colpevolezza, errore, sbaglio? si tratta di una provocazione per
> >> > >>> evidenziare che non si va lontano con la casistica, c'è sempre
> >> > >>> almeno un
> >> > >>> caso che eccede e a quel punto ci si perde in distinguo da
> >> > >>> legulei) mi
> >> > >>> sembra un'indebita semplificazione che fa di tutte le erbe un
> >> > >>> fascio.
> >> > >>> invece ogni cosa è diversa. per quanto si possano effettuare
> >> > >>> delle macro
> >> > >>> distinzioni.
> >> > >>>
> >> > >>> in particolare vorrei attirare l'attenzione sulla cruciale
> >> > >>> differenza
> >> > >>> fra utensile e "strumento cibernetico" (non dico "essere tecnico"
> >> > >>> sennò
> >> > >>> giacomo s'imbizzarrisce :D )
> >> > >>>
> >> > >>> la differenza è bene illustrata da Gilbert Simondon. un utensile
> >> > >>> si può
> >> > >>> portare con sé, e ha senso (senso tecnico) in connessione a un
> >> > >>> corpo
> >> > >>> umano che lo porta con sé e lo utilizza per relazionarsi con il
> >> > >>> mondo.
> >> > >>> Il coltello, il martello, ecc. sono utensili in questo senso
> >> > >>>
> >> > >>> gli strumenti cibernetici, come lo smartphone, non hanno senso
> >> > >>> separati
> >> > >>> dalla rete di retroazioni che le alimenta, che comprende i corpi
> >> > >>> umani
> >> > >>> (in rete), altri smartphone, reti, ecc ecc ecc quindi lo
> >> > >>> smartphone non
> >> > >>> è un utensile. Da solo, non ha senso (senso tecnico). E non
> >> > >>> dipende solo
> >> > >>> dall'uso che se ne fa: perché è progettato con determinate
> >> > >>> finalità,
> >> > >>> benché in maniera molto più sofisticata rispetto alle affordance
> >> > >>> (inviti
> >> > >>> all'uso, cf. Gibson) tipiche es. di coltelli, martelli, sedie ecc.
> >> > >>>
> >> > >>> (utensili). Tuttavia lo smartphone ha una materialità (è fatto
> >> > >>> di cose
> >> > >>> materiali), e questa materia è "neutra" nel senso che non è
> >> > >>> orientata
> >> > >>> dall'uso che ne verrà fatto; al contrario, però, lo influenza,
> >> > >>> nel senso
> >> > >>> che se è di metallo robusto magari non si spacca alla prima
> >> > >>> caduta, cosa
> >> > >>> che invece accade se è fatto di plastichina: quindi anche qui, la
> >> > >>>
> >> > >>> materialità influenza l'uso, la plastichina invita alla
> >> > >>> protezione
> >> > >>> dell'oggetto più del metallo; ma la materialità non determina in
> >> > >>> toto
> >> > >>> l'uso, perché se mi va (in quanto es. artista "controcorrente", o
> >> > >>> comune
> >> > >>> umano esasperato) con lo smartphone pesto i chiodi nel muro, e
> >> > >>> vabbè,
> >> > >>> non avevo il martello, mi sento libero di scassare l'ennesimo
> >> > >>> smartphone. Questa "neutralità" per cui dipende da me e dall'uso
> >> > >>> che ne
> >> > >>> faccio è quindi più teorica che pratica.
> >> > >>>
> >> > >>> oltre a utensili e strumenti cibernetici, vi sono anche le
> >> > >>> macchine,
> >> > >>> come posizione "intermedia" fra i due precedenti. Es.
> >> > >>> un'automobile, o
> >> > >>> un telefono analogico, senza software, non ha senso senza
> >> > >>> l'infrastruttura (strade/autostrade; rete elettrica, rete
> >> > >>> telefonica),
> >> > >>> ma non ha quella caratteristica cibernetica spinta tipica del
> >> > >>> digitale
> >> > >>> di massa.
> >> > >>>
> >> > >>> G. Simondon, "Sulla Tecnica", Orthotes riporta in diversi articoli
> >> > >>>
> >> > >>> questa tripartizione, da prendere come categorizzazione lasca,
> >> > >>> come
> >> > >>> descrizione operativa
> >> > >>> https://www.orthotes.com/prodotto/gilbert-simondon-sulla-tecnica/
> >> > >>>
> >> > >>> altra distinzione riguarda la tecnicità in quanto caratteristiche
> >> > >>>
> >> > >>> materiali degli oggetti tecnici (di cosa sono fatti) che non
> >> > >>> coincide
> >> > >>> con la "libera avventura" (sempre Simondon) degli oggetti tecnici
> >> > >>> nel
> >> > >>> mondo: sono quelli che sono stati descritti come effetti
> >> > >>> psicosociali
> >> > >>> nelle mail precedenti. Questo è l'aspetto evolutivo in senso
> >> > >>> relazionale, in relazione con il mondo umano, in cui è chiaro che
> >> > >>> la
> >> > >>> fitness tecnica non è legata (solo) alle caratteristiche
> >> > >>> materiali, ma a
> >> > >>> un complesso coacervo di interazioni socio-psico-economiche. E,
> >> > >>> quindi,
> >> > >>> tanto più ideologico-politiche per tecnologie di massa e
> >> > >>> cibernetiche.
> >> > >>> Non sono (solo) le caratteristiche materiali dirimenti per il
> >> > >>> "successo"
> >> > >>> di una tecnologia: VHS si è imposto su Betamax; Explorer su tutti
> >> > >>> gli
> >> > >>> altri browser per parecchio tempo, e non era certo "meglio";
> >> > >>> Windows su
> >> > >>> altri OS aperti e liberi; i protocolli e le innovazioni che
> >> > >>> passano
> >> > >>> nell'uso sono relativamente indipendenti dalle caratteristiche
> >> > >>> tecniche
> >> > >>> materiali. Indipendente non significa neutrale.
> >> > >>>
> >> > >>> queste argomentazioni sono chiaramente non-antropologiche, nel
> >> > >>> senso che
> >> > >>> ricordano che l'uso umano delle tecnologie non dipende solo
> >> > >>> dall'umano,
> >> > >>> ma anche dalla complessa avventura sociotecnica. D'altra parte,
> >> > >>> sono
> >> > >>> argomentazioni non heideggeriane. Magari ai tecnici puri
> >> > >>> (esistono? beh,
> >> > >>> cmq hanno delle idee, delle convinzioni, dei desideri più o meno
> >> > >>> inconsci, quindi mi permetto di considerarli soggetti filosofici
> >> > >>> come
> >> > >>> tutti noialtri...) interessa poco, ma la fanfaluca di Heidegger su
> >> > >>>
> >> > >>> "l'essenza della tecnica non è tecnica" che ha tanto influenzato
> >> > >>> anche
> >> > >>> pensatori che si ritengono progressisti, per non dire di sinistra,
> >> > >>>
> >> > >>> riguarda anche loro tecnici puri, perché l'argomento "la tecnica
> >> > >>> è
> >> > >>> neutrale, dipende da come la si usa" è in effetti avversato da
> >> > >>> Heidegger
> >> > >>> per sostenere, come è suo tipico, una posizione apolitica,
> >> > >>> impolitica,
> >> > >>> in cui la Tecnica s'impone come Spirito dei tempi ineluttabile...
> >> > >>> quadro
> >> > >>> e inquadramento del mondo, senza possibilità di scampo, senza
> >> > >>> possibilità di articolare politiche personali e collettive.
> >> > >>>
> >> > >>> e invece la tecnica è politica, molto politica; se chiunque fosse
> >> > >>> i
> >> > >>> grado di maneggiare le tavole logaritmiche, se chiunque fosse
> >> > >>> capace di
> >> > >>> smontare uno smartphone perché lo strumento viene venduto con un
> >> > >>> cacciavite che consente di smontare ogni sua parte e sostituirla
> >> > >>> facilmente... se chiunque potesse gestire in maniera autonoma i
> >> > >>> propri
> >> > >>> dati e scegliere le tecnologie di cui si fida, decidendo in piena
> >> > >>> libertà cosa sì e cosa no... la situazione politica sarebbe
> >> > >>> diversa,
> >> > >>> perché l'alienazione tecnica sarebbe un lontano ricordo, e le
> >> > >>> persone
> >> > >>> sarebbe singolarmente più forti, potenti, autonome e quindi più
> >> > >>> libere,
> >> > >>> individualmente e collettivamente.
> >> > >>>
> >> > >>> invece oggi non si può scegliere. solo in teoria. in pratica, i
> >> > >>> genitori
> >> > >>> si devono piegare ai gruppi whatsapp dei genitori, o quantomeno al
> >> > >>>
> >> > >>> registro elettronico, come gli studenti e gli insegnanti a google
> >> > >>> classroom, gli accademici a microsoft suite, e tutti quanti allo
> >> > >>> SPID.
> >> > >>> tutte queste tecnologie non sono affatto neutrali, IMHO. di certo
> >> > >>> non si
> >> > >>> sono imposte perché migliori, frutto di un processo evolutivo di
> >> > >>> selezione delle tecnologie più adatte e regolate dal mutuo
> >> > >>> appoggio, il
> >> > >>> secondo fattore più importante dell'evoluzione naturale che
> >> > >>> potrebbe
> >> > >>> senz'altro essere posto come linea guida anche nell'evoluzione
> >> > >>> tecnica.
> >> > >>>
> >> > >>> peggio ancora, ci sono evidenti contraddizioni nel ricorso a
> >> > >>> tecnologie
> >> > >>> in situazioni limite. le navi che salvano le persone nel
> >> > >>> mediterraneo
> >> > >>> nonostante i governi sempre più autoritari in Europa e altrove,
> >> > >>> non
> >> > >>> possono scegliere: devono usare Starlink. perché grazie al fatto
> >> > >>> che il
> >> > >>> governo USA ha foraggiato Musk da anni, Starlink è l'unica
> >> > >>> opzione a
> >> > >>> "basso costo" per comunicazioni su satelliti LEO. vedremo se il
> >> > >>> governo
> >> > >>> italiano chiederà di togliere Starlink a queste navi, perché
> >> > >>> no... è
> >> > >>> logico, sta nella logica della tecnocrazia.
> >> > >>>
> >> > >>> no, non dipende da come le usi. Starlink è un problema comunque
> >> > >>> si
> >> > >>> voglia vedere: per la sua genesi, per come è gestito, manutenuto,
> >> > >>> e
> >> > >>> immagino che sia software proprietario, security by obscurity,
> >> > >>> nonché
> >> > >>> gestito da un miliardario bianco dispotico senza alcun controllo
> >> > >>> democratico, che viene considerato un genio, non si sa perché se
> >> > >>> non
> >> > >>> perché le persone desiderano essere come lui.
> >> > >>>
> >> > >>> mi spiace la divagazione, spero non vi abbia troppo annoiato, a
> >> > >>> mia
> >> > >>> parziale discolpa ho approfittato di quest'ora di ritardo per
> >> > >>> leggere e
> >> > >>> scrivere, perché i treni sono stranamente in ritardo di 60-120
> >> > >>> minuti
> >> > >>> oggi per un guasto fra Napoli e Roma (se il ministro "competente"
> >> > >>> non
> >> > >>> darà nuovamente la colpa ai lavoratori inetti, forse riconoscerà
> >> > >>> di
> >> > >>> esser troppo impegnato a buttare risorse nel necessarissimo ponte
> >> > >>> fra
> >> > >>> Scilla e Cariddi, per entrare nella storia delle idiozie più
> >> > >>> nocive, per
> >> > >>> poter badare ai treni di linea)
> >> > >>>
> >> > >>> buona giornata
> >> > >>>
> >> > >>> k.
> >> > >>>
> >> > >>> PS: filosofia e tecnica nell'approfondimento a tecnologie
> >> > >>> conviviali:
> >> > >>> https://www.eleuthera.it/materiale.php?op=2585#FilosofiaETecnica
> >> > >>>
> >> > >>>>
> >> > >>>>
> >> > >>>>
> >> > >>>> A presto,
> >> > >>>>
> >> > >>>> A
> >> > >>>>
> >> > >>>>
> >> > >>>>
> >> > >>>>
> >> > >>>>
> >> > >>>>
> >> > >>>> ----- Original Message -----
> >> > >>>> From: Giuseppe Attardi
> >> > >>>> To: [email protected]
> >> > >>>> Cc: [email protected]
> >> > >>>> Sent: Monday, January 13, 2025 9:27 AM
> >> > >>>> Subject: Re: [nexa] In a mirror
> >> > >>>>
> >> > >>>>
> >> > >>>> Temo che non siamo d’accordo sul significato di
> >> > >>> “neutrale” per una tecnologia.
> >> > >>>> I LLM calcolano una funzione (la distribuzione di
> >> > >>> probabilità della prossima parola), pertanto sono altrettanto
> >> > >>> neutrali di una tabella di logaritmi.
> >> > >>>>
> >> > >>>> Non è neutrale l’uso che se ne fa, esattamente come una
> >> > >>> tabella dei logaritmi usata per il calcolo delle traiettorie dei
> >> > >>> proiettili non lo è.
> >> > >>>>
> >> > >>>> Quindi ribadisco che si deve distinguere tra la tecnologia
> >> > >>> (LLM) e i suoi utilizzi (chatbot, Predictive AI, ecc.).
> >> > >>>>
> >> > >>>> Tutta la discussione su come vengono allenati e prodotti i
> >> > >>> vari LLM non inficia la neutralità della tecnologia. Se le
> >> > >>> tabelle dei logaritmi venissero fatte calcolare da degli schiavi
> >> > >>> sottopagati o se usano per base 10, incorporando un bias
> >> > >>> tradizionale sulla scelta della numerazione, le tabelle stesse
> >> > >>> rimarrebbero neutrali.
> >> > >>>>
> >> > >>>> Tornando all’analogia di Alfredo, un coltello è neutrale e
> >> > >>> può essere usato in tanti modi, più o meno utili o disdicevoli.
> >> > >>> Ci sono varie fogge di coltelli, così come ci sono tanti diversi
> >> > >>> LLM, ciascuno prodotto secondo i gusti di qualcuno.
> >> > >>>> Il fatto che ad alcuni non piacciano certi modelli (di
> >> > >>> coltello) o si critichi come il coltello è stato progettato e
> >> > >>> realizzato, ancora non riguarda la tecnologia dei coltelli in sé.
> >> > >>>>
> >> > >>>> I primi LM che facevo costruire 15 anni fa ai miei studenti
> >> > >>> erano ad esempio allenati sul corpus delle opere di Shakespeare:
> >> > >>> serviva a dimostrare come fossero in grado di acquisire la lingua
> >> > >>> e lo stile di Shakespeare. Poi lo si faceva sugli articoli del
> >> > >>> WSJ, mostrando che imparavano un altro linguaggio. Era quindi una
> >> > >>> tecnologia neutra rispetto al linguaggio.
> >> > >>>>
> >> > >>>> Che poi tutto sia condizionato dalle nostre esperienze e dal
> >> > >>> contesto in cui operiamo è talmente ovvio che non serve
> >> > >>> ribadirlo, né attribuirlo in particolare a un singolo aspetto
> >> > >>> della nostra realtà.
> >> > >>>>
> >> > >>>> —
> >> > >>>>
> >> > >>>>> On 9 Jan 2025, at 18:56, [email protected]
> >> > >>> wrote:
> >> > >>>>>
> >> > >>>>> From: Giacomo Tesio <[email protected]>
> >> > >>>>> To: [email protected], Giuseppe Attardi
> >> > >>> <[email protected]>
> >> > >>>>> Subject: Re: [nexa] In a mirror
> >> > >>>>> Message-ID: <[email protected]>
> >> > >>>>> Content-Type: text/plain; charset=UTF-8
> >> > >>>>>
> >> > >>>>> Ciao Giuseppe,
> >> > >>>>>
> >> > >>>>> speravo davvero che intervenissi! :-)
> >> > >>>>>
> >> > >>>>> Il 9 Gennaio 2025 11:58:04 UTC, Giuseppe Attardi ha
> >> > >>> scritto:
> >> > >>>>>>
> >> > >>>>>> 1. I LLM vanno distinti dai ChatBot, che sono una delle
> >> > >>> loro tante
> >> > >>>>>> possibili applicazioni.
> >> > >>>>>
> >> > >>>>> Vero, ma il "riassunto" dalla cui critica è partito questo
> >> > >>> filone di
> >> > >>>>> discussione è stato realizzato da un chatbot (chatgpt) cui
> >> > >>> si è fatto
> >> > >>>>> riferimento come un "chi". Non trovi allarmante tanta
> >> > >>> alienazione?
> >> > >>>>>
> >> > >>>>> La distinzione fra chatbot e LLM rimane informaticamente
> >> > >>> valida in
> >> > >>>>> generale, ma non credo fosse rilevante per il dibattito
> >> > >>> perché né
> >> > >>>>> chatbot né LLM esprimono alcuna forma di intelligenza.
> >> > >>>>>
> >> > >>>>>> Gran parte delle critiche riguardano appunto i chatbot
> >> > >>>>>> (allucinazioni, superficialità, ecc.).
> >> > >>>>>
> >> > >>>>> Perché costituiscono la base della narrazione allucinata
> >> > >>> che domina
> >> > >>>>> il dibattito informatico attuale, determinando scelte
> >> > >>> politiche,
> >> > >>>>> economiche ed educative altrettanto allucinate.
> >> > >>>>>
> >> > >>>>>
> >> > >>>>>> I LM sono decisamente una tecnologia neutra
> >> > >>>>>
> >> > >>>>> Solo nel mondo della fantasia, Giuseppe.
> >> > >>>>>
> >> > >>>>>
> >> > >>>>> Nella realtà, i LLM sono prodotti a partire da testi che
> >> > >>> sono
> >> > >>>>> culturalmente e storicamente situati.
> >> > >>>>>
> >> > >>>>> Già solo per questo semplice fatto, nessun LLM reale può
> >> > >>> essere
> >> > >>>>> "neutro". Ricorderai certamente le critiche pretestuose con
> >> > >>> cui fu
> >> > >>>>> accolto Minerva l'anno scorso. [1]
> >> > >>>>>
> >> > >>>>> Poi c'è l'attività di programmazione statistica che parte
> >> > >>> dalla scelta,
> >> > >>>>> fra tutti i testi disponibili, di quelli da utilizzare e di
> >> > >>> quelli da
> >> > >>>>> scartare.
> >> > >>>>>
> >> > >>>>> A valle di un'accurata attività di selezione e rinforzo, i
> >> > >>> "modelli"
> >> > >>>>> producono output "politicamente corretto", quale che siano
> >> > >>> gli
> >> > >>>>> obiettivi politici dei programmatori, dal legittimare il
> >> > >>> proprio
> >> > >>>>> software agli occhi dei moralisti statunitensi, difendere
> >> > >>> il proprio
> >> > >>>>> modello di business o cancellare piazza Tiananmen dalla
> >> > >>> storia [2]
> >> > >>>>>
> >> > >>>>> E spero tu non creda davvero che i modelli di Google, Meta
> >> > >>> o Open AI
> >> > >>>>> siano in alcun modo "neutrali".
> >> > >>>>>
> >> > >>>>>
> >> > >>>>> Dunque anche se l'idea di LLM non fosse intrinsecamente
> >> > >>> orientata
> >> > >>>>> politicamente (e lo è), lo sono tutti gli LLM reali.
> >> > >>>>>
> >> > >>>> -------------- next part --------------
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> >> > >>>> URL:
> >> > >>>
> >> > >>
> >> > > <
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